per provocare. PUMS, L’INSOSTENIBILE PIANO URBANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE

«I miti e le leggende degli ambientalisti radicali fanno breccia nei cuori e nelle menti di chi ha progetti politici ambiziosi, come potrebbe essere un secondo mandato al governo di una città»
Il sindaco Bertinelli pronto a ricandidarsi
Il Sindaco Bertinelli pronto a ricandidarsi

PISTOIA. I miti e le leggende degli ambientalisti radicali fanno breccia nei cuori e nelle menti di chi ha progetti politici ambiziosi, come potrebbe essere un secondo mandato al governo di una città.

Dicono che il giovane Bertinelli stia sognando a occhi aperti di rifare il Sindaco di Pistoia, avendo ottenuto l’appoggio dei Verdi che hanno giudicato positivamente il suo governo della città. E tra cinque anni a Pistoia gireremo solo a piedi, poiché le aree pedonali verranno quadruplicate.

Il giovane Bertinelli ha fatto elaborare questo grandioso piano dall’agenzia specializzata Tps di Perugia. Dal sito web di Palazzo Giano si può scaricare il documento contenente tale progetto chiamato Pums: Piano urbano per la mobilità sostenibile.

È risaputo che a pensar male si commetta peccato, ma allo stesso tempo si fa centro quasi sempre. E non essendo timorati di Dio (maiuscolo, perché se non esistesse non potremmo infischiarcene del grande salto e del giudizio finale, come lo chiamano i nativi Navajos) esercitiamo il sacrosanto diritto di veder torbido dove dicono che l’acqua sia cristallina.

L’appoggio dei Verdi per le elezioni pistoiesi, che a breve verranno, fa gola a Bertinelli così tanto da indurlo a dare il nulla osta a un piano per la mobilità sostenibile che si traduce in un insostenibile divieto generale di transito per le automobili in molte altre parti della città adiacenti al centro storico.

Se questa supposizione si rivelasse vera (fondata lo è di sicuro), avremmo scoperto che il Sindaco crede veramente alle filastrocche ambientaliste che ci opprimono la mente e svuotano le tasche da fin troppi anni.

I bei fumi non inquinanti delle industrie
I bei fumi non inquinanti delle industrie

Le teorie secondo cui oggi vivremmo in un mondo immensamente inquinato sono delle autentiche amenità. Da circa seimila anni esiste il problema dell’inquinamento, con picchi al tempo dei Greci e dei Romani. Londra è sempre stata individuata come capitale dell’inquinamento (la prima commissione sull’inquinamento venne istituita in Inghilterra nel 1285), ma il cronista Lwrence Stone scrisse che nel XVIII secolo l’inquinamento atmosferico londinese non era dovuto al fumo, bensì principalmente alle migliaia di carcasse di animali morti lasciati per strada.

I corpi dei ricchi racchiusi nelle cripte sotto le chiese facevano così puzzo da far scappare prete e congregazioni. Ma il progresso che lor signori tanto detestano ha permesso che, secondo il rapporto 2002 dell’Ocse Environmental Outlook, le emissioni si riducessero con forza e che tale tendenza si rafforzi proprio fino al 2020.

Il progredire della scienza e della società non si può fermare, compresi quindi i bisogni derivanti, di cui ne è esempio l’esigenza di spostarsi da un luogo all’altro velocemente, cioè non a piedi. L’inquinamento lo si tiene a bada con tecnologie migliori, come autovetture meno inquinanti, ma non di certo vietandone l’utilizzo.

Chiedesse il Bertinelli ai suoi amici Verdi come mai si oppongono da sempre all’energia nucleare, la fonte energetica più pulita e sicura esistente. Siamo dei bischeri che non vogliono centrali nucleari in casa propria, ma ne siamo circondati e paghiamo fior di quattrini l’energia prodotta dagli altri Paesi proprio con queste centrali. Le quali, leggete bene, sono la prima fonte di produzione elettrica ed evitano ogni anno l’immissione in atmosfera di cinquemiliardi di tonnellate di anidride carbonica.

Se questa deve essere la coalizione data per vincente per le prossime elezioni, meglio trasferirsi in India, dove, statene certi, l’aria respirabile è più tersa di quella nostrana.

E non ci riferiamo all’inquinamento atmosferico.

