PD TRA FESTA DEMOCRATICA E PULZIA ETNICA

Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2015-web-PISTOIA. Riuscite ad indovinare chi l’ha scritto? Molti di voi penseranno a Simona Laing, invece quello sopra riportata è la chiosa finale di un pezzo scritto da Bartoli sul proprio blog all’indomani della vergognosa esclusione dei suoi sostenitori dalla lista del Pd a sostegno dell’allora candidato sindaco Bertinelli.

Niente male, vero? Se fate un salto sul blog e scorrete fino al 2012 troverete decine di chicche che, rilette alla luce degli eventi degli ultimi giorni, fanno decisamente riflettere.

Non ho saputo resistere alla tentazione di cominciare questo pezzo con un intervento a gamba testa, tuttavia alcune premesse al ragionamento che intendo proporre sono doverose.

La prima è questa. Ho il privilegio di conoscere Roberto Bartoli come professore di diritto e come politico e ne ho stima sincera e profonda. Credo che chiunque, se registrato a propria insaputa, possa rischiare qualche imbarazzo, soprattutto in ambiti altamente incendiabili come quelli della passione politica. Nulla quaestio, quindi, per i toni espressi dal professore nella telefonata. Nessuno stupore anche nella conferma che molti ideali vanno sempre e comunque sacrificati sugli altari della strategia, dell’accordicchio e delle logiche di partito, altrimenti l’impegno speso per far valere le proprie idee (ed i propri candidati) è tanto nobile quanto sterile. Seconda premessa: conosco il candidato Baldi e lo reputo persona seria, corretta e molto competente.

L’ho visto qualche tempo fa in televisione mettere in grande difficoltà anche una vecchia volpe come Alberto Lapenna, riuscendo a far emergere nel dibattito la propria visione nobile e d’insieme sia della politica in generale che dei problemi concreti del nostro territorio. Sono sicuro sarà un ottimo consigliere regionale, sarà un garante del territorio per tutti i pistoiesi.

Premesso questo, alcune cose sembrano talmente vere che non possono essere taciute.

“Scusa, tu sostieni il tuo tandem, ma non puoi vietare ad una persona con una certa credibilità e con un certo vissuto di correre…” Queste le parole della Laing.

Scriveva Bartoli sul proprio blog, dopo essere stato defenestrato da Bertinelli:

“1) a parte il fatto che chiedere di entrare in una lista per passare dal vaglio degli elettori non è chiedere posti, ma semplicemente posti in una lista. Ormai ci siamo talmente assuefatti alla cooptazione che non si  sa neppure distinguere;
2) a parte il fatto che i posti veri sono quelli dei cooptati e non degli eletti, non quelli per i quali si deve passare dal vaglio dei cittadini. Nel caso del Consiglio Comunale ci sono oltretutto ancora le preferenze;
3) a parte il fatto che rimproverare ad uno del proprio del partito di chiedere i posti in lista, tradisce il retropensiero di considerarlo un corpo estraneo, che non si vuole al proprio interno;
4) a parte il fatto che ho chiesto posti in lista così come tutti coloro che, facendo parte di una squadra, chiedono di poter giocare,

il punto vero è un altro: il gruppo dirigente del Partito Democratico di Pistoia ha deciso di sottrarre a Scegliamo “…” i posti che, nel nome del pluralismo, delle regole democratiche e della convivenza, gli spettano. Si, siamo in presenza di una vera e propria sottrazione indebita e, nonostante ciò, si ha il coraggio di rimproverare chi si oppone alla sua realizzazione.

Così nelle campagne di Praga il lupo che stava a monte rimproverava l’agnello che stava a valle di sporcargli l’acqua, mentre si dava ordine ai carri armati di avanzare dicendo che avrebbero portato la pace. I cittadini non ne possono più e chiedo loro scusa per questa politica malata che sto cercando di combattere con tutte le mie forze”

Insomma, le vicende di oggi sembrano significare qualcosa. Qualcuno ha scherzato, oppure ha cambiato idea, verrebbe da dire? Oppure cos’altro? Siamo stati abituati al militante di sinistra che denunciava, con molte ragioni, le logiche padronali del centrodestra berlusconiano. Qui manca il padrone unico, siamo d’accordo, ma le logiche per cui se esiste un tandem si deve evitare di candidare l’unico candidato che può disturbare i manovratori hanno un sapore, mi sia concesso di dire un odore, che non è poi tanto diverso.

“Uno come te che ha vissuto l’emarginazione politica…” le parole di un’incredula Laing. Eppure c’è “un accordo forte di potere che parte da un congresso” e quindi, preso atto dello strapotere elettorale di cui gode il Pd in Toscana, si preferisce perdere qualche voto, di fatto ininfluente, per non rischiare buttare all’aria  questo benedetto accordo frutto di trattative al chiuso senza il tanto conclamato coinvolgimento della base. Chapeau

Cari elettori piddì, e le primarie? Le logiche di rappresentatività e territorialità di cui vi siete fatti belli mentre a destra un uomo solo al comando creava e disfaceva a suo piacimento sopra le nostre teste? “Accordo forte di potere che parte da un congresso”, non vi è altro da aggiungere.

Del resto, quando a destra si diceva che un avviso di garanzia non poteva determinare la sorte di un qualsiasi candidato, ci avete guardato come i collusi di turno. Come si fa a candidare Fratoni, allora? Personalmente la ritengo un candidato di grande spessore, come detto per Baldi sono sicuro anche la presidente della Provincia sarà una validissima eletta. Ma voi come fate con la vostra coerenza?

Insomma, per non candidare una persona competente e valida, una Laing che per i soli risultati ottenuti con la partecipata che presiede avrebbe meritato un monumento, avete reso non credibili tutti quei fiori all’occhiello che avete indossato negli anni. Avete reso un po’ più comunisti, mi sia concessa la battuta, anche quei nuovi renziani che avanzano. Primarie, territorialità, competenza, questione morale, cosa ci avete raccontato? Rinnovamento anagrafico, senza dubbio, ma per il resto una grande delusione.

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