PESCIA: «CERTIFICATO DEL CASELLARIO? PEGGIO DELLA FEBBRE GIALLA»

Senza macchia e senza paura...
Senza macchia e senza paura…

PESCIA. A Pescia i consiglieri di Percorso Comune, Varanini e Morini, hanno presentato in questi giorni una mozione che intende impegnare il Sindaco Giurlani a far sì che tutti i consiglieri presentino il proprio patentino in grado di attestare il diritto a sedere sui banchi del Consiglio: cioè un certificato analitico del casellario giudiziale (vedi Pescia. Morini e Varanini: «Fuori le carte!»).

Non crediamo che si possa trovare niente di straordinario in tutto questo: una richiesta come tante altre; una pretesa come tante altre. Ma una domanda che – come si dice – può anche portare allo scoperto il nervo o i nervi: di chi e di come si vedrà in séguito.

Fatto sta che, dinanzi a un consiglio che arriva a grandi passi il prossimo 28 luglio alle 19:30, e nonostante un’estate che normalmente non dovrebbe portare febbri improvvise, il Comune di Pescia – un’entità che siede, come ormai crediamo che abbiano capito in molti se non tutti, su un cumulo di compost in ebollizione: fratture, rotture e latenze pericolose e instabili in ogni direzione, maggioranza inclusa – ha iniziato, sin da ieri, a muoversi e agitarsi come un ammalato di febbre gialla.

Il Presidente del Consiglio Comunale, Vittoriano Brizzi, sembrava già abbastanza agitato sin dalla presentazione della mozione: ma stamattina da palazzo comunale Morini e Varanini sono stati invitati a un rendez-vous durante il quale sarebbe stato chiesto ai due consiglieri “snaturati” di mutare un verbo nel documento presentato; scrivere, cioè, non “impegnano il Sindaco” a far portare ai consiglieri il certificato-lasciapassare richiesto, ma, più semplicemente, “invitano il Sindaco”.

Si capisce bene che tra impegnare (verbo quasi coattivo come una scatola di Confetti Falqui) e invitare (verbo blando come una cucchiaiata di Magnesia Bisurata Aromatic) la differenza è sostanziale. Se impegnato, il Sindaco Giurlani deve almeno correre un po’; se invitato può anche dire “No, grazie; ho da piantar fagioli a Sorana…”.

Il travaglio di stamattina sembra sia stato piuttosto lungo e doloroso (dalle 10:30 fin quasi alle 13), ma pare anche che non abbia portato alla nascita di alcunché: sicché tutto si risolverà nel parto cesareo in sede di consiglio, il 28, appunto.

Tutto a posto? All’apparenza sì. Sindaco e Brizzi avrebbero affermato che loro non hanno problemi di sorta. E allora – qualcuno si è chiesto – perché preoccuparsi? E perché insistere a voler cambiare un povero verbo, un verbiciattolo (proprio così, non vermiciattolo…)?

Dammi tre parole, sole cuore amore cantava una volta Valeria Rossi: qui la parola è impegnare, ed è solo una, in fondo. Per una parola non si muore.

Dovremo, però, aspettare l’aula: se i consiglieri sono tutti lavati con Vanish e ripassati con Perlana, non dovrebbero esserci problemi…

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