per questi motivi. GIUSTIZIA A PISTOIA. QUANDO IL P.Q.M. COPRE LACUNE, MANCATE INDAGINI, INDAGINI IMPERFETTE E A VOLTE PILOTATE, STORTURE DI VARIO GENERE E RIFIUTO DELLA VERITÀ DOCUMENTALE. 2

Da tre anni a Linea Libera siamo perseguitati perché non obbediamo fedelmente al comando di chi si è preso un potere assoluto incompatibile con la Costituzione


A leggere la Storia della Colonna Infame o questa sentenza
argomenti e clima non cambiano di molto


IL GIORNALISMO ALLA MONTANELLI È VERITÀ

LA VERA GIUSTIZIA NON È QUELLA DI PISTOIA


Revised – October 12, 2022 • 5:13:51 PM

In neretto sono riportate le decisioni del giudice Gaspari e in corsivo le osservazioni riferite alle formule adottate che non riescono a cogliere la verità per quello che è, viziate dal pregiudizio colpevolista che aleggia indisturbato nel sacro tempio della legalità.

Siamo in una città in cui, pur con 5 parlamentari nell’ultima legislatura, nessuno di loro si è accorto che il tribunale di Pistoia abbatte a cannonate la libertà di pensiero, la narrazione delle verità sconce e scomode, il diritto alla difesa, e adotta la condanna a priori non per veri reati, ma per le opinioni di chi scrive, peraltro supportate da leggi, regolamenti e documenti assoluti.

E ora ripartiamo dalla carta che canta, sottoscritta dal giudice Luca Gaspari.

 

P.Q.M.
Visti gli arti. 438 e ss, 533 e 535 c.p.p.
DICHIARA
BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro colpevoli dei reati loro rispettivamente ascritti eccetto i capi 3) e 7), e, ritenuto il vincolo della continuazione e applicata la diminuente per il rito,
CONDANNA
BIANCHINI Edoardo alla pena di anni due e mesi dieci di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
ROMITI Alessandro alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
Visto l’art. 530, 2 co, c.p.p.
ASSOLVE
BIANCHINI Edoardo dal reato ascritto al capo 3) e dal reato ascritto al capo 7), perché il fatto non costituisce reato.
Visto l’art. 539.1 e 2 comma c.p.p.
CONDANNA 

Le strade vicinali-interpoderali devono restare aperte e se non sono aperte vanno riaperte e se sono state snaturate devono essere ripristinate e il Comune ha il dovere di prevedervi appositi spazi per parcheggio e manovra. Ma se la procura non vuole la verità e il giudice Gaspari ignora di proposito il ripristino della legalità, che colpa ne ho, io cittadino di Quarrata? È evidente che abbiamo magistrati e giudici che offendono spudoratamente la legge e proteggono – anch’essi – i protetti come il ragionier non-dottor Romolo-Domenico Perrozzi

 

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita PERROZZI Romolo, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale e liquidando, a titolo di provvisionale, la somma di euro 5.000.
– La storia del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi (dal giudice Gaspari in sentenza, a pag. 9, appellato Domenico: è un lapsus, forse perché padrone – da “dominus” – di tutto il Montalbano e anche della procura?) è, poi, anche l’emblema del fallimento della giustizia italo-pistoiese.

Signor giudice Gaspari, ma come ha potuto decidere contro lo stato di diritto? Come ha fatto a dare ragione a Iuri Gelli, il falsario e falso testimone in aula dinanzi a lei? Va bene che era “cognato del Pd toscano” in persona, ma restava sempre un falsario di documenti e un volgare spergiuro!

Eppure io avevo inviato, a lei in persona, la legge nazionale, i regolamenti comunali di Quarrata, sentenze del Tar Toscana di poco più di un anno fa, da cui anche un cieco avrebbe capito, senza poter deragliare, che le vicinali e le piazzole chiuse a Lecceto dal Perrozzi dovevano restare aperte.

E lei cosa fa, “legum doctor”? Decide, motu proprio, che io ho torto e sono uno stalker? Ma in che mondo siamo piovuti, in quello del Candide di Voltaire? Siamo alla follia o si vuole proteggere, dal marchio della stupidaggine, una procura che ha violato di tutto e di più con l’arrogante sicurezza di chi si sente impunibile?

E altro non voglio aggiungere su questa sua pervicace forma di persecuzione e stalking giudiziario nei confronti di Linea Libera e dei suoi informatori.

