pd, territorio & disastri. COMUNE DI QUARRATA, CI SIAMO MESSI IN MANO (LAUREATI O NO CHE SIANO) A DEI VERI E PROPRI ANALFABETI?

Aldilà della pena di un consiglio comunale che sembra il dopocena a fagioli degli ultimi quattro frati rimasti a Camaldoli (non però benedettini colti, ma accattoni analfabeti dolciniani come il pòero Salvatore del Nome della Rosa), la sostanza della risposta di Okkione su Via della Colonna – vi esorto ad ascoltare attentamente il tutto – fa, come si dice, “cascare il pan di mano”

 

Ma se la giunta di Quarrata non sa rispondere, se non sa cosa dire, se – quando deve parlare – ha bisogno di un impiegato che le scriva il foglietto per non sbagliare: a cosa serve una giunta e a cosa serve, in concreto, la tessera dell’Anpi a una giunta sordomuta che, magari, quando si fa sentire, dice solo bestialità perché tutto, a Quarrata, «è sempre e solo una questione di privati che litigano fra loro?»

 

A.N.P.I.-AMENTE TESSERATI

SORDI, MUTI E SILENZIATI

 


 

Al carcere sono abituato fino dal servizio militare a Gaeta 1973-74…

 

POTETE TENERMI agli arresti domiciliari anche fino alla consunzione dei tempi, quando Cristo (in cui nessuno crede; e in primis quelli che vanno alla messa e mangiano le ostie) scenderà a giudicare i vivi e i morti: la sostanza non cambia e non cambia neppure quello che, da luglio a questa parte – e dopo 25 anni di rotture continue, senza che nessuno stesse ad ascoltare, né Comune di Quarrata né Procura della Repubblica, né tribunale civile –, sto ripetendo con l’ossessione di chi ha subìto continuamente solo torti e soprusi, a proprio danno, ma a vantaggio di privilegiati che hanno, sinora, potuto ridersela e fare i cosiddetti “affaracci sua” col beneplacito degli “analfabeti istituzionali”.

E l’ipotesi che da questa analisi, pubblicata quasi giornalmente, sta venendo a delinearsi; il qde, cioè il “come dovevasi dimostrare”, è che il Comune di Quarrata favorisce alcuni e altri ne màzzia generosamente a piacere e a capocchia.

Oggi, per somma gioia del sindaco Okkione Mazzanti, ve lo dimostro con la registrazione (non meglio definibile che oscena) di un intervento di Giuliano Melani, gruppo H109, sul ponte di Valenzatico e su Via della Colonna. Magari verrò a meritarmi l’estensione dei domiciliari per altri sei mesi: ma la verità è anche oggettiva e l’oggettività, alla fine, è sempre inconfutabile.

Aldilà della pena di un consiglio comunale che sembra il dopocena a fagioli degli ultimi quattro frati rimasti a Camaldoli (non però benedettini cólti, ma accattoni analfabeti dolciniani come il pòero Salvatore del Nome della Rosa), la sostanza della risposta di Okkione – vi esorto ad ascoltare attentamente il tutto – fa, come si dice, “cascare il pan di mano”.

 

 

Qualcuno mi ha detto che Mazzanti, mentre Melani parlava, leggeva il giornale: bell’educazione okkionika da vera bandiera cittadina esaltata da poco come una conquista epocale.

Ma, oltre a questa assoluta mancanza di riguardo verso le istituzioni (osservate, però, cosa accade in parlamento, cittadini e giornalisti che non riuscite a dire una verità su un milione), vedere un sindaco che, per rispondere a Melani, è costretto a leggere un foglietto scritto da qualcuno degli uffici tecnici; e leggerlo a singhiozzo, come chi non sa leggere perché non ha sufficiente dimestichezza con la lettura, fa veramente male agli anziani come me, che hanno passato una vita intera a insegnare la precisione espressiva e la logica del dire, per poi vedere che i comunisti, dal 68 in giù, hanno distrutto il cervello di tutti, mentre promettevano di operare, attraverso la scuola, l’innalzamento e l’affinamento e lo sviluppo dello spirito critico dei cittadini che stavano crescendo. Rileggetevi con attenzione – se ci riuscite – i Decreti Delegati del 1974 e ringraziate “mamma Cgil”.

