PIAZZA DELLO SPIRITO SANTO E… I “PROGETTI NON APPROPRIATI”

Fate vedere anche il resto: e fatelo giudicare alla gente...
Fate vedere anche il resto: e fatelo giudicare alla gente…

MÜNCHEN-PISTOIA. La Toscana culla del Rinascimento, la cui architettura affascina in tutto il mondo.

Tanti anni fa, attirato di questa fama, decisi di passare un anno di Erasmus a Firenze. Che mi ha insegnato tanto, anche che Firenze non è proprio l’ottima città per studiare architettura…

Pensando di aver chiuso con l’architettura filo-filosofica toscana sono tornato a sviluppare edifici che si possono anche utilizzare con piacere. Così, partecipando al concorso per la riqualificazione della “Piazza delle scarpe” a Pistoia era prevedibile un certo confronto di due mentalità di progettazione e di valutazione.

Parliamoci chiaro, in tutto il mondo non esiste una valutazione veramente obiettiva. Il fatto che da tedesco mi ha sconvolto non è che per le giurie italiane spesso vale di più la apparenza della funzionalità, ma che qualcuno fa le regole con precisione quasi svizzera,

ma poi si piegano tranquillamente per poche persone scelte (Magari prendendo esempio da qualche personaggi politico?).

E il resto dei progetti? Magari sarebbe stato preferito dalla popolazione, raramente ascoltata, nei fatti che più la toccano.

Vediamo queste regole del gioco, importante per garantire la anonimità dei progetti.

  • – codice alfanumerico ben definito in posizione e grandezza
  • – modalità di redazione delle tavole precise nei contenuti necessari
  • – giovani architetti nel raggruppamento, almeno il 50%
  • – condizioni precise per i rapporti tra partecipanti e membri della giuria, professionali e di parentela
  • – tutto ciò a pena esclusione dal concorso.

Immagino di leggere, a posteriori, che le regole di cui sopra valgono solo per chi ha la giacca blu o le scarpe slegate, invece per quelli con la giacca rossa e gli stivalini non valgono! A saperlo prima magari anche noi ci saremo attenuti meno scrupolosamente a queste regole. O non avremo proprio partecipato.

Poi. Gli obiettivi del concorso.

Riassumendo, come abbiamo fatto diligentemente con i nostri colleghi:

  • – nuove attività e funzioni
  • – riconoscibilità
  • – presenza di nuovi arredi
  • – un assetto illuminotecnico adeguato
  • – creare uno scenario urbano innovativo

e poi dall’allegato della pre-partecipazione:

  • – poco interesse a mantenere il mercato dov’è
  • – il Forteguerri deve rimanere
  • – tante richieste di verde, di panchine, fioriere
  • – una piazza adatta a spettacoli grandi e piccoli
  • – valutare tribune
  • – luogo di musica e di dibattiti.
Piazza dello Spirito Santo
Piazza dello Spirito Santo

Allora partiamo con il lavoro! Immaginiamoci di fare una maratona, come la Pistoia-Abetone. Corriamo. Purtroppo non sappiamo che con noi corre Gino, fratello di Guido, che è presidente della A.S. e stabilisce l’esatta posizione del traguardo.

Non sappiamo che cosa si sono detti loro due prima della partenza. E non sappiamo che il traguardo viene spostato in piena corsa dall’Abetone a Gavinana, anche perché Gino ha il fiato corto e non si sa se arriverebbe all’Abetone.

Allora Gino e altri 3 della loro A.S. girano per Gavinana, invece noi avanti per l’Abetone a testa bassa. Quest’anno la Pistoia-Abetone, scusate, Gavinana, la vince Gino.

E tutti quelli che hanno corso fino al Abetone? Pazienza… “Non appropriati”!

Ma tutti i loro sforzi? Le relazioni? Le stime dei costi? I documenti di partecipazione? Nemmeno valutati? Il verbale (verbali Pza S.Santo all. B) parla da sé.

Ma vedo che anche qui qualcuno si sta movendo, e soprattutto i giovani non buttano giù più tutto come forse sarebbe successo qualche anno fa, con un, per dirlo alla pistoiese “…tanto ormai…” e “…’un va bene uguale…”.

Ma basta poi a dire che la prossima volta sarà meglio? Sapete perché il traffico nei centri in Germania funziona? Non perché ci sono le regole. Ma perché ci si attiene ad esse. Si va a trenta tutti. Chi esagera, paga. Diciamo che la punizione è logica conseguenza.

Ma se si vede che la conseguenza non c’è, quale giovane professionista ha voglia di ripresentarsi a un concorso a Pistoia, dove viene cestinato il suo lavoro (saranno in media tre persone che ci lavorano per tre settimane, almeno a fare una proposta seria: chi le paga?) dopo una prima scrematura che mette al sicuro quelli che alla prima apparenza piacciono o devono piacere?

Altra vista della piazza Spirito Santo
Altra vista della piazza Spirito Santo

Per mostrare invece un po’ di rispetto per noi, i nostri colleghi, collaboratori e concorrenti abbiamo deciso con altri partecipanti di tentare di fare la “Mostra dei progetti non appropriati” e stiamo attualmente raccogliendo adesioni.

Contiamo sulla collaborazione del Comune di Pistoia per la messa a diposizione di una location adatta, e spero che a breve sul sito del Comune ci saranno pubblicate le modalità per il ritiro delle tavole presentate.

Con questa mostra magari riusciremo a dare qualche aiuto all’amministrazione, se non nel riempire quel grande vuoto, a risolvere tutti punti non affrontati nel progetto vincitore, come una illuminazione resistente e efficace, l’accesso degli handicappati alla chiesa, ecc. ecc.

Chiaramente gratis.

[*] – Architekt, München (D)

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