pescia. IN NOME DELLA ROSA. I FIORI VENGONO DALL’ETIOPIA? MA CHE DICI?

Frammenti teatrali tra varietà e realtà, inseguendo la dignità del lavoro in Italia e in Africa, tra diritti e ambiente, parità e delocalizzazione. Ispirato al lavoro Iscos – Cisl “Biancofiorenero”. Scritti e diretti da Orlando Forioso con Massimo Bartolesi, Marco Bertini, Irene Caltagirone, Sabrina Carrara, Stefano Del Dotto, Lidia D’Errico, Massimo Domini, Marco Giori, Martina Miceli, Francesca Panteri, Fabio Paoli, Tania Pasquinelli, Lorenzo Spadoni. Foto e video Silvio Siciliano

PESCIA. A Pescia, sabato 13 maggio sarà una giornata dedicata alla dignità del lavoro, all’ambiente, alla parità dei diritti e alla delocalizzazione, con al centro l’economia dei fiori. La giornata inizierà alle ore 10.00 al Mefit – Mercato dei Fiori, con una serie di interventi e una rappresentazione a cura del Teatro dei Garzoni rivolta agli istituti scolastici superiori, mentre al pomeriggio alle 17 alla Biblioteca Comunale “G. Magnani”, la messa in scena In nome della rosa sarà aperta, ad ingresso libero, alla cittadinanza.

Un mazzo di splendidi fiori è sempre un omaggio gradito. Quello che ignoriamo è che, quando giunge a noi, quel mazzo leggiadro ha un lungo viaggio alle spalle, con molte tappe, e tante celle frigorifere. La maggior parte dei fiori oggi venduti ed acquistati in Italia provengono da paesi inaspettati: Kenia, Colombia, Ecuador, Malesia e soprattutto Etiopia.

Dalle zone del sud di quel paese le rose volano ad Amsterdam e da lì, mescolate le carte, se ne perdono le tracce e le ritroviamo nei nostri mercati dei fiori della Toscana, spacciate per rose locali. Nulla di male, se dietro a tutto questo non ci fosse il ritorno di una nuova forma di schiavismo e d’inquinamento del mondo. In quelle serre l’80% del personale sono donne.

I diritti, i salari, le condizioni sanitarie, le violenze sulle donne, l’inquinamento di pesticidi, lo sfruttamento accanito del territorio … Queste sono tematiche che, già note a noi, diventano soggetto per le nuove forze lavorative africane.

Per far conoscere meglio questa realtà, nel 2015 l’I.s.c.o.s.- Istituto di Cooperazione Sindacale allo Sviluppo ha realizzato il dvd “Bianco fiore nero”. Allo stesso tempo, sempre I.s.c.o.s., con la C.e.t.u.- Confederazione sindacale etiope, ha avviato un progetto per promuovere i diritti delle donne che lavorano nel settore florovivaistico direttamente nella loro terra: in Etiopia.

Nel 2016 l’esperienza di I.s.c.o.s. é stata, a sua volta, raccolta dal Centro studi CISL di Firenze – Fondazione Tarantelli Centro Studi Ricerca e Formazione. Ma è stato l’incontro con il Teatro dei Garzoni, diretto da Orlando Forioso, che ha trasformato un significativo lavoro sindacale che investe più ambiti (dignità del lavoro,diritti e ambiente, parità e delocalizzazione, ecc.) in una vera e propria esperienza teatrale, ironica, divertente ed allo stesso tempo piena di informazioni e riflessioni.

La rappresentazione è una sorta di varietà sociale/comico moderno, ricordando certi spettacoli degli anni 70, con comicità, poesia, musiche, sketch, canzoni, solo che riporta tutto questo in maniera più consona ai ritmi ed ai gusti dei nostri giorni. Inizia come un normale corso di formazione per sindacalisti, ma subito si intuisce l’ironia e la comicità.

E poi un funerale che diventa un numero felliniano, il party in ambasciata, Romeo e Giulietta non poetici, la trasmissione televisiva, il quiz, il venditore abusivo di fiori, la poesia di Gibran sul lavoro, la testimonianza, la signora che si vuol far nera per andare a lavorare in Africa con tutta la famiglia, fino al coro finale per canzoni e citazioni. Nel divertimento passano tutte le informazioni serie sulla situazione della floricultura tra Italia e Africa.

Dopo Firenze (Fiesole) e Cesenatico, oggi questo originale percorso non poteva che approdare a Pescia. Non tanto perché il Teatro dei Garzoni ha sede proprio in questa città e l’interesse per i temi civili fa parte del patrimonio laboratoriale e teatrale del gruppo, ma soprattutto perché Pescia può vantare una storia unica riguardo le attività legate alla coltivazione e alla commercializzazione dei fiori.

L’Amministrazione Comunale e il Mefit-Mercato dei Fiori di Pescia hanno, a loro, volta accolto la proposta e la sfida, mettendo a disposizione due luoghi significativi, ovvero il mercato stesso con la sala dove storicamente si svolgevano le aste dei fiori, e la Biblioteca Comunale “C. Magnani”, che sempre più diventa luogo di incontro e di riflessione per la cittadinanza.

Info e prenotazioni presso la Biblioteca allo 0572 49.09.49.

[comunicato]

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