PIERO BECCIANI, IL CORDOGLIO DELLA GIUNTA PER LA SCOMPARSA

L'assessore Magni: «Ciao zio, il palazzetto era il tuo terzo figlio»
Gabriele Magni

PISTOIA. Il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e la sua giunta esprimono cordoglio per la scomparsa di Piero Becciani, protagonista della vita sportiva, e non solo, della città.

L’amministrazione comunale porge le più sentite condoglianze alla famiglia e alle persone vicine al presidente onorario del Pistoia Basket.

Infine un pensiero profondo e commosso arriva dall’assessore allo sport Gabriele Magni, nipote del compianto Becciani.

«Ci ha lasciato il presidente Piero Becciani, così, forse, l’assessore allo sport dovrebbe iniziare una lettera di saluto a chi è stato pedina fondamentale del basket pistoiese, invece – scrive Gabriele Magni – io dico “ciao zio…”, perché Piero è mio zio ed allora non posso essere imbustato ed inquadrato in frasi istituzionali. Lo zio Piero era quello che aveva il canestro attaccato alla ringhiera sopra il garage e dove Roberto e Francesco, i miei cugini, si allenavano, e dove io cercavo di fare centro le volte che andavo a trovarlo, ma con medi risultati. Lo zio era la visita pomeridiana il giorno di Natale con tutti i mangiarini preparati dalla mia zia Misa. Lo zio era quello che mi chiedeva dei viaggi con la nazionale di scherma e che mi faceva i complimenti per il ruolo di delegato provinciale Coni, e poi per quello da assessore. Lo zio era dare da mangiare ai pesci dell’acquario (e credo proprio di averne fatti morire alcuni per indigestione). E poi – prosegue Magni – chi non ricorda la “Panda 30” che guidava con una prima e seconda aggressive, lunghe e costanti? Fin da piccolo lo ricordo come persona assai pratica, diretta, concentrata sulla risoluzione dei problemi, tanto da tralasciare le riverenze ed arrivare subito al sodo. Poi ricordo quell’agenda telefonica mnemonica da mille numeri, perché quando non c’era ancora il cellulare lui prendeva il telefono a rotella e componeva centinaia di numeri. Io lo guardavo e lui componeva. Una volta, d’autunno, mi attaccai ad un ramo del suo fico, in giardino, e lo spezzai. Sono rimasto mortificato, ma lui mi disse: nessun problema, ricrescerà! E l’arrivo della Sabrina, della Serena e poi la Virginia, e Alberto che con Lorena e Michela completavano il calore familiare. La settimana scorsa abbiamo parlato del palazzetto del basket, suo terzo figlio, perché ci teneva, perché senza il suo apporto, trent’anni fa, non sarebbe potuto nascere. Ed allora, io, ho fatto un po’ l’assessore, ma solo un pochino, perché alla fine ero e sono il suo nipote, quello che provava e riprovava a fare canestro lì al garage. Il mondo sportivo, degli industriali e degli amici sono addolorati, ma permettetemi – conclude Magni – un bacio particolare a mia zia ed a tutti i cugini. Mi dispiace tanto, tanto, tanto».

[faragli – portavoce sindaco pistoia]

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