per questi motivi. GIUSTIZIA A PISTOIA. QUANDO IL P.Q.M. COPRE LACUNE, MANCATE INDAGINI, INDAGINI IMPERFETTE E A VOLTE PILOTATE, STORTURE DI VARIO GENERE E RIFIUTO DELLA VERITÀ DOCUMENTALE. 1

Da tre anni a Linea Libera siamo perseguitati perché non obbediamo fedelmente al comando di chi si è preso un potere assoluto incompatibile con la Costituzione


A leggere la Storia della Colonna Infame o questa sentenza argomenti e clima non cambiano di molto


IL VIZIO DELL’ITALIA È ALLA RADICE:

IN MOLTI SANNO, MA NESSUNO DICE

E SE QUALCUNO A VOLTE SVELA IL VERO

GLI SI RIVÒLTAN TUTTI, LO FAN NERO


Revised – October 11, 2022 • 6:14:35 PM

Con questo primo intervento divido in due puntate alcune riflessioni d’obbligo sulla sentenza del giudice Luca Gaspari, la numero 297/22, con cui la pistoriensis iustitia mette in risalto tutta la propria incapacità di focalizzare i fatti e di saperli valutare nella loro oggettiva valenza senza farsi distrarre dal conformismo accusatorio tipico della procura della repubblica.

In neretto ho riportato le decisioni del giudice e in corsivo le mie osservazioni riferite alle formule adottate che non riescono a cogliere la verità per quello che è, viziate dal pregiudizio colpevolista che aleggia indisturbato nel sacro tempio della legalità.

Non prendetevela se torno sempre e comunque sugli stessi argomenti. Cercate solo di rendervi conto del fatto che una giustizia così, come quella che siamo costretti a bere ogni giorno a Pistoia, è – ex art. 21 Cost. – inammissibile, inaccettabile, indegna di un paese civile e democratico.

Siamo in una città in cui, pur con 5 parlamentari nell’ultima legislatura, nessuno di loro si è accorto che il tribunale di Pistoia abbatte a cannonate la libertà di pensiero, la narrazione delle verità sconce e scomode, il diritto alla difesa, la condanna a priori non per veri reati, ma per le opinioni di chi scrive, peraltro supportate da leggi, regolamenti e documenti assoluti.

E ora partiamo, a piccoli passi, dalla carta che canta, sottoscritta dal giudice Luca Gaspari.

 

P.Q.M.
Visti gli arti. 438 e ss, 533 e 535 c.p.p.
DICHIARA
BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro colpevoli dei reati loro rispettivamente ascritti eccetto i capi 3) e 7), e, ritenuto il vincolo della continuazione e applicata la diminuente per il rito,
CONDANNA
BIANCHINI Edoardo alla pena di anni due e mesi dieci di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
ROMITI Alessandro alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
Visto l’art. 530, 2 co, c.p.p.
ASSOLVE
BIANCHINI Edoardo dal reato ascritto al capo 3) e dal reato ascritto al capo 7), perché il fatto non costituisce reato.
Visto l’art. 539.1 e 2 comma c.p.p.
CONDANNA

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita IOSSA FASANO Augusto, che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.

Augusto Iossa Fasano

– Sarebbe stato un fatto eccezionale se un giudice che, con solare evidenza, non ha letto alcun documento e si è basato solo sulle dichiarazioni delle presunte parti offese, fosse riuscito a comprendere la sostanza dei fatti nella loro interezza.
Il dottor Iossa Fasano fu citato di striscio in un articolo scoptico (Gaspari consulti anche il Vocabolario della Crusca per capirne il senso) indirizzato alla signora Blimunda che, sotto falso nome (Marcello MC Cantini = Milva Maria Cappellini), esaltava la taumaturgica “curagione” del medico, psichiatra del marito Andrea Alessandro Nesti, cui aveva rilasciato un certificato di 30 giorni di cure e riposo per problemi psichiatrici.

