pianeta serravalle. ENRICO PRATESI MI SCRIVE

Alla fine tutto torna. Ma anche: tutti i Casseri tornano al pettine

 


Attenti al… Cassero!

 

Signor Bianchini,

devo replicare al suo articolo apparso sul sito “Linea libera” dal titolo “Pratesi Enrico lotta e Corsini mette la discarica”.

Confesso che leggo con piacere i suoi scritti, dove lei sfoggia una notevole cultura con un senso dell’umorismo molto spinto. La sua conoscenza delle vicende di Serravalle induce molti a pensare che le sue fonti siano molto vicine ai palazzi del potere; io sono però convinto che possieda un buon archivio.

Con questo titolo lei ha commesso un errore che vorrei spiegare.

Corrisponde al vero la sua affermazione che il sottoscritto è stato ucciso politicamente per la vicenda discarica; le invio infatti il libro “Il sindaco è solo” dove è esposta tutta la mia storia. Io, signor Bianchini, ho chiarito tutto, non devo dire altro né tanto meno sobillare alle orecchie di qualcuno.

Tornando al suo titolo, le devo precisare che non è vero che io lottavo e Corsini metteva la discarica: tutti abbiamo lottato insieme, nel comune eravamo uniti con il Pd/Pds compreso Corsini che era assessore all’ambiente.

È chiaro che paga il comandante e il logoramento e l’isolamento si è rivolto verso di me. Sul punto specifico dell’accordo di programma che ha fatto partire la discarica basta andare a pagina 109 del mio libro, c’è un capitolo in merito.

Enrico Pratesi

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Edoardo Bianchini

 

Caro Pratesi,

do volentieri spazio a chi, come lei, sa prendere carta e penna e scrivere a chi parla e non a tutti gli altri su un boscabbaccano come i social network, di cui facebook è un portabandiera e un seminario di ciàccole da gora.

Leggerò il suo libro con estrema attenzione, stia certo. Mi lasci però dire che le sue precisazioni vanno a loro volta precisate.

Non sono sbagliate, ma il titolo del mio commento era, precisamente Fine anni 80 e Pratesi lottava contro il Cassero. 1993 e Corsini disse sì in tre mesi di regno: ciò indicava che mentre lei era contrario e tale è rimasto fino al 1993, Corsini, suo assessore all’ambiente, fatto papa per tre mesi (due in più di papa Luciani, arcivescovo di Venezia, noto come Giovanni Paolo I) cambiò punto di vista e opinione e – mi consenta di dirlo – si comportò come uno di quei ferventi cattolici molto mistici che, fatto il seminario e cantata messa, dopo che il vescovo li ha consacrati, scoprono, all’improvviso, l’irrefrenabile stimolo a farsi una famiglia perché incontrano inaspettatamente “la donna della loro vita”. Con tutte le conseguenze del caso: tanta resistenza così convinta per poi cedere in tre mesi? La cosa non mi quadra tanto: mi sembra, piuttosto, di vedere un esempio di Conte Uno e Conte bis(chero) o di “Avanti e ’ndrè, che bel divertimento!”.

Questa sua nota, Pratesi, è riferita solo all’articolo che lei cita direttamente. Se avrà la bontà di leggere anche pianeta serravalle. «Povero Corsini, che votò solo per senso di responsabilità!». E va bene: ma in favore di chi, scusate?, vedrà che la sua precisazione («tutti abbiamo lottato insieme, nel comune eravamo uniti con il Pd/Pds…») è stata bene evidenziata e spiegata a tutti e in particolar modo alla signora Annarita, figlia dello stesso geometra, che si è dichiarata orgogliosa di suo padre.

La ringrazio del suo intervento e tranquillizzi i suoi concittadini: i giornalisti – «ed io modestamente lo fui», tanto per citare Totò – hanno occhi e orecchi dappertutto, dentro e fuori-palazzo. Specie quelli che, come me, hanno iniziato il mestiere 53 anni fa e sono iscritti all’albo da ben 48. E inoltre ho un bell’archivio.

Perciò non ho bisogno di scrivere in tedesco come qualche estroso ex-bredino, perché in generale credo di sapermi far capire bene anche in italiano (o almeno credo…).

A presto, spero. E cordialissimi saluti!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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Perché certi vecchi comunisti, pur con i loro limiti, meritavano e meritano tuttora un dignitoso rispetto?


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