Abbiamo messo il mondo in mano ai somari (senza offesa per i quadrupedi: buoni, gentili e intelligenti) e lo abbiamo regalato a chi, dall’alto di una Fossa delle Marianne della loro in-cultura, non sanno spiccicar parola se non hanno un foglio in mano; un foglio in cui quel Golem osceno che è la pubblica amministrazione italiana, scrive quello che vuole perché i politici di fatto non sanno nulla, nulla capiscono e, soprattutto, nulla fanno per non costringere la gente a vivere come cani di quei laidi canili che vengono sputtanati ogni giorno dagli animalisti.

Macchine in mezzo alla strada in Via Colonna: ma non si possono multare perché… manca un cartello di divieto di sosta! In realtà quello che manca è il senso del pudore nei cosiddetti amministratori

Sul ponte di Valenzatico e sul casino immane di Via della Colonna, resta l’infamia del farfugliamento di Mazzanti, da sempre a piena cognizione del problema; resta l’infamia di un assessore ai lavori pubblici, il Romitino, onnipresente come dio, ma che parola non spiccica, neppure in questo caso, anche perché, per rispondere a 27mila abitanti, non basta il suo diplomino di scuola media inferiore e una vita passata a aprire e chiudere la porta elettronica della ex-Cra di Vignole.

Sullo stesso pari pongo – et je m’en fous – il bel silenzio dell’assessore al disastro edilizio, Simone Niccolai (pure lui muto), cugino dell’altro fu-assessore all’urbanistica che s’è fatto il posto ad hoc alla dirigenza della media di Quarrata insegnando – pensate che sforzo e che fatica! – religione e morale cattolica alle classi dei cittadini con spirito critico in via di sviluppo.

Parlo di Luca Gaggioli, famoso anche perché, ai tempi della peggior sindaca di Quarrata, mandava i colleghi in consiglio a fanculo dicendo di non rompere i coglioni: finesse oblige, in nome di dio! Anche questo nessuno lo ricorda più…

Non di meglio riesco a pensare – e penserò finché qualcuno non mi imporrà, con la forza, di tacere perché è stato abolito l’articolo 21 della Costituzione – di assessori laureati (diciamo Marini?) che, alla prova dei fatti, pur avendo la delega alla legalità, non sa dire una parola in più dei comportamenti inqualificabili di Mazzanti, tenuto per mano e sorretto, nel mondo delle “puttanate alla Bassanini”, da segretari comunali che tutto sembrano di saper capire, fuorché i principi basilari del diritto amministrativo e quelli dell’anticorruzione.

Guardo Quarrata, guardo i suoi amministratori analfabeti e inconsistenti, e mi piglia la vergogna nel vedere che non c’è un Prefetto che commissaria un Comune fuor di binario come questo; una Procura della Repubblica. che non sa, o non vuole aprire, nessuna inchiesta seria sull’insufficienza renale-intellettuale-politica di puppasoldi che stanno lì perché, a fine mese, arriva loro, sul conto corrente, l’obolo del popolo, che il popolo versa con il proprio sangue e sudore a gente che non fa assolutamente niente di quello che dovrebbe fare; e che, per giunta, insulta, con la sua insufficienza umana, cittadini costretti a litigare ogni giorno perché tutto, a Quarrata, «è una pura e semplice questione di liti fra privati». Peccato che queste liti le facciano scoppiare sistematicamente amministratori del (sotto)livello moral-culturale di Mazzanti & C.

Ascoltando Melani, che riferiva di auto parcheggiate per metà su via della Colonna, e che chiedeva un cartello di divieto di sosta; e ascoltando la massa di stupidità che Mazzanti ha letto, e male, per rispondergli: mi sono cadute le braccia, cari lettori, caro Prefetto, cara Procura della Repubblica di Pistoia.

