pesticidi. LA FALSA BATTAGLIA AMBIENTALISTA DI ENRICO ROSSI

Le recenti dichiarazioni del Granduca contro i fitofarmaci meritano altre considerazioni per la loro portata confessoria: chi e come doveva controllare l’inquinamento potenziale di bacini idropotabili e pozzi? E a quali pozzi si riferisce il Governatore: a quelli privati o anche quelli di Publiacqua?
Poveri toscani! Munti da Rossi e costretti a bere acqua al glifosate

BUONI A MUNGERE E BASTA


Le dichiarazioni di Rossi sembrano confessare ignoranza sul problema inquinamento dei pozzi

 

FIRENZE-PISTOIA. Torniamo sulle notizie diffuse da La Nazione su una presunta “battaglia della Regione Toscana sul glifosate, quella che ci pareva una sporca “campagna elettorale sulla pelle dei cittadini” lo è davvero, viste le polemiche che si accendono.

Abbiamo già denunciato che ad Agliana c’è un bacino di acqua idropotabile direttamente posto in mezzo a diversi impianti vivaistici e dunque potenzialmente inquinato dall’uso regolare dei pesticidi.

Il cartello dell’età della pietra, riporta il limite di 200 metri: nessun merito a Rossi, anzi una chiara omissione del rispetto di legge

All’epoca, cioè il 2014, c’era la Giunta Mangoni e qualche assessore (ci sembra Italo Fontana, forse imboccato dall’ufficio Ambiente?), provò a spiegare che la Cava dei Briganti avrebbe una fossa perimetrale che raccoglie le acque di scolo dei campi dei vivai, impedendone la ricaduta: una eminente sciocchezza, visto che il terreno è  permeabile alle acque irrigue e ai fitofarmaci da loro dilavati, con una intuibile capacità di “cadere” per semplice gravità nella falda acquifera che rifornisce il lago, ciò continuativamente.

Il bacino della cava Briganti

Altra spiegazione – da ottimo azzeccagarbugli sarebbe stata quella che il punto di approvvigionamento del lago sarebbe sufficientemente distante dal perimetro dei campi; è questa un’altra monumentale sciocchezza che merita di concorrere al “premio della bugia” che si tiene ogni estate alla Piastre.

I formulati che si disperdono nell’acqua, lo fanno perché sono idrosolubili, con una potenziale contaminazione dell’intero bacino, privo di compartimentazioni interne e quindi tutto esposto alla diffusione di suddette sostanze venefiche: a niente rileva il punto di approvvigionamento. La menzogna più è grossa, più è credibile.

Federico Ferretti Giovannelli, Assessore all’ambiente, cosa pensa di questa vicenda?

Chissà se il neo assessore aglianese all’ambiente, Federico Ferretti Giovannelli, si impegnerà per fare luce su queste narrazioni: del resto, se potesse smentirci, assicurandoci la assoluta inesistenza di inquinamento della Cava Briganti, saremmo molto contenti di disporre le rettifiche del caso, senza alcuna esitazione.

L’assessore  ha il nostro recapito e-mail e lo ringraziamo anticipatamente se si farà riportare le questioni dalla responsabile Ornella Pellegrineschi.

Sull’argomento è solo da dire che la disciplina della distanza minima di 200 metri non è una novità di Enrico Rossi e Federica Fratoni: c’è tanto di legge (152 del 2006), peraltro evidenziata in un esposto denuncia fatta dai comitati ambientalisti pistoiesi alla competente Procura della Repubblica di Pistoia, poi archiviata dal Gup, chissà con quali motivazioni.

Ma ancora: quando Rossi, richiama specificamente i “pozzi la cui acqua sia destinata a un uso idropotabile” a cosa si riferisce? Ai pozzi di Publiacqua, destinati alla rete idrica, a quelli dei cittadini ignari in prossimità dei vivai o a quelli ricompresi nei terreni che sono trattati con i fitofarmaci, anche questi usati per gli acquedotti pubblici?

Ma dov’erano Rossi e l’assessora Fratoni, quando i vivaisti violavano sistematicamente e diffusamente i limiti della distanza di sicurezza dei 200 metri dai punti di “prelievo di acque”: eppure dovevano sapere che la disposizione della legge è del 2006, cioè di 13 anni or sono.

Federica Fratoni sapeva che la distanza dei 200 metri di sicurezza è scritta in un decreto legge del 2006?

E ancora, è vero che l’Arpat (l’agenzia è regionale pagata con i nostri soldi e anche potenzialmente controllata dallo stesso Rossi) non è attrezzata per ricercare i fitofarmaci dispersi in quantità infinitesimali, ma sufficienti alla biomagnificazione nell’organismo umano?

Una serie di domande alle quali vogliamo sperare che Rossi voglia rispondere, non certo per darci soddisfazione a noi, ma per la tutela della cittadinanza, che presto andrà a votare per la nuova giunta regionale.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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