pensando ad atene. AMORE E ADULTERIO NELLA DIVINA COMMEDIA

Dante e Virgilio incontrano Paolo e Francesca (Felice Giani, 1805)

PISTOIA. Febbraio non poteva concludersi meglio che con una riflessione sul pensiero del sommo vate Dante Alighieri, guidata da un suo conoscitore di assoluto valore come il prof. Marino Alberto Balducci.

Marino Alberto Balducci è adjunct professor di Letteratura Cristiana all’Università di Stettino in Polonia.

Laureatosi a Firenze in Letteratura Italiana, ha poi studiato in America alla University of Connecticut, ottenendo un M.A. e un Ph.D.

Dal 1993, dirige in Toscana Carla Rossi Academy International Institute of Italian Studies, sviluppando programmi di ricerca per studiosi e studenti di varie università del mondo, fra cui Harvard.

Insegna corsi di Ermeneutica della Divina Commedia con il patrocinio della Società Dantesca Italiana di Firenze e organizza con Arianna Bechini le conferenze-spettacolo Evocazioni Dantesche.

Sarà questo straordinario conoscitore di Dante il protagonista dell’incontro di martedì 28 alle 21:20 in corso Gramsci 37.

Marino Alberto Balducci

Associazione Culturidea e Fondazione Tronci fin dalla prima edizione di Pensando ad Atene hanno potuto contare sulla disponibilità e la cortesia del prof. Balducci che è sempre riuscito nelle proprie conferenze a far vivere la Commedia a tutti i presenti.

Per Dante e il Cristianesimo non è certo il sesso, né l’adulterio per sé o la promiscuità, che ci porta al peccato mortale capace di uccidere la nostra anima e chiuderci dentro l’inferno: e in questo senso si pensi anche alla donna di Samaria, all’adultera e alla Maddalena dell’Evangelo.

Una sincera sessualità irradiata di amore, Amore Vero, conduce sempre alla gloria dei cieli. Questo è il messaggio occultato nei simboli della Divina Commedia.

Causa di morte interiore e di angoscia che rende profondamente infelici (e dunque ‘imprigionati’… captivi diaboli) è invece la superficialità della nostra esperienza d’amore, il rancore e l’ipocrisia assieme alla voglia di sopraffazione, come nel caso di Paolo e Francesca.

Per quanto riguarda Brunetto Latini omosessuale, sappiamo che egli è visto da Dante all’inferno; ma il grande poema ci mostra simbolicamente che la sodomia come atto esteriore del corpo, indotto da uno spontaneo e immediato impulso dei sensi che è desiderio omoerotico, non è di per sé una causa di dannazione.

La morte dell’anima, per così dire, è invece connessa a un rischio interiore, un limite ambiguo (che è narcisismo e isolamento egoista nell’intelletto o nella prassi politica), inclinazione da controllare e superare entro ogni amore che ci connota.

La serata sarà introdotta dalla prof.ssa Maria Lorello; Culturidea e Fondazione Tronci invitano tutti gli ammiratori e i curiosi dell’immortale opera dell’Alighieri a non mancare a questo straordinario incontro del proprio ciclo di conferenze.

[culturidea]

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