Da notare – e questo Gaspari non poteva saperlo, ma la realtà storica è questa – che quei 30 giorni tutti in fila, il Nesti li volle spezzare, di fatto, in due tronchi di 15 giorni cadauno: perché, mentre dichiarava di essere ammalato, prostrato e sofferente, decise di andarsene per una settimana a sostenere un concorso (se non sbaglio a Montecassino o giù di là), dal quale tornò «infecta re», scriverebbe Cesare. Cioè senza aver cavato un classico ragno dal buco. E per poi riprendere con le cure e i riposi o forse i famosi annibàlici ozi di Capua.

 

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita SERGIO GORI Sabrina che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.

– La ex sindaca di Quarrata potrà o no essere definita politicamente “inutile” da un cittadino da lei male amministrato? O Gaspari detta le nuove regole del politicamente corretto in rapporto all’assoluto ossequio che il cittadino deve alle «autorità costituite» care alla Gip Patrizia Martucci?

Sabrina Sergio Gori. Si voglia o no, è stata una frana

E come fa a parlare di fatti personali quando io rammento i problemi di natura caratteriale della Sabrina Sergio Gori fino dall’età puberale? Non è così che anche i magistrati sono tenuti ad analizzare certi comportamenti di certi personaggi pubblici o che diventano tali?

E come si permette, infine, il signor giudice Gaspari, di rimproverarmi la diffamazione se la Sergio Gori, quando fece l’assessore a San Marcello Pistoiese, partita per intercettare fondi europei da utilizzare in montagna, finì con il lasciare il suo incarico senza aver raccolto neppure mezza palanca e dopo aver “puppato” (è offensivo il termine, o è solo icasticamente espressivo?) 80 mila euro del contribuente sanmarcellino senza aver fatto una classicissima minchia?

Perché in procura non seguono corsi di lingua italiana, invece di creare casi non si sa bene con quale augusto e nobile scopo?

 

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita PIRA Sonia, che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.

Sonia Pira viaggiava per Pistoia con il navigatore?

– Ma il giudice Gaspari vive su Marte? È stata diffamata in che, questa gentile sicula dagli occhi verdi di mare?

Come segretaria provinciale della Lega costei ha fatto più danni della grandine (è un’espressione incontinente o un semplice modo di dire?) e ha perso ben 11 consiglieri in carica del suo partito. Molti altri ne ha fatti scappare in liste civiche, perché disgustati dal di lei operato.

E si sente offesa perché è stato commentato (in chiave politica) che era “pira di nome e di fatto” (Gaspari lo conosce il nominalismo aristotelico, secondo cui «nomina sunt consequentia rerum»? Cioè il nome indica la sostanza della cosa in sé – traduzione per la signora Elena Giunti, avvocata, che ignora il latino e non di rado anche la correttezza. Ma anche “oca”, dato che per circolare a Pistoia – le dicevano dietro – accendeva il navigatore sul proprio cellulare: e pure è campata a spalle del contribuente pistoiese al caldo di una partecipata che le dava il pane.

Ci sarà o no il diritto alla critica o venti e più anni di magistratura democratica hanno ridisegnato la Costituzione e le libertà e i diritti individuali “per volontà di partito”?

 

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita BENESPERI Luca, in relazione ai capi 6, 9, 10, 11, 12 rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale.

Luca Benesperi. Sempre avuto problemi psichiatrici. È un calunniatore

– Meglio avrebbe fatto, il giudice Gaspari, ad ascoltare quel che gli dicevamo sui danni psichiatrici del Benesperi. Bastava che avesse ascoltato le telefonate Bianchini-Ciottoli e altri. Del resto ne aveva una copia forense da lui stesso ordinata e, pertanto, inconfutabile. Ma non lo ha fatto.
Parliamoci chiaro, signor giudice. Il Benesperi ha sempre avuto problemi psichiatrici fin da ragazzo. È sempre stato sotto cura. Ha consumato le soglie di Careggi – sa, l’ospedale di cui era direttrice la Lucia Turco, ben nota al suo collega Tommaso Coletta?

C’è voluta la faccia del duo eterodiretto Benesperi-Ciottoli; e delle avvocate Elena Augustin e Cristina Meoni per farle credere ai “somari che volavano”.

