pensando ad atene. RINVIATO L’INCONTRO CON IL PROFESSOR FILIPPO BUCARELLI

Filippo Buccarelli

L’incontro sul mondo delle emozioni con il professor Bucarelli in programma per oggi, martedì 14 marzo, è stato annullato e rinviato a data da destinarsi

PISTOIA. Martedì 14 marzo dalle 21:20, ingresso libero, in corso Gramsci 37, per il ciclo Pensando ad Atene, l’incontro sarà con il mondo delle emozioni.Il relatore che tratterà l’argomento è il professore di Sociologia all’Università di Firenze Filippo Buccarelli.

Il tema scelto dall’associazione Culturidea e Fondazione Tronci è particolarmente rilevante in una società che sembra avere propri membri non in grado di controllare, regolare, il proprio stato emozionale, spingendo questi stati umorali fino alle estreme conseguenze.

La serata sarà moderata dalla professoressa Maria Lorello cui spetterà anche una breve introduzione. Le emozioni, con il loro impatto nell’esperienza degli esseri umani, la tendenza a sottrarsi al controllo volontario, la straordinaria gamma espressiva, le contraddizioni che le caratterizzano (particolarmente a livello affettivo), sono state sempre al centro dell’attenzione degli artisti (poeti, scrittori, pittori, musicisti,).

La filosofia non le ha certo trascurate, ma, nonostante le rilevanti intuizioni di Pascal e di Spinoza, le ha progressivamente confinate su di un registro di netta inferiorità rispetto alla Ragione.

L’interesse scientifico per le emozioni nasce dopo la metà del XIX secolo con C. Darwin. Nelle ultime righe del suo capolavoro – L’origine delle specie –. Darwin accenna al fatto che l’evoluzionismo è destinato a gettare più di una luce sull’uomo e sul suo comportamento.

Dopo tredici anni, di fatto, egli pubblica L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, nel quale tenta di fare rientrare la psicologia umana in una cornice naturalistica.

La scelta del tema è quasi obbligata. Le emozioni, o almeno molte di esse, sono innate e risultano funzionali sotto il profilo adattivo. In conseguenza di questo, da Darwin in poi, è diventato ovvio chiedersi in che modo una particolare emozione o schema comportamentale opera per favorire la sopravvivenza. Più avanti nella ricerca fu fondamentale la scoperta di un secondo cervello – viscerale o enterico – che produce neuropeptidi che contribuiscono al buon funzionamento del Sistema nervoso centrale: serotonina, oppiacei.

Tale scoperta del cervello avvalorò, in qualche modo, l’associazione tra organi viscerali ed emozioni. Un secondo dato importante nella ricerca, si riconduce al cosiddetto feedback facciale, secondo cui le espressioni facciali forniscono informazioni pro percettive, motorie e cutanee o vascolari che influenzano il processo emotivo. In questo ambito si giunse addirittura a sostenere che le espressioni facciali da sole fossero sufficienti a generare un’esperienza emotiva.

Nel 2017, invece, la scienza come legge l’emozione? Quale luogo possiamo indicare come tempio sicuro e protetto per le nostre emozioni?

Nell’epoca dei social network, delle vite ed esperienze virtuali, quando tutto può essere espresso con una emoticon con un pollice d’approvazione o con commenti espressi davanti ad uno schermo e non ad una persona in carne ed ossa, cosa possiamo dire delle nostre emozioni?

A queste domande e a molte altre risponderà il prof. Filippo Buccarelli alla Fondazione Luigi Tronci martedì 14 marzo alle 21:20.

[culturidea]

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Diogene il cinico

LA LOGICA. Quando Alessandro, in procinto di far guerra contro i Persiani, era arrivato a Corinto e là si erano radunati da ogni parte, congratulandosi, gli uomini più potenti della Grecia, per salutare quel comandante di tutta la Grecia, solo Diogene, che era allora per caso a Corinto, non lo degnò minimamente d’attenzione.

Alessandro attese a lungo e invano il filosofo, la cui fama percorreva tutta quanta la Grecia, infine andò lui in persona da Diogene per conoscerlo e lo trovò che si scaldava al sole.

Ed egli alzò la testa per vedere chi arrivava.

Cordialmente Alessandro lo salutò e lo invitò a chiedergli quello che voleva.

Ma lui: «Ti domando solo questo, o re: che tu ti levi un po’ dal sole, perché la tua ombra mi nuoce».

Ammirato di tanto grande sobrietà e ostinazione Alessandro esclamò: «Se non fossi Alessandro vorrei essere Diogene».

Ci spiegate questa storiella?

Diogene (in persona)

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