pd pistoia. UNA POLITICA URBANISTICA DIMISSIONARIA. LA NOSTRA RISPOSTA A CAPECCHI

"Dopo ormai tre anni dall’insediamento di questa amministrazione, nulla di rilevante sul piano urbanistico è stato fatto"

PISTOIA. Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’assessore Alessandro Capecchi sulle scelte urbanistiche della nostra città lasciano stupefatti. Secondo Capecchi, sarebbe stato difficile rispettare il termine di tre anni in un Comune come Pistoia dove, a causa del cambio di maggioranza, più tempo sarebbe necessario per “condividere” le nuove scelte politiche. Dunque, ben venga la proroga di sei mesi concessa dalla Regione Toscana.

Ora, innanzi tutto, vorremmo che il dimissionario assessore facesse chiarezza sul ruolo che oggi egli svolge, in un momento così delicato, nella definizione delle politiche territoriali, dove risulta indispensabile per gli uffici comunali avere una guida a cui riferirsi e per le categorie professionali una figura con cui interloquire.

In secondo luogo, è quantomeno surreale la soddisfazione di Capecchi alla proroga regionale di sei mesi concessa per l’approvazione di una variante alle Norme Tecniche del Regolamento Urbanistico vigente. Si tratta, infatti, di una variante di chiarificazione e semplificazione delle norme del Regolamento Urbanistico necessaria per rendere possibili i piccoli interventi di rammendo urbano e per permettere una più ampia possibilità di riuso del patrimonio edilizio edificato, nel rispetto dei suoi valori storici e testimoniali. Un provvedimento più volte sbandierato dall’attuale amministrazione in campagna elettorale e in questi anni di mandato amministrativo.

Alessandro Capecchi

Peccato però che per anni si sia “temporeggiato”, riuscendo a portare la variante all’esame del Consiglio comunale (delibera n. 149 del 26/11/2019) soltanto dopo la scadenza dei cinque anni del Regolamento Urbanistico, approvato nel 2013. Questo ritardo ha comportato la necessità di dover sostanzialmente depotenziare il provvedimento trasformandolo in Variante Semplificata — approvabile anche in regime di salvaguardia — con il risultato di essere stati costretti a stralciare gran parte delle proposte provenienti da soggetti interessati, associazioni di categoria e ordini professionali, rendendo nei fatti lo strumento assai poco significativo per il rilancio dell’attività edilizia e del riuso del patrimonio edilizio esistente.

Infine, per quanto riguarda strumenti urbanistici fondamentali come il Piano Strutturale e il Piano Operativo, ricordiamo che i tempi per la elaborazione e progettazione sono noti a tutti e fissati da normative statali e regionali. Quel che Capecchi vorrebbe nascondere è sotto gli occhi di tutti: dopo ormai tre anni dall’insediamento di questa amministrazione, nulla di rilevante sul piano urbanistico è stato fatto. Neppure la relazione presentata all’inizio del procedimento del Piano Strutturale fa eccezione: una relazione generica e assolutamente non calata sul nostro territorio, che nulla — appunto — ci dice sulle idee politiche di questa amministrazione sulla pianificazione futura del nostro territorio e sullo sviluppo edilizio.

Per non parlare dello smantellamento dell’accordo con Asl e Regione sull’area ex-Ceppo e Ville Sbertoli, sulla proroga oltre il consentito del decaduto piano dell’area ex-Breda (determinando aste al ribasso ben al di sotto del valore di mercato).

Avevamo capito che Capecchi fosse intenzionato a rinunziare all’urbanistica come assessore, non che il Comune di Pistoia intendesse rinunziare all’urbanistica come governo del territorio.

Unione Comunale Pd Pistoia

 

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