Calunnie, dottori della legge? Sì, quelle del Benesperi e del Ciottoli. Minacce? Sì, le loro per la loro inadeguatezza a gestire un Comune difficilissimo. Estorsioni? Sì, le richieste di danni psico-fisici che, detto fra noi e fuor di continenza, sono solo pura “cacaiola” sparsa in giro ai danni della comunità aglianese.

Non mi risulta affatto che Ciottoli e/o Benesperi furono costretti a chiedere i danni al non-comandante Nesti con una pistola puntata alla tempia.

Faccia il suo dovere correttamente: ascolti le telefonate in copia forense Bianchini/Ciottoli e altri. E prenda atto che la pubblica accusa si è mossa contro Linea Libera solo per eliminare dall’informazione l’unica fonte di notiziario davvero libero in questa provincia profondamente sodomita & gomorrèa.

 

Maurizio Ciottoli oltre che Agnellone ha molti altri soprannomi. E ci dispiace, ma è pure un falso testimone e un calunniatore

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita CIOTTOLI Maurizio, in relazione ai capi 8, 9, 10, 11, 12, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale.

– Giudice Gaspari faccia un suo “auto da fé”.

Il Ciottoli, alias Agnellone, alias Segatura, alias Bottarga, alia Squadristello, alias Picchiatore, alias tutto il resto in fila, è un falso testimone. E le ha falsamente testimoniato sotto il naso.

Se non si è reso conto di questo, mi lasci chiedere, per favore, come può decidere su ciò che è evidente, ma lei non può o non vuole vedere. Come cittadino ne ho certamente diritto.

 

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita CAPPELLINI Milva Maria, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale e liquidando, a titolo di provvisionale, la somma di curo 3.000.

– Una professoressa democratica con molte velleità e modeste competenze glottologico-linguistico-letterarie pur se si autodefinisce “critica letteraria”. È la modestia che le difetta. E la tendenza radical ad auto-sopravvalutarsi.

Milva Maria Cappellini, moglie del non-comandante Nesti. Alias Blimunda o maghina o fake Marcello MC Cantini etc.

Da questo punto di vista consiglio vivamente, a tutta la procura e il tribunale penale di Pistoia, di leggere con la dovuta attenzione un saggio fondamentale per decriptare il mondo in cui stiamo vivendo, per gran parte compromesso anche dalla giustizia che ha “okkupato” il potere: Roberto Giacomelli, Psicopatologia del radical chic.

 

Se pubblica accusa e giudice Gaspari avessero ben letto gli articoli dei cosiddetti “disegni criminosi” del Curreli, piuttosto che fermarsi ai piagnistei della moglie del Nesti (alias Blimunda, alias “maghina” equivocata per parola offensiva dal giudice Gaspari, che non ha letto “Baltasar e Blimunda” di José Saramago, ma neppure l’articolo in cui questo epiteto compare: onde non può giudicare a ragion veduta…), avrebbero necessariamente desunto che “colei” stava inventando un sacco di menzogne fraudolente e calunniose, specie dove affermava di aver dovuto smettere di scrivere sui social e sulle sue opere letterarie di aura velleitaria, solo perché tormentata dal Bianchini e C.

Infatti – prendano buona nota, per un domani, sia il giudice Gaspari che tutta la procura – nel momento stesso in cui la professoressa lamentava questa limitazione della sua libertà personale e stile di vita, pubblicava, in contemporanea, la sua “Guerra e pace” o i suoi “Miserabili”, dal titolo significativo di Ferite (Corsiero Editore, 2021, € 18), brossura di appena 84 pagine (quindi opuscolo e non libro, se non addirittura libello) che ha poi reclamizzato in giro per suo conto, vantandosi persino di aver terminato le famose “Cronache di Agrùmia” (un insieme di maldicenze offensive contro Agliana e noi di Linea Libera) fatte poi sparire subito dopo che il sostituto Claudio Curreli aveva negato che appellativi come “maiale stercorario” e “maiale subinfeudato” erano giustificatissimi, all’indirizzo, rispettivamente, di Bianchini e di Romiti. Anzi, quasi doverosi, visto che avevamo offeso il suo augusto consorte non-comandante ed Ella ne era stata provocata, colpita e incazzata (o per una donna il termine è… sessista?).

