per i baffi di pedrito. MA QUANTI CAMBIAMENTI, MADAMA DORÈ, MA QUANTI CAMBIAMENTI!

È tutto un rincorrere – sia Nazione che Tirreno – i fantasmini del nulla, dell’inconsistenza, dietro a una serie di amministratori che fanno letteralmente pena e che, con il passaggio da destra a sinistra e viceversa, fanno vedere solo che l’amministrazione di un comune gli interessa non più di un pacchetto di lupini salati di quelli che si mangiano sputando il guscio per terra


 


 

Ci voleva la rivoluzione copernicana per veder volare all’aria tutta Agliana [da La Nazione]

AGLIANA. Quei cosi che si chiamano giornali locali ora, per un po’ di tempo, saranno impegnati a segnare il cambiamento epocale grazie a cui, «con la faccia di Pedrito e la stella dell’Agnello, il paese dell’Agrùmia tornerà più vispo e bello».

Poi se anche la Sonia Pira e il senatore La Pietra smetteranno di darsi noia e litigare su chi, della destra (inconsistente), avrà l’onore del candidato a sindaco alle prossime quarratine (la geometra Irene Gori, stella polare del senator meloniano; o un leghista per il quale la Sonia ha già tirato fuori le sue unghie affilate), forse ci sarà qualche minuto di stacco dal frullino delle notizie inutili.

Agliana ora cammina spedita perché il vero male della Piana di Agrùmia non sono 75 anni di comunismo acèfalo in cui, i 15 del fu comandante Nesti (1999-2015) hanno avuto il loro peso nello sgangheramento del Comune, ma il furto (presunto) della chiave della vigilA Traversi, com’è inequivocabilmente emerso dalle indagini, fitte e accuratissime, del luogotenente Salvatore Maricchiolo di Quarrata, guidato da due (non pur uno!) sostituti che preferiscono vedere certi gravissimi reati (il furto di una chiave d’auto, appunto) rispetto a problemi grossi come un Everest – tipo l’inceneritore e i suoi guai; o la storia del Carbonizzo di Montale, capace di esaltare la vanagloria del sindaco Betti che fa l’offeso perché abbiamo osato dire che è “rigido come un baccalà”.

Pezzi che si perdono per strada e pezzi che si svegliano dopo la malattia della mosca tse-tse… [da Il Tirreno]
Pensate solo cosa sarebbe successo se, come a Biden, gli fossero scappate due scorregge e noi l’avessimo scritto! Claudio Curreli cosa avrebbe fatto? Avrebbe innalzato una ghigliottina per noi in piazza del Duomo a Pistoia?

È tutto un rincorrere – sia Nazione che Tirreno – i fantasmini del nulla, dell’inconsistenza, dietro a una serie di amministratori che fanno letteralmente pena e che, con il passaggio da destra a sinistra e viceversa, fanno vedere solo che l’amministrazione di un comune gli interessa non più di un pacchetto di lupini salati di quelli che si mangiano sputando il guscio per terra.

In queste immagini ne abbiamo una bella serie rappresentativa.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Ma nella chiusura dell’inchiesta sul Carbonizzo di Fognano disposta da Leonardo De Gaudio, a parte il fatto che Ferdinando Betti ha avuto il “popò salvo”, chi è che, alla fine, ci guadagna davvero? Non sarà mica la Misericordia di Pistoia…?
Perché i santi quotidiani pistoiesi non si sforzano di grattare un po’ di incrostazioni? Temono, forse, di non avere più soffiate utili dagli uffici della Procura?
Ma in che dimensione vive questa città?


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