Se una situazione (problema vicinali/interpoderali) è regolata per legge e regolamenti; e se tale è riconosciuta da un Tar, come fate a sostenere, fra tutti, che manca il requisito dell’interesse pubblico a conoscere le violazioni in atto in un Comune corrotto come quello di Quarrata con amministratori semi & analfabeti?
Pistoia è, forse, la nuova
Costituente di questo secolo che segna il dominio incontrastato di una magistratura che non rispetta la legge come dovrebbe?

DANIELA PONTICELLI, BLINDATA DAL PD. Dobbiamo pubblicare tutto quello che c’è stato alle spalle di questa gentile s-comunicatrice scorretta & fake dell’Asl-Pistoia prima e della Centro Toscana poi? Curreli e Gaspari meglio avrebbero fatto a leggere attentamente gli articoli di Linea Libera, piuttosto che seguire d’impulso le lagnose lacrime della persona non offesa ma offendente per la loro scelta aprioristica di condannismo alla pistoiese senza criterio né razionalità

BIANCHINI Edoardo al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita PONTICELLI Daniela, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale e liquidando, a titolo di provvisionale, la somma di euro 4.000.
– Su Daniela Ponticelli, informatrice-fake e spia dell’Asl Toscana Centro (bastava informarsi sulle vicende di super-protezionismo piddìno nei suoi confronti e sarebbe stato sufficiente per mandarla a spasso) presto manderò in onda per intero tutti i procedimenti disciplinari assolutorii a prescindere dai quali l’ordine dei giornalisti piddìni della Toscana le ha sempre vergognosamente salvato il popò (se non è continente, è l’istessa, direbbe Totò).

E non è un solo caso di salvataggio in chiave politica: la fake-journalist, fiore all’occhiello del partito dell’Asl Toscana Centro/Paolo Morello Marchese, e pure della inaffidabile commissione di disciplina dell’Usl, formata da funzionari di partito e non da medici degni di tal nome, è stata salvata almeno una cinquina di volte da incolpazioni – tutte provate, peraltro – di diffusione di notizie falsificate; piccole calunnie e maldicenze; e – il meglio del meglio – anni di incompatibilità professionale come giornalista (ovviamente aggreppiata al Pd e al sistema) e, al tempo stesso, portavoce del potere aslàtico del dirigente di turno. Una vera indecente vergogna!

Così si vedrà non solo il disdoro inammissibile dei comportamenti di colei – che ha lavorato anche per la dottoressa Lucia Turco di Careggi-Concorsopoli, la famosa sorella di Luca Turco, entrambi noti al dottor Tommaso Coletta –, ma ancor più quello di un ordine dei giornalisti da cui ho chiesto la disiscrizione proprio perché me ne vergognavo e mi rifiutavo di restare dentro un Lager tinto di rosso.

Alla prova! Disse il cavadenti. Una prova di documentato disdoro anche per i signori dell’informazione (addomesticata al Partito Dominante). Detto tra noi e senza falso pudor di continenza: che schifo, signor giudice! Questa sì, tutta roba da epigastralgìe benespèriche e conseguenti ruminazioni, vomiti e diarrèe che tanto hanno disgustato il dottor Grieco!

BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita CIOTTOLI Maurizio, in relazione ai capi 14 e 15, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale e liquidando, a titolo di provvisionale, la somma di euro 3.000.
– Di Ciottoli basta, e ne avanza, il già detto. Si consiglia vivamente al tribunale penale e alla procura di Pistoia di fare accuratamente ciò che non hanno mai fatto: ascoltare la copia forense (perciò inconfutabile) delle conversazioni telefoniche Bianchini-Ciottoli e altri.

Una coppia d’alto affare: due calunniatori alla guida del Comune di Agliana-Agrùmia, blanditi dalla procura e accarezzati dal giudice Gaspari, che ha giudicato solo sul pregiudizio…

BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita in proprio BENESPERI Luca, in relazione al capo 15 e 19, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale e liquidando, a titolo di provvisionale, la somma di euro 5.000.
– Di Benesperi Luca e dei suoi problemi psichiatrici sin da ragazzo, si è detto ieri.
Fate opportuna indagine e ricerca delle sue cartelle cliniche; non siate neghittosi, giudici e magistrati di Vanni Fucci!

E vedrete che le sue manifestazioni diarròiche non sono state affatto determinate da noi: ma dalla sua fragilità psichico-psicologica cronica sin dall’infanzia.

