pensiero unico, pistoiesi & magistrati. LA SATIRA POLITICA NON FATELA O, COME MINIMO, VENITE RINVIATI A GIUDIZIO DA UNA PROCURA CHE NON LEGGE O NON AMMETTE LA LIBERTÀ DI CRITICA

Queste sono solo alcune delle recenti immagini tratte dalla tv dove il colleghi delle redazioni nazionali hanno – con il “disegno criminoso” – attinto lo sguardo di qualche milione di telespettatori: fate voi le considerazioni sui singoli casi

 

Linea Libera ha indubbiamente molte colpe: in primo luogo quella di non scrivere e parlare di tutte le mille altre sconcezze che accadono a Pistoia contro semplici cittadini che escono dal tribunale distrutti, cornuti e mazziati. Ma che ora non si possa pubblicare nemmeno una lettera di gente del Bottegone che si lamenta del chiasso della Capannina, perché un prete che aggredisce gli arbitri in pubblico ci querela, è davvero troppo e non sta né in cielo, da don Baronti, né al terzo piano del palazzo di[n] giustizia dal signor Coletta. Ma una Costituzione e un art. 21 esistono ancora o le procure italiane sono ormai gli Erdoğan fuori controllo dello stivale (di teutonica memoria…)?

 

SE SU LINGUA NON HAI PELI

CORRI RISCHI CON CURRELI

 


 

Crozza però se la cava, perché lui pòle…

 

PISTOIA. Mentre la satira politica imperversa con i vari Crozza, Striscia la notizia, Sgarbi, Cruciani e ancora altri che scorrazzano su vari canali audio e televisione in ambito nazionale con scorregge e caricature sui vari politici e attori o colleghi giornalisti, a Pistoia dobbiamo registrare lo zelo della magistratura inquirente che, già dal 2015, con il giudice Barbara Floris, poi con il giudice Ilaria Bagnoli e oggi con l’intera procura della repubblica del signor Tommaso Coletta, sembra avere ben altri registri di considerazione “a pensiero conforme”; e procedere senza alcun tentennamento contro il nostro quotidiano in linea con l’assurda (per non dire ridicola – nota del direttore) presunzione di una diffamazione a difesa delle specchiate personalità di sindaci, ex-sindaci e assessori vari. Ma anche di preti (?) gentili come Piergiorgio Baronti, per i quali sono dovuti intervenire perfino i carabinieri in pattuglia, vista l’aggressività poco cristiana e l’immagine non tanto limpida esternate in pubblico, di cui solo il signor Curreli e la procura sono all’oscuro (nota del direttore).

Certi politici/amministratori si sono conquistati, meritatamente sul campo, l’appellativo di Pedrito el Drito, Inutile Sindaca, Baccalà, Agnellone, Segatura, Trapélo etc., viste le loro clamorose incongruenze  di condotta politica, sulle quali non vogliamo certo ritornare, per non annoiarvi.

 

L’iconografia della Bianchina e del truce Corona dipinti in una patetica cartolina è eloquente: c’è del tenero tra i due? Si rinvierà a giudizio Ricci di Striscia la notizia?

Corrado Artioli, ci ha querelati nel 2013 anche per questo fotomontaggio, per la rovina della sua immagine pubblica (nessuno ha tutelato la Misericordia che ha buttato via 400 mila euro!)

Ancora satira su Pirlo: insopportabile. Una vera ingiustizia, che dovrebbe essere sanata con un “rinvio a giudizio”. Cosa ne pensa il signor Curreli?
 

E come sopportare la caricatura del DG Franco Di Mare a “Striscia la Notizia”. Il reato di diffamazione c’è?

Queste sono solo alcune delle recenti immagini tratte dalla tv dove il colleghi delle redazioni nazionali hanno – con il “disegno criminoso” – attinto lo sguardo di qualche milione di telespettatori: fate voi le considerazioni sui singoli casi.

