pd e cause del lavoro. STAMATTINA SI DISCUTE LA RICHIESTA DI 500MILA € DI RISARCIMENTO DEL FU COMANDANTE DEI VIGILI DI AGLIANA?

Il dottor Andrea Alessandro Nesti è stato al centro di una infinita trafila giudiziaria che si è risolta con l’annullamento del concorso da cui sembrava essere uscito vincitore. Chi tirerà fuori i soldi? Gli aglianesi o le giunte che hanno creato e favorito questo “assurdo legale”?
Andrea Alessandro Nesti, ex comandante dei vigili di Agliana

Oggi è stata gran festa in paese, sì lo so
ma non per questo si brucian le chiese, no no no.
La botte era grande, il vino era buono,
lo sai anche tu
ti è tanto piaciuto che ci hai fatto il bagno
non farlo mai più.

Luci – ah! Luci – ah!
Di solito così non si fa!
Luci – ah! Luci – ah!
Luci – ah! Luci – ah!

L. Battisti


 

Il Tirreno, 19 febbraio 2015

 

PISTOIA-AGLIANA. Ieri è stata gran festa in paese, oggi no. Oggi la festa di ieri finirà – se non sbagliamo – dinanzi al giudice del lavoro di Pistoia, chiamato a decidere sulle richieste del fu comandante della polizia municipale, dottor Andrea Alessandro Nesti, che, dopo aver perso la sua qualifica per vari interventi del Tar e, infine, per decisione definitiva del Consiglio di Stato, si è ribellato al padrone (il suo Pd che pure gli aveva teso la mano non mettendolo sul lastrico) e gli ha morso quella mano tesa con un processo del lavoro.

A occhio e a mente – se non sbagliamo – il dottor Nesti sta chiedendo un risarcimento di circa mezzo milione di euro: che a nostro giudizio, in caso di vittoria, dovrebbero essere fatti pagare non agli aglianesi, i quali non hanno mai deciso un bel nulla in merito, ma a quegli amministratori solerti e illuminati che erano sul soglio del potere nel momento in cui Nesti vinse [?] il concorso da comandante e che, invece di soddisfare le richieste dell’escluso Mauro Goduto, ritennero più opportuno “bischereggiare” fino a giungere alla débâcle finale costata una vera saccata di soldi al popolo bue.

E non parliamo solo degli amministratori del momento, ma anche delle giunte che andarono avanti sulla stessa via per difendere quello che, il commissario del Pd, Rino Fragai, definì pubblicamente «ottimo comandante»: quanto «ottimo», poi, si è visto da tutti gli strascichi che Nesti ha lasciato dietro di sé, pur se si considera un «perseguitato» innocente come il famoso agnello del Pacciani.

Il dottor Mauro Goduto, l’escluso

Vedremo come andrà a finire, ma comunque vada, la domanda di buonsenso (e cioè impossibile per il Pd) resta immutata e immutabile:

meritava fare tanto casino seguendo i suggerimenti di legali farlocchi che invitarono la commissione di esame del Nesti a rispondere, la prima volta, al Tar, inventando la frottola dei foglietti volanti su cui erano trascritti i voti dei commissari?

o non sarebbe stato più facile, più diretto, più lineare e assai meno dispendioso, far prendere atto al Tar che la commissione aveva commesso un mero errore materiale e magari, per massima sicurezza, annullare e rifare il concorso da capo?

È sempre la solita storia: il problema è e resta l’arroganza del potere, molto di moda in certi schieramenti politici che, in quanto autoconvinti che con l’etichetta di “democratici” sono investiti e unti dal signore e, come tali, sempre dalla parte della ragione, vanno a diritto a testa bassa come il toro che si fida delle proprie corna.

Mentre questi uomini-toro sono, sì, unti: ma solo di sugna appiccicosa e puzzolente.

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Rino Fragrai, commissario e censore del Pd

L’ex comandante, per la cronaca, ha fatto causa a tutti. Un solo nome manca dalla lista: se stesso.
Ha schiacciato vari vigili di Agliana, poi risarciti in sede di giudizio di lavoro.
Ha lasciato da parte molti dei propri doveri dimenticando, per esempio, in deposito, auto sequestrate e facendo, per questo, sborsare al Comune cifre esorbitanti.
Ha continuato a far pagare polizze Unipol per motorini della polizia municipale acquistati “a caso” (non erano idonei a circolare in strada). E non è finita qui.

Eppure per Rino Fragai era “l’ottimo comandante”.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Mauro Corona parla di “Capalbi”.
Forse sarebbe più appropriato “Caparbi”


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