Altrimenti – come ha fatto Gaspari – non si fa giustizia, ma solo favoreggiamento per un elemento fragile, sulle cui calunnie la giustizia (magari quella vera e attenta, fuori di Pistoia) dovrà tornare con tutte le conseguenze impudiche del caso…

BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati, in relazione ai capi 24 e 27, alla parte civile costituita Comune di Agliana in persona del sindaco pro tempore, che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.
– Dottor Gaspari, non scherziamo. I danni all’immagine del Comune di Agliana vengono: 1. dal non-comandante Nesti; 2. dalla di lui moglie, la famosa scrittorA di Ferite; dal duetto etero-diretto dalla dottoressa Paola Aveta, Benesperi-Ciottoli.

Cerchiamo di dirle giuste le cose, per favore!

Se qualcuno ha svergognato il Comune di Agliana, quel qualcuno va individuato in Andrea Alessandro Nesti e nei due (alla fine) svergognati protettori del Nesti medesimo, tenuti al caldo sotto l’ala protettrice etero-dirigente della dottoressa Paola Aveta, segretaria generale incapace di rispettare le norme basilari del diritto e della trasparenza

BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita NESTI Andrea Alessandro, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale e liquidando, a titolo di provvisionale, la somma di euro 3.000.
– Su Nesti ci sono altri tre giudizi in corso contro Linea Libera. E certificati medici da vedere e considerare per quello che sono, non per quello che sono sembrati al dottor Gaspari. E non è il caso di aggiungere altro.

Di fatto tutti i danni che Nesti dice di aver ricevuto dalla vicenda concorso-farlocco, sono spazzati via dalla sentenza del giudice del lavoro Francesco Barracca, dello scorso novembre 2021.

E se Nesti non fosse stato tenuto pervicacemente, illegittimamente e illegalmente al suo posto da due segretarie (Madrussan e D’Amico) e dalle amministrazioni tutte a partire dal 1999 fino al 2015, non saremmo giunti a questa evidenza di protezione stile-mafioso nei suoi confronti. Occorre essere chiari, da questo punto di vista.

Anche il Nesti, ex-Vpo (oltre che mai comandante dei vigili di Agliana), ha tutta l’aria di essere un favorito della procura per i suoi precedenti legami con la procura stessa. Vogliamo vederle le cose oppure tutto fa brodo per abbattere il Bianchini in una sorta di guerra stile Zelensky-Putin?

BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita BETTI Ferdinando, che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.
– Ferdinando Betti, a mio parere, non ha proprio faccia. Se credeva e presumeva di avere tutte le ragioni del mondo, in primo luogo avrebbe dovuto invitare noi alle sue conferenze stampa.

Non doveva sventolare un foglio di carta igienica in aria per mostrare al mondo dei suoi giornalisti aggreppiàti di non essere indagato: doveva spedircene una copia, anche perché gliela avevamo richiesta per diritto di accesso agli atti.

A don Ferdinà, ma la corrente per la macchina del caffè chi la pagava nel dopolavoro comunale stanza-13? Non può andare sotto processo per peculato (auspici i sostituti Leonardo De Gaudio e Luisa Serranti) solo la comandante sospesa dei vigili di Agliana, Lara Turelli, per l’uso abusivo di 7 fotocopie fatte in ufficio! A Montale ci sta che la stanza 13 sia ancora utilizzata a pieno regime (comunista)… A Ferdinà, o non ci odi a morte proprio per queste sgamature?

Ma Betti appartiene a quella schiera di amministratori che si servono della menzogna seriale – è la nostra opinione – per realizzare i propri disegni. Non sa cos’è la trasparenza, ignora la correttezza, e da buon democratico progressista discrimina l’informazione: sì, a chi lo ossequia col bacio della pantofola; no a chi lo richiama al dovere.

Di fatto – questo la procura e Gaspari, anche se lo sanno, intendono democraticamente ignorarlo – don Ferdinando ci odia alla maniera del Pd perché lo abbiamo messo in cattiva luce con la stanza-bar riservata ai fedelissimi di partito che vi si radunavano, durante la mattina, farsi il caffè, a sgranarsi paste, brioches e bomboloni, e a fare conversazione perdendo tempo sottratto al lavoro del pubblico dipendente.

