PIANA PRATO-PISTOIA, UN TERRITORIO MALATO

Dura replica del coordinamento dei comitati ambientalisti per le dichiarazioni della Giunta Biffoni sui pericoli e gli allarmi dell’area
Gianfranco Ciulli
Gianfranco Ciulli

PRATO. Difficile stare tranquilli di fronte a dichiarazioni che a distanza di un anno cambiano di segno, con balletti di dati e limiti temporali che naturalmente ci fanno riflettere.

I dati del Quartiere Sud non destano preoccupazione, anche se sono datati 2005 dice il Comune, noi invece diciamo che sono obsoleti, quasi inattendibili per il reale ed attuale stato di salute dei cittadini.

È stato detto come scusante… che tali dati, ancorché parziali, sono arrivati dall’Asl solo pochi giorni fa, ma
allora ci domandiamo: come mai dati del 2005 siano stati divulgati solo pochi giorni fa, quando il Sindaco ha
ricevuto nostre richieste esattamente un anno fa? Richieste reiterate sia al Sindaco che alla Asl 4 più e più volte anche dallo stesso Difensore Civico Regionale e sempre andare “nel cestino”!

A noi invece viene il sospetto che sia stata l’ultima nostra lettera del 23 luglio, con copia alla Procura della Repubblica, la quale ha messo di fronte alle responsabilità penali il Sindaco e l’Asl, così che i dati “parziali” sono magicamente apparsi con la promessa di avere dati finalmente aggiornati al 2014 entro la fine del 2015 per i quali ovviamente rimaniamo in trepida attesa.

Noi abbiamo buona memoria ed alle rassicurazioni odierne si contrappongono le notizie di un anno fa
quando qualcuno che aveva detto che fra il 2008 ed il 2010 c’era stato per Prato un incremento del cancro allo stomaco dal 17,3% locale comparato al 16% regionale: ma allora questi dati c’erano e/o ci sono già almeno fino al 2010?

Ma la cosa che ci preoccupa maggiormente in base a quanto attestato dagli Assessori Alessi e Biancalani è la seguente:

preso per buono che “ad oggi non si hanno dati certi fino al 2005”, che gli stessi sono vecchi, quindi non attendibili per certificare il reale stato di salute dei Cittadini di Prato Sud

preso atto che nella autorizzazione Aia per l’inceneritore di Baciacavallo si legge che “dal verbale
depositato agli atti relativo alla riunione della Conferenza dei servizi del 21 maggio 2015, sulla base di
quanto deciso dagli Enti presenti alla Conferenza dei servizi, Arpat, in via cautelativa e precauzionale, ha
provveduto a effettuare, visti i dati di superamento di diossina e metalli per le aree residenziali” etc.etc.

Quindi qualcuno ci può spiegare come si possono concedere autorizzazioni in presenza di “certificati”
superamenti di limite di legge, specialmente quando la legge prescrive che, in assenza dati aggiornati (ed
Asl altri non li ha, come hanno dichiarato ieri gli assessori), venendo a mancare la base necessaria ed
aggiornata per le valutazioni sanitarie come previsto dalla sentenza 163/2015 del Consiglio di Stato, non
si possono concedere autorizzazioni perché “la tutela della salute della popolazione è primaria rispetto
anche alle esigenze di pubblico interesse soddisfatte dall’impianto/opera” riequilibrando quindi le
priorità dell’art. 32 della carta costituzionale a tutela della salute pubblica? Così dice la sentenza!
Allora qualcuno ce lo vuole spiegare?

Gianfranco Ciulli
Portavoce Coordinamento Comitati Salute della Piana Prato-Pistoia

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