piana & diossine. ANCORA RETICENZA SUGLI ATTI TECNICI

L’Arpat ha licenziato un’interessante relazione sugli eventi di sforamento dell’estate 2015, ma il Comune di Montale non l’ha ancora pubblicata sulla pagina dedicata. Una sfortunata dimenticanza che dura da quasi un mese o che altro?
Ferdinando Betti
Ferdinando Betti, Sindaco di Montale

MONTALE. Nel pomeriggio di mercoledì prossimo 18 gennaio, alle 16:30, è convocata, presso la sala consiliare della Badia, una speciale commissione ambiente che avrà per tema le solite vicende dell’impianto di incenerimento di Montale e, specificamente, le valutazioni relative al documento tecnico dell’Arpat Pistoia (rif. PF 01.11.12/1.160 del 16 dicembre 2016 – pagg. 63 – Oggetto: Analisi dati fiala Amesa fuoriuscita inquinanti estate del 2015).

Saranno valutazioni dell’organo tecnico in esito allo sforamento dell’impianto verificatosi nell’estate del 2015, ovvero 15 mesi prima della definizione della pregevole relazione – e poi diteci che siamo troppo caustici e graffianti!

Chissà se, nella medesima relazione, l’Arpat propone anche le sue repliche alla critiche formulate dall’Ordine dei Medici sulle cause dell’inquinamento da polveri fini, espresse il 21 ottobre 2016 ad Agliana…

L’Arpat provvide già a contestare agli uomini della Ladurner il fatto che la diffusione di diossine non era riferibile all’ipotesi di interruzione di energia elettrica, mentre è stata la storia a smascherare il tentativo più ridicolo e anacronistico di argomentare l’incidente come una deficienza dovuta alla qualità dei carboni attivi: infatti nel mese di novembre successivo al disastro arrivò la sentenza del Tribunale di Milano passata in “giudicato” (e così confirmatoria della menzogna) che decideva una salata condanna nei confronti del Cis per la temerarietà giudiziale posta in essere al solo scopo di sostenere la responsabilità dei carboni attivi per impiparsi di tutto il resto e prendere in giro la gente che quell’aria inquinata l’ha comunque respirata e subìta.

Foto aerea dell'inceneritore di Montale
Foto aerea dell’inceneritore di Montale

Ebbene, la relazione in questione, fa parte dell’elenco dei documenti, previsti dalle attività di controllo, che devono essere pubblicati nel sito istituzionale all’insegna della solita soddisfazione della trasparenza, poi di solito sistematicamente tradita.

Infatti a quasi un mese dall’invio di tale atto ai Comuni di Montale e di Agliana, l’amministrazione Betti conserva ancora il documento nel cassetto e non lo ha reso pubblico come sarebbe stato suo dovere.

Come potranno i cittadini leggere e qualificare le valutazioni che sono proposte dall’organo di controllo istituzionale, se il contraddittorio è impedito dalla indisponibilità dei documenti necessari?

Dunque Betti metta “i panni all’aria” e subito, perché mercoledì ci sarà anche l’Assessore regionale Fratoni che dovrà anche riferire sulll’esito delle sue promesse circa l’avvio del registro tumori: assicurato nella sessione del tavolo istituzionale del 5 ottobre 2015 ad Agliana!

Gli abitanti della Piana mica se lo siamo scordato!

[Alessandro Romiti]

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