Di questo motivo di irritazione Ferdinando di Borbone-Montale niente vi ha detto, vero magistrati difensore della legge a Pistoia? A casa di Linea Libera tutto questo si chiamerebbe ipotesi di truffa ai danni dello stato; falso, perché quando i dipendenti pappavano e salottavano fra odorose tazze di caffè e fragranti pasticcini caldi, facevano credere di essere in servizio; peculato (il caffè bolliva con l’energia elettrica delle prese del Comune di don Ferdinando). E chissà se Betti ha fatto chiudere il circolo aziendale del Comune di Montale…

Una prova tangibile del modus operandi di Betti sta nella storia del Carbonizzo di Fognano, da cui è stato generosamente tirato fuori per i capelli dal sostituto Leonardo De Gaudio.

Se la studi, dottor Gaspari, quella storia là. Vedrà quante belle cosette che non tornano. E che assist c’è stato da parte della generosa e perfetta procura di Coletta, Turcorum defensor (difensore dei Turchi).

Paola Nanni e Ferdinando Betti [da Report Pistoia – 10.5.2019]. Era il giorno in cui, con la sua comandante dei vigili/servizio associato, don Ferdinà sventolava in aria il 335 ottenuto dalla procura di Pistoia in un sol giorno (corsia preferenziale per i sindaci Pd?). Non lo mostrò a nessuno, men che meno a noi. A occhio e croce, dunque, essendoselo tenuto ben stretto, non poteva essere anche semplicemente un… Asciugone Regina appena adoperato nella famosa «stanza 13» per pulire il tavolo dalle zaffate di caffè dei dipendenti in pausa…?
BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita NANNI Paola, che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.
– La professoressa di ginnastica cosa vuole di preciso? Che le facciamo gli elogi per come non ha saputo gestire la polizia municipale associata di Montale-Agliana? Ne riparleremo nei tre giudizi ancora in piedi a Pistoia voluti dal Nesti. Poi magari le faremo sapere…

BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati, in relazione ai capi 24 e 27, alla parte civile costituita Comune di Montale che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.
– Comune di Montale parte civile? Messo in cattiva luce da chi? Da Linea Libera che ha dato notizie di cui nessuna è falsa o imprecisa?

Ma vogliamo scherzare? Povero Ferdinando Betti… si vergogni solo di non ricordare le offensive parole del suo adorato Alessandro Ghelardini, diffamatore e offenditore delle forze dell’ordine, ma sorretto da Coletta e dalla sua procura (un po’ troppo turcoide) solo perché c’era da tirare in mezzo un certo luogotenente Mancini bestia-nera di Giuseppe Grieco in nome e per conto di Renzo Dell’Anno, il famoso procuratore capo della repubblica di Pistoia che amava farsi i funghi suoi con la guida del commendator Mauro Gualtierotti, ladro dichiarato (Corte dei Conti) in Comunità Montana, insieme al collega suo Ilio Giandonati.

Ma che razza di giustizia si amministra in quel di Pistoia? onestamente c’è di che restarne disgustati.

Un tempo in questi luoghi regnò Artioli: or vi si véndon zucche e cetrioli. E questa è satira: che Gaspari voglia o no e pure se Corrado «non è mai stato condannato», come dice lui (ma solo per culo, direbbe Piercamillo Davigo)…

BIANCHINI Edoardo e ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita ARTIOLI Corrado, che liquida in via equitativa nella somma di euro 2.000.
– Perché l’Artioli non la pianta di pureggiare? Lo sanno tutti che puro non è. Perché non ci racconta i veri motivi per cui buttò via 450 mila euro in cause perse? Perché non racconta anche lui del trattamento da lui riservato alla ditta Paolo Vagnozzi, che il geometra-direttore della CariPrato fece fallire quando era capo assoluto della filiale di Grignano?

Perché non ci spiega anche come fecero i Panarello a salvarlo dalla falsa testimonianza dinanzi alla giudice Floris?

ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita CIOTTOLI Maurizio, in relazione al capo 17 e 18 rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale.
– Di Ciottoli abbiamo detto.

ROMITI Alessandro al risarcimento dei danni cagionati alla parte civile costituita BENESPERI Luca in relazione al capo 18, rimettendo le parti di fronte al giudice civile per la liquidazione integrale.
– Di Benesperi abbiamo detto.

Riserva la motivazione entro 90 giorni.
Pistoia 30.5.2022
Pubblicata il 29 agosto 2022


Segue una sfilza di altre innominabili spese, ma lasciamo perdere. O altrimenti mettiamoci a ridere fino a spanciarsi, per non correre il rischio di doverci attaccare una macina al collo e gettarci in mare come Vangelo comanda…


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