Giovedì sera la vista del direttore Rai Franco Di Mare, in slip ieopardata, ci ha fatto sobbalzare sulla sedia, ricordandoci le amene vicende della pm Patrizia Felcioloni che nel 2015 chiese ben 9 mesi di carcere per le questioni della Misericordia di Agliana – e mentre il giudice spippolava tranquillamente al cellulare, tanto per stare attento alle richieste del pubblico ministero… (nota del direttore).

A Pistoia il giudice di pace Bagnoli ha dato una condanna per un accostamento figurato a Mago Otelma tra professionisti impegnati al lavoro

Dopo l’abbraccio politico alla Di Renzo e a don Tofani, il Ciottoli non è più lupo come prima, ma un vero e proprio tenero Agnellone. È un’offesa alla sua dignità o alla dignità dei cittadini che lo hanno votato?

Chissà se il signor Claudio Curreli ha aperto un fascicolo a carico di Crozza per tutte le volte che il comico ha fatto fare la figura del tòcco (dicono a Monsummano) al non-presidente Mattarella, ex art. 278 codice penale.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]

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E detto l’ho perché doler ti debbia! ***

 

Proni. Il potere vi vuole così

 

IN UNO STATO illiberale e di polizia com’è diventata l’Italia da quando il Pd si è appropriato del potere – non si vota da anni; non si sceglie il presidente del consiglio; si ha un [non] presidente della repubblica eletto da un parlamento delegittimato dallo stesso [non] presidente in veste di giudice costituzionale; la magistratura è una sentina di un vecchio peschereccio in disarmo, in cui l’acqua sciaborda e va dove vuole –; in uno stato illiberale e di polizia com’è diventata l’Italia, nessuno più è al sicuro.

Anche quelli che se ne stanno zitti e buoni come topi non-squittenti e che – come ha scritto di recente l’amico Mauro Banchini – tacciono sul mio caso di detenuto agli arresti domiciliari per 104 giorni con la scusa di un reato che non esiste (stalking giornalistico), non dormano sonni tranquilli: oggi a me, domani o dopodomani o fra una settimana a tutti voi.

Per vivere al sicuro non serve stare zitti. Anzi è la cosa peggiore. Occorre fare rumore, cari pappataci della politica, del giornalismo, delle istituzioni, dei Comuni, della sanità, dei cattolici, dei preti, delle monache e di quel che vi pare.

«Guerra è sempre» contro la sopraffazione dei poteri che si sormontano l’un l’altro; che occupano gli spazi lasciati liberi e si riproducono in metastasi come i tumori.

Per questo chiarisco ufficialmente che l’articolo che avete letto qua sopra, è di Alessandro Romiti: ma i neretti, le didascalie, i commenti in versi (politicamente scorretti, ma liberi) sono miei. Sono io il colpevole che non rispetta niente e nessuno – specie chi esercita il potere.

Ed è inutile che i tranquilloni “vannifucciani” della nostra èra sciagurata pensino che è da un pezzo che io sono fuori di testa, pazzo, svalvolato e quel che vogliono far credere e/o che vogliono darsi a intendere come gli scemi che temono la realtà.

Somari e digiuni di storia come sono – eppure i comunisti avevano inventato la storiografia marxista! –, non sanno che a 80 anni suonati il povero Solone, a Atene, usciva tutte le mattine e si recava nell’agorà armato fino ai denti con le armi pesanti da oplita. Assaltatore e tiratore scelto, direbbe un certo Ermanno Bolognini di Casale.

La gente vedeva il vecchio Solone e lo prendeva in giro. Lui tuttavia insisteva chiedendo che i cittadini prendessero le armi per opporsi alla tirannia in arrivo.

Che ridere! Dopo poco arrivò Pisistrato e mise tutti sotto torchio. Vi sembrano, questi miei discorsi, considerazioni di uno fuori di testa? Di un pazzo, di uno svalvolato? Fate voi.

È solo che ai vili, che sono in genere anche citrulli, piace questo: pensare che tutto è immobile e sicuro sotto il loro appiattito ampio culone che gradisce solo i cuscini…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

*** – Adattissima citazione da Dante, Inferno XXIV, canto di Vanni Fucci il pistoiese detto «bestia».


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