[Lorenzo Zuppini]

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One thought on “per provocare. PUMS, L’INSOSTENIBILE PIANO URBANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE

  1. Gentile sig. Zuppini,
    mi permetto di fare qualche appunto alle sue affermazioni.
    1) Le auto: abbiamo bisogno di muoversi velocemente con le nostre auto?
    Perché ? Per fare 1 ora di fila per recarsi a lavoro con la macchina perché il trasporto pubblico non è pensato per fornirci un servizio idoneo? Oppure per accompagnare velocemente i nostri “bambini” a scuola ? In realtà spesso si tratta di ragazzi che potrebbero farlo a piedi o in bicicletta, percorrendo quei 500-1000 metri che separano la porta di casa da quella della scuola (certo i genitori dovrebbero essere così intraprendenti da scegliere quella più vicina a casa, invece di farsi condizionare dai giudizi sugli insegnanti – parlo sapendo quello che dico, avendo i figli ancora a scuola). Certo per mandarli in bicicletta dovrebbero esserci piste ciclabili sicure, vere, e pensate per questo scopo. E questo il PUMS non lo prevede, basta vedere come sono considerate/progettate quelle del viale Adua. E magari sarebbe opportuno prevedere un congruo numero di pali per legarci le biciclette (ops, volevo scrivere rastrelliere ma il correttore automatico ha sostituito le miei parole). Mi scusi, forse si riferiva agli spostamenti veloci per andare a comprare i regali nei vari centri commerciali, questi gardaland dell’abbigliamento collocati in luoghi ameni e sperduti (li costano meno i terreni e riesci a trattare meglio con la pubblica amministrazione). Dove corriamo per i saldi o per le feste, girottolando per queste finte viuzze, camminando sotto finte logge, ammirando finti palazzi variamente decorati , come nelle migliore scenografie cinematografiche. Bene: 1 ora di fila per raggiungerli e 10 minuti a piedi perché non c’era parcheggio più vicino. Li due passi a piedi c’è li concediamo. Forse si riferiva ai corrieri, quelli che in 24 ore ti consegnano il megapacco contenente il mini sfizioso (spesso inutile) premio frutto dell’affarone fatto su internet dopo 2 ore di navigazione.
    Per questo primo argomento le vorrei raccomandare di buttare l’occhio sulla scritta riportata nella parte posteriore di un pick-up color mimetico che gira per le strade di Pistoia. C’è scritto più o meno così: “è inutile che suoni, svegliati prima la mattina”.

    Ho partecipato nel 2013 ad un incontro finalizzato a parlare del (fu) parcheggio previsto in S. Bartolomeo. Alla mia domanda “ma così dimostrate di voler incentivare l’uso dei mezzi privati per entrare in centro”. Sa quale fu la risposta? “Non penserà mica che i mezzi pubblici possano risolvere il problema! E comunque questo non è l’argomento oggetto di questo incontro!”. A no!

    2) L’energia: fatto 100 il potenziale della fonte di energia utilizzata per produrre la corrente, sa quanto arriva al contatore di casa ? Circa 35. Il resto è calore che si perde nell’atmosfera attraverso le ciminiere, perdite di rete e altro. Sa qual è la fonte di energia meno inquinante? Il consumare meno. Le nostre case sono energivore e mal costruite (anche quelle più recenti, so quello che dico). E le nostre scuole ? Vogliamo esaminarne una fra tutte: l’edificio ex geometri sul viale Adua! Prego si accomodi.
    Siamo dei folli. Siamo sinceri. Ricordo la visita presso la KME di Fornaci di Barga. Con la corrente scaldavano (ma credo che l’operazione sia sempre la stessa) il materiale da fondere e con la corrente lo raffreddavano. Si sì. Alla mia domanda : ma non potreste utilizzare il calore della fase di raffreddamento per riscaldare gli uffici e magari anche il paese con il teleriscaldamento? Risposta : si sarebbe una buona idea, ma……
    C’è sempre un ma.
    E poi le centrali elettriche. Le riporto solo un esempio. Sa cosa hanno chiesto di realizzare a Melito Porto Salvo, in Calabria nell’area occupata dalla vecchia fabbrica chimica, mai entrata in funzione (quanta energia inutile prodotta per costruirla)? In quel posto conosciuto come “la fabbrica del vento” per l’intensità e costanza di vento, in quella zona dove viene raccolto il 90% della produzione mondiale di bergamotto per l’industria dei profumi (per le particolari condizioni climatiche, praticamente piove pochissimo), dove la corrente del mare ti fa sparire il pallone finito in acqua in 30 secondi ?
    Una bella centrale a carbone. Si sì.
    Mi perdoni, ma solo quando avremo imparato a utilizzare con più parsimonia i mezzi che abbiamo a disposizione, con più intelligenza quelli che la natura ci offre, ad avere più cura per l’ambiente che circonda, solo allora accetterò che si torni a parlare di nucleare, solo allora riterrò ragionevole considerare l’automobile un mezzo idoneo a muoversi in una città come Pistoia (non parlo dei residenti).
    Prima, mi dispiace, non lo accetto.

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