pecunia non olet. LA MISERICORDIA DELLE ESPULSIONI. 2

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Mario Benassai, espulso senza motivazioni

PRATO-GALCIANA. Amarezza e delusione accompagnano le parole di Mario Benassai già socio dell’Arciconfraternita della Misericordia di Prato e di Galciana (pagava infatti, non contento, la doppia quota a entrambe!) e volontario da 64 anni che, evidentemente, non sono stati sufficienti a fare (almeno con lui) un uso corretto dello Statuto (vedi).

Il Vescovo di Pistoia ci ha detto che gli statuti delle Misericordie devono essere sempre scrupolosamente rispettati, ma le nostre inchieste continuano a fare emergere sistematiche violazioni quanto al loro rispetto e alla loro rigorosa osservanza: alla fine, come direbbero a Napoli, sono trattati come una vera e propria uàllera, vengono tirati dove fa comodo.

E allora come potrà esserci Misericordia dove non c’è Giustizia? Nel 2015, anno del Giubileo e terzo anno dell’espulsione del Benassai, entra in gioco e finalmente – lasciatecelo dire –, anche il parroco di Galciana, don Luca Rosati che, con tanto di carta intestata della sezione, avvisa l’espulso che “il Consiglio della Misericordia si è riunito e si è interrogato su come rendere concretezza, con un atto certo, all’anno di Misericordia del Signore”.

Il correttore conclude la lettera con un invito al penitente espulso: leggere questo intervento “come lo sforzo di tutti, per vivere meglio gli insegnamenti del Vangelo e le indicazioni della Santa Chiesa”.

Condividiamo le intenzioni, ma contestiamo delle chiare incongruenze nella gestione del procedimento di riabilitazione, che è men che una ciofèca – permettete – rispetto alle più grandi ingiustizie della storia, tipo “Sacco e Vanzetti”; ma che resta comunque censurabilissimo.

La lettera del correttore Don Luca Rosati
La lettera del correttore Don Luca Rosati

Don Luca ci sembra reticente, quando ritiene di dover ancora “lasciar cadere tutte le motivazioni che a suo tempo hanno determinato l’intervento di espulsione della Misericordia”: di tali motivazioni, nessuno ha mai detto niente in modo esplicito, nessuno si è mai misericordiosamente pentito.

Il correttore morale appare, inoltre, in difetto (doppio) per quanto abbiamo chiaramente spiegato nel precedente articolo dedicato all’espulsione: la sezione ha messo in atto ben due violazioni allo Statuto delle Confraternite (disapplicando specificamente gli articoli 12 e 25): e ciò sarebbe sufficiente a dichiarare nullo l’atto disposto da Galciana e ignorato da Prato, senza dover perdonare specialmente un innocente.

Probabilmente il correttore era in buona fede quando richiamava la necessità di un “assenso del Magistrato” alla riammissione del Benassai, ma certo è che il supremo organo direttivo (generalizio delle confraternite pratesi) non doveva affatto “provvedere” (per effetto della surroga disposta dallo Statuto in favore della sezione); e certo è che non ha mai provveduto: adesso, dopo le sue esternazioni a questo quotidiano, c’e da immaginare che non provvederà più, se mai avesse avuto intenzione di farlo.

Don Luca sembra ignorare che la presidente Antonella Meli ha erroneamente applicato lo statuto della Confraternita e rimandando la decisione al Magistrato di Prato ha di fatto reso nulla la votazione del consiglio di Galciana quando si è espresso a favore della riammissione del Benassai con 9 voti favorevoli e 2 contrari (dei due contrari, uno era quello della Presidente).

Questa è la democrazia della sezione di Galciana? E dunque, speriamo che non venga esportata anche all’Arciconfraternita di Prato dal momento che la Meli è attualmente anche membro del Magistrato.

Con questa nota stampa abbiamo chiuso la vicenda di Galciana e vogliamo usare le parole del correttore morale don Luca per ricordare la necessità  di provvedere tutti “uno sforzo per vivere meglio gli insegnamenti del Vangelo e indicazioni della Santa Chiesa”.

Speriamo che anche la Presidente Meli, il Proposto di allora, Luigi Biancalani, e quello di oggi Mannelli, vogliano accogliere il nostro articolo come “un dono del Signore” e vogliano smentire con i fatti le clamorose contraddizioni tra la “predica” e la “pratica” nelle Confraternite tutte.

Presto avremo infatti da scrivere di altre vicende che ci vengono misericordiosamente riferite da altre sezioni…

[Alessandro Romiti]

Leggi: http://www.linealibera.info/pecunia-non-olet-la-misericordia-delle-espulsioni/

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