In Via della Colonna non si possono fare multe perché, anche se le auto hanno tre quarti del culo sul manto stradale, manca un segnale di divieto di sosta! Eppure nel 2008 il grande illuminato comandante Marco Bai multava tranquillamente un cittadino (e, intendiamoci, non ero io) in via di Lecceto 1, anche dove non c’era nessunissimo cartello di divieto di sosta. Il fatto è che a Quarrata ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B: e che a Quarrata si difendono i primi e si opprimono i secondi. E le leggi, per gli amici si interpretano e per i nemici si applicano.

Sono riusciti a violentare anche questo Montalbano [foto S. Pucci]
A Quarrata, come dice il Mazzanti, «tutto è una questione di litigi fra privati»: solo, però, perché questo fa più comodo a un’amministrazione cialtrona, discriminante e falsodemocratica ma con tessera Anpi.

Un’amministrazione beneficata – e proprio anche dalla stessa Procura – quando Canessa indaga Mazzanti per voto di scambio (se sto sbagliando non lo fo apposta e chiedo scuse preventive) e lo proscioglie prima delle elezioni, in cui viene riconfermato con una vera e propria ovazione mentre, forse, meglio sarebbe stato prenderlo a òva in faccia per certi suoi comportamenti narcisistico-immorali.

Quella stessa Procura non aveva fatto la stessa cosa quando, proprio in campagna elettorale, mentre la sindaca Sergio Gori se ne andava, il Pm Padula indagò Alessandro Cialdi rovinandogli la campagna elettorale; spargendo il grasso sullo scivolo del trampolino di lancio di Mazzanti; lasciando in sospeso il Cialdi che – poi fu ben chiaro – non aveva commesso alcun reato. Ma le Procure si muovono anche così: di pancia e non di testa.

Ascoltate tutto il capitolo sul ponte di Valenzatico e su Via della Colonna. Sentitelo tutto. Riflettete su tutto ciò che avete sentito.

E poi chiedetevi se è possibile pensare, per Via della Colonna, a un senso unico alternato, quando le macchine stanno con il culo in mezzo alla strada. Non sarà che proprio in Via della Colonna abita qualcuno più caro all’amministrazione rispetto ad altri che, magari, sono chiusi in fondo a quella specie di budello di strada dell’Ottocento?

Come dice il proverbio napoletano, è inutile a mettere ’o rum… ’nu strunz nun addeventa babbà! Quarrata, alla fine, sta scoppiando come uno di quei tumori lenti, ma inarrestabili, che hanno la loro radice nel compromesso storico del 1990, prima giunta Marini, Pci-Dc.

Questa cosa ve la ricordate o no?

Si è detto che Via di Lecceto è «una mia questione personale»: ma non lo è di più di quanto non lo siano i problemi di via della Colonna a Valenzatico; o di via di Galigana, dove tutti fanno quello che vogliono a dispetto di tutto e il Comune tace e lascia fare; delle varie zone di Colle, dove tutto è stato chiuso nonostante l’affido del territorio al geometra ingegner Iuri Gelli; di certe aree di Catena, che hanno visto piantumare alberi in mezzo a strade interpoderali-vicinali, chiuse a secco da un giorno all’altro; di zone dell’area della Laghina e della Casa di Zela, in cui l’abuso edilizio (direttamente e sotto gli occhi dell’architetta Nadia Bellomo) era una medaglia al valore per certi caccoloni privilegiati.

Devo tacerle, tutte queste cose, solo perché fa piacere a chi comanda? Non ci penso nemmeno un po’.

E il perché non taccio è evidente dalla famosissima risposta di Benigni assolutamente adatta a chi, della legge, non rispetta neppure un’unghia.

Ma il bello verrà – caro Nocciolina di Lucciano, tutto-Mazzanti – quando si arriverà a dover dire: «Le vicinali-interpoderali vanno riaperte, tutte e senza battere ciglio. Il Bianchini è stato messo ai domiciliari, ma aveva perfettamente ragione. Altro che questioni tra confinanti!».

Da lì, cari signori, non si scappa..

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
C’è ancora l’articolo 21 o lo avete canellato con i cancelli
delle strade vicinali-interpoderali del Montalbano…?

 

 


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