piana & salute. MA LA PREVENZIONE CI È O CI FA?

Relatori specialisti di prevenzione, Berti, Fedi e Valiani
Relatori specialisti di prevenzione: Renzo Berti, Aldo Fedi e Mauro Valiani

PIANA PISTOIA-PRATO. “L’area metropolitana è interessata da molteplici fattori di criticità ambientale” hanno detto – a più riprese – i relatori specialisti in Prevenzione Renzo Berti, Aldo Fedi e Mauro Valiani, citando alcune delle cause: l’uso dei pesticidi, il nuovo aeroporto di Firenze, l’incenerimento dei rifiuti di Montale e i progetti del raddoppio dell’autostrada e dell’inceneritore di Case Passerini.

Aldo Fedi ha parlato con la competenza di chi ha guidato il Dipartimento Prevenzione dell’Usl di Prato, evidenziando i limiti dell’azione di controllo: “La prevenzione non si esaurisce nella vigilanza…”, essendo necessario un impulso “alla promozione della salute, ricerca e studio sulla realtà culturale, sociale e produttiva, dando all’epidemiologia il còmpito di fornire indicazioni sulle priorità da perseguire con interventi a carattere preventivo e sia quello di verificare i risultati raggiunti”.

Il Dott. Renzo Berti a sinistra, direttore del Dip. Prevenzione di Usl Centro
Il dottor Renzo Berti a sinistra, direttore del Dipartimento Prevenzione dell’Usl Centro Toscana

È necessario – ha proseguito Fedi – recuperare la necessaria centralità per “collegarsi ancor più fortemente a interventi sulle tematiche ambientali … dare risposte serie e documentate alle istanze delle popolazioni, sempre più preoccupate e sensibili agli effetti sulla salute delle numerose criticità e pressioni su terra, acqua e aria…”.

Sul problema rifiuti, Fedi ha osservato che “in un’area con alti tassi di inquinamento, stiamo assistendo a una grave assenza di una politica integrata e coerente… con crisi puntuali e periodiche sull’inceneritore di Montale, discarica di Serravalle, l’impianto di compostaggio di Piteglio e i bassi livelli di raccolta differenziata in Comuni importanti (Pistoia – n.d.r.)” concludendo che “queste criticità evidenziano la mancanza di una moderna politica sui rifiuti che  permetterebbe riduzione di tariffe e inquinamento, con aumento dell’occupazione”. Tutto chiaro, limpido e corrispondente al vero, fin qui.

Peccato che nessuno dei relatori abbia pronunciato la locuzione di grande effetto e significato strategico, che piace tanto a Comitati ambientalisti e probabilmente anche alla Procura di Pistoia: il Principio di Precauzione.

È stato comunque sottolineato come le parole di Fedi (da poco pensionato e dunque “diversamente occupato”) siano, finalmente, musica per le orecchie degli antinceretitoristi, a memoria dei brucianti niet e rinvii ricevuti allorquando il comitato di chiusura dell’inceneritore di Montale si era recato a un incontro per discutere dell’inquinamento causato dal mostro sul territorio della piana con la fuoriuscita delle diossine dell’estate 2015.

L’inceneritore di Montale
L’inceneritore di Montale

Fedi ebbe poi a negare la richiesta di un confronto, motivandola con la supremazia istituzionale del Sindaco Lorenzini, contraddicendo le parole di oggi di solidarietà e rispetto per le “istanze delle popolazioni”: e non ha mai proposto alcun chiarimento sull’originale, contestato e multitasking parere del 29 settembre 2014 che lui stesso firmò quale dirigente di Dipartimento prevenzione, perché chiamato a rispondere con un suo parere sull’ipotesi d’inquinamento della catena alimentare.

Anche quella era stata una “istanza dei cittadini” da qualificare, forse anche con il Principio di Precauzione? Peccato che in Italia ci si ravveda e ci si penta solo dopo essere andati in pensione…

La serata, si è conclusa con l’intervento del dottor Renzo Berti, anch’esso incentrato sulle problematiche territoriali di criticità che minacciano la salute: davvero belle parole, tante.

Peccato, ancora una volta, che l’incontro – aperto al pubblico – non abbia avuto alcuno spazio per delle domande, che non sarebbero sicuramente mancate vista la sensibilità e l’interesse della gente per ambiente e salute.

Fuoco alla discarica del Cassero
Fuoco alla discarica del Cassero

Noi siamo però riusciti ad avvicinare Berti e a chiedergli il motivo della mancanza d’attuazione delle necessarie misure di controllo dell’inquinamento delle diossine dall’inceneritore di Montale (Csc), dopo uno sforamento di oltre nove volte il valore di Aia, avvenuto nel 2015.

In tale occasione gli organi di controllo (Usl e Arpat) tennero un ben diverso approccio sullo studio delle concentrazioni delle diossine, rispetto a quello condotto nell’incendio della discarica di questa estate al Cassero.

La risposta è stata convincente e definitiva. Berti ha risposto: “Non lo so”.  Alla faccia delle istituzioni che vegliano e che ci proteggono!

[Alessandro Romiti]

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