E qui, fra i maiali stercorari e subinfeudati, giudice Gaspari, la continenza che lei apprezza così tanto, dov’era finita? A Casablanca, forse, con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman?

Proprio mentre Milva Maria Cappellini, nell’occhio destro di Claudio Curreli, si inventa di essere stata perseguitata da Linea Libera e giurava di aver dovuto, con sacrificio e dolore, smettere di scrivere sui social (e meno male perché aveva seccato la pazienza di molti) e rinunciare ai suoi stili di vita, èccola che reclamizza il suo Guerra e Pace tranquilla e sorridente in un video.

Poco prima aveva scritto sui social di essere soddisfattissima: aveva anche terminato le Cronache di Agrùmia, poi cancellate in fretta e furia, a rotta di collo, dopo il trattamento scriminante ricevuto da Claudio Curreli.

Si tratta di un’opera grandiosa come la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, fondamentale per scoprire che ad Agliana ci sono giornalisti di cui il capo è un «maiale stercorario» e il suo accòlito è un «maiale subinfeudato». Ma per Curreli questi epiteti sono semplici caramelle: è innocente, la poverina, perché era stata provocata da noi che avevamo massacrato il marito al centro di uno scandalo tutto a marca rossa: 15 anni di comando vigili senza avere vinto il relativo concorso. Questo per l’ordinamento di Pistoia non conta affatto.

I lettori venghino e si siedino tranquilli – come si rumina in Fantozzi. Il famoso manoscritto delle Cronache di Agrùmia non è andato perduto neppure se è stato cancellato a corsa dal web. Lo avevano salvato e trascritto in un codice miniato, in precedenza, due famosi monaci benedettini: l’abate Sus Maialis Stercorarius e il suo bibliotecario Sus Maialis Subinfeudatus. Ne era rimasto colpito perfino Azzo da Melk, sopravvissuto a Il nome della rosa.

Fine della prima puntata. Per oggi “ci fermiamo qui”, come disse Jagoda a Luigi, sedendosi sul tavolo di marmo freddo, nuda e pronta a fare l’amore una sera di 40 anni fa sulle coste della fu Jugoslavia. Il seguito a domani, per ulteriori commenti e le dovute s-conclusioni.

Viva la Costituzione e Viva l’Italia!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


 

UN TRIENNIO DAVVERO DEFATIGANTE

 

Si capisce il messaggio o c’è bisogno di una spiegazione?

 

Da tre anni cerco di far capire ai giudici di Pistoia che le leggi devono essere rispettate. Da tutti, anche da loro. E anche quelle che riguardano le strade vicinali e interpoderali. Tutto inutile!

Da tre anni a Linea Libera siamo perseguitati perché non obbediamo fedelmente al comando di chi si è preso un potere assoluto, impensabile e inaccettabile per Costituzione.

Ma Mattarella, il Csm, la classe avvocatesca, le Camere Penali (il pène non c’entra: è sessista) e, soprattutto il Pd, quel partito che governa sempre a prescindere anche quando perde le elezioni, non muovono un dito per garantire la legalità di cui tutti hanno la bocca piena; di cui il popolo italiano ha assoluto bisogno e di cui tutti i poteri «democratici», concordemente (esecutivo, legislativo e giudiziario evidentemente deviato) si imimpìpano.

Da tre anni la procura di Genova, investita di varie segnalazioni, sta continuando a trovare scuse, a tergiversare e a coprire certe indiscutibili manchevolezze dei magistrati di Pistoia.

In tre anni mi sono stati sottratti trecento anni di vita e di tranquillità e tutto grazie ai giudici della giustizia pistoiese.

È per questo che con diversi cittadini stiamo per dare vita a una libera associazione di «Vittime e perseguitati del tribunale di Pistoia».

Una volta creata, cosa accadrà? Che il sostituto Claudio Curreli favorirà ancor più i suoi amici clandestini in nome di Terra Aperta e degli Scout Agesci, mentre ci manderà le truppe cammellate a perquisire l’eventuale sede di «Vittime e perseguitati del tribunale di Pistoia», peggio che se fossimo anarchici dinamitardi delle Terre Apuane?

e.b.


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