pesticidi. UN SEMINARIO RISTRETTO

Lo scorso 3 Dicembre, Usl Centro e Ispettorato del Lavoro erano i conferenzieri di un seminario nel quale si parlava di "buone prassi in agricoltura", incluso anche la riduzione dei fitofarmaci. Eccovi le domande che non ci hanno fatto esporre.
Diserbanti e pesticidi: il Duvri funziona per la tutela della cittadinanza esposta inconsapevolmente?

PISTOIA — FIRENZE. La sala non era gremita, ma ciò è comprensibile, trattandosi di argomenti molto saturi dal punto di vista tecnico.

Per questo motivo, il Dirigente Massimo Selmi, non ci ha permesso di proporre alla attenzione dei relatori, le nostre molto pertinenti domande.

Noi, non siamo tecnici competenti, ma le cronache continue di malagestione nell’uso di fitofarmaci/pesticidi ci hanno permesso di acquisire una certa competenza applicata.

Anche questa volta, Renzo Berti ha fatto il benvenuto e poi se ne è andato e dunque ha perso la interessante carrellata di problematiche sul settore dei vivai, denunciate proprio dai vivaisti.

 

L’ex Sindaco Renzo Berti ora Dirigente della Prevenzione controlla bene tutto, per davvero?

Cappellini (Cia) ha osservato – esprimendo una velata critica che ci conforta in pieno – come nel seminario, non c’è stata attenzione per “gli aspetti sociali” e su cosa intendeva dire, non serve l’esegesi del pensiero, ma basta rileggersi la denuncia di Carla Breschi e la relazione di Arpat del 2015, ovvero sulle gravi incongruenze del Puff regionale.

È la forza dell’on-line,… bellezza!

Anche Valeria Del Pizzo (Dirigente Ispettorato del Lavoro) ha ricevuto una nota cartacea precompilata consegnata ai presenti da chi scrive, sperando che ci proponga le risposte che ritiene ricomprese nella sua sfera di competenza (e legga bene: ce le troverà!).

I tecnici relatori del seminario, moderato da Massimo Selmi che ci ha impedito di fare le domande ai relatori

Gli altri sono tutti in elenco: speriamo che le domande siano state chiare e dunque li ringraziamo tutti anticipatamente per le loro risposte: siamo sicuri che Paolo Morello Marchese del Ciocco farà attivare la collega Daniela Ponticelli, che è duramente stressata dalle birichinate dei colleghi.

 

 

 

 

DIRIGENTI USL CENTRO E SUD EST 
Renzo Berti – Dip . Prevenzione USl Centro Toscana
Daniela Ponticelli – Ufficio Stampa Usl Centro
Massimo Selmi – Spill Pistoia
Alessandro Fattorini – USL Sud Est Toscana

MINISTERO del LAVORO 
Valeria Del Pizzo – Ispettorato del lavoro Pistoia

RLST Agricoltura
Franco Calamai Firenze

Presidenti e Direttori di associazioni
Simone Orlandini – Cia
Francesco Mati – Distretto vivaistico
Fabrizio Tesi – Coldiretti
Roberto Orlandini – COnfagricoltura
Luca Magazzini  – Vivaisti italiani

SINDACALISTI CGIL CIL UIL

Lo scrivente ha assistito al seminario “L’applicazione della buona prassi di Casole d’Elsa…” tenuto a Pistoia il 3 scorso nella sede di Uniser e al termine dell’assemblea ha consegnato una decina di copie cartacee delle domande che seguono.

Con questa mail, provvediamo a coinvolgere anche coloro che non abbiamo contattato personalmente.

Valeria Del Pizzo (al centro) ascolta attentamente: starà pensando alle misure di tutela da adottare per i dipendenti esposti alle fumigazioni da fitofarmaci o alla recrudescenza del caporalato nel distretto?

Giusto perché il focus del seminario era una “buona prassi”, ci permettiamo di sottoporre alla vostra attenzione delle domande che, non sono state ammesse all attenzione degli astanti dal moderatore che ha spiegato che l’argomento in questione è troppo “tecnico” e dunque non potrà essere divulgato giornalisticamente.
Riteniamo convintamente, che le nostre domande (che si sviluppano su tre piani sensibili correlati), avranno un sicuro interesse per la comunità dei lavoratori e dei cittadini, ignari ed esposti con regolarità alle ricadute dei fitofarmaci.

Confidiamo pertanto che la comunità degli esperti che sono posti in elenco, provveda darci una risposta a stretto giro di mail e assicuriano la nostra presenza alla successiva sessione di seminario, caldamente raccomandata da tutti, visto l’interesse per l’argomento trattato.

È la stampa libera,…bellezza!

Veduta dei relatori di spalle

PREMESSA

Numerose le segnalazioni che ci sono pervenute in redazione da parte di cittadini che hanno visto lavoratori nei vivai non rispettare le distanze di sicurezza da strade, abitazioni, pozzi etc.

1)      RISCHIO CHIMICO

In merito al rischio chimico relativo all’uso dei prodotti fitosanitari non viene affrontato il rischio relativo all’esposizione della popolazione, ovvero alle modalità di gestione del rischio fitosanitari e del relativo contenuto minimo del DUVRI (documento di valutazione dei rischi interferenziali). Questo è un aspetto primario perché questi lavori vengono molto spesso dati in appalto a contoterzisti.

Come si valuta il rischio e il contenuto di questo DUVRI (esistono degli indirizzi?).

Fitofarmaci e pesticidi sono letali

2)      ESPOSIZIONE DIRETTA E INDIRETTA DEI CITTADINI

Il problema si evidenzia non solo per l’esposizione dei lavoratori di altre imprese limitrofe o di cittadini residenti (esposizione inalatoria, ad oggi mai controllata o monitorata!) ma anche della possibile contaminazione di pozzi pubblici e privati e bacini idropotabili.

3)      CONTROLLI

Nel caso di un intervento di vigilanza a seguito di un esposto (relativo ad un trattamento fitosanitario in corso) il Dipartimento di prevenzione ha i mezzi tecnici per poter verificare quale miscela di prodotto è stata somministrata dall’utilizzatore?

3a – È in grado il servizio pubblico di effettuare dei campionamenti del terreno trattato per verificare se la miscela somministrata è corrispondente a quella che ha dichiarato l’utilizzatore?

3b – In alternativa siete in grado di campionare il contenuto concentrato della botte per poterlo analizzare in laboratorio?

Nessuna fascia di sicurezza per le acque del bacino idropotabile di Agliana: eppure c’è la regolamentazione scritta?

3c – Nel caso di vicinanza alle abitazioni o altre ditte effettuate campionamenti delle superfici all’interno degli edifici per verificare se vi è stato un effetto deriva durante il trattamento?

Questi elementi sono rilevanti perché definiscono una carenza organizzativa del servizio pubblico che non è in grado di aver la certezza di quanto è stato somministrato

 

Alessandro Romiti

[alessandroromiti@linealibera.info]

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