pieve. CITTADINANZA ONORARIA ANCHE A EGEA HAFFNER

Lo richiederà al consiglio comunale il gruppo consiliare Centrodestra per Pieve
La bambina con la valigia

“Agli anni del silenzio faccia seguito la solenne affermazione del ricordo” (C. A. Ciampi)

PIEVE A NIEVOLE. Il Comune di Pieve a Nievole, da quanto abbiamo appreso da La Nazione e dai quotidiani on line, avvierà le procedure formali per la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre accogliendo una mozione che verrà presentata da alcuni consiglieri del gruppo consiliare Progressisti e Democratici Uniti per Pieve.

In seguito a questa notizia i Consiglieri Comunali Nadia Lupori e Leonardi Cialdi (gruppo consiliare “Centrodestra per Pieve”) aderendo all’iniziativa presentata dal gruppo Fratelli d’Italia di Pistoia e condivisa anche dalle altre forze del Centrodestra in Consiglio hanno protocollato un ordine del giorno nel quale si chiede al Sindaco e al Consiglio Comunale di avviare le procedure per la concessione della cittadinanza onoraria non solo alla senatrice Segre ma anche a Egea Haffner, nome ai più sconosciuto ma che rappresenta, come la senatrice, una memoria storica fondamentale affinché non venga dimenticato, insieme al dramma dei lager, anche quello dell’esodo degli italiani dall’Istria, Friuli Venezia Giulia e Dalmazia, territori italiani fino al Congresso di Londra.

“(…) va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità costituito dalle foibe, ma egualmente l’odissea dell’esodo, del dolore e della fatica che costò a fiumani, istriani e dalmati ricostruirsi una vita nell’Italia tornata libera e indipendente ma umiliata e mutilata nella sua regione orientale. E va ricordata (…) la congiura del silenzio, la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell’oblio.

Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali.”.

(dal discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del Giorno del Ricordo 2007)

Con la Legge nr. 92 del 30 marzo 2004 la Repubblica Italiana ha istituito il Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e ha concesso un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.

Scopo del riconoscimento del Giorno del Ricordo è quello di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” (articolo 1, comma 1).

Con l’istituzione del Giorno del Ricordo si è “rotto quel velo di silenzio che aveva sino ad allora avvolto la tragedia degli infoibati e dell’esodo italiano dalle terre cedute alla Jugoslavia”; lo ha detto in Aula Pietro Grasso a conclusione delle celebrazioni in Senato nel febbraio 2016.

La terribile pagina di storia a cui fa riferimento il Giorno del Ricordo è quella che interessò i territori dell’Istria a partire dall’autunno del ’43, subito dopo l’armistizio, fino al 1947, dove furono rastrellate, deportate e uccise migliaia di persone, per lo più italiani, dai partigiani dell’esercito di Tito. L’inizio dell’eccidio risale al ’43, subito dopo l’armistizio, nell’Istria abbandonata dai soldati italiani e non ancora controllata dai tedeschi, quando i partigiani slavi gettarono nelle foibe (fosse rocciose profonde fino a 200 metri) centinaia di cittadini italiani considerati “nemici del popolo”.

Egea Haffner oggi (da facebook)

Egea Haffner è la bambina della foto simbolo del dramma di questi nostri connazionali costretti a lasciare le proprie case, foto che la ritrae a 4 anni con una valigia di cartone in mano in attesa di imbarcarsi verso la Sardegna dove sperare di avere un futuro; il padre, titolare di una gioielleria di Pola, fu prelevato a casa da partigiani titini e mai più ritornato agli affetti della sua famiglia: probabilmente infoibato la notte stessa del sequestro. Egea con la madre fu costretta a lasciare la sua città per sfuggire alle violenze dei titini.

Come lei decine di migliaia di italiani (circa 250.000) hanno dovuto abbandonare case e beni per salvare la loro vita e quella dei propri cari.

Auspichiamo che la nostra proposta sia accolta da tutte le forze democratiche, conservatrici o progressiste che siano presenti in Consiglio, al contrario di quanto accaduto in occasione della scorsa seduta consiliare, ove la nostra richiesta di intitolare una via o una lapide ai Martiri delle Foibe è stata bocciata dalla maggioranza, adducendo motivazioni del tutto politiche di parte e non certo sul merito o meno del giusto ricordo.

Fermo restando il nostro convincimento che la cittadinanza onoraria di un comune dovrebbe essere concessa a quei cittadini e non che con il loro operato hanno reso grande e dato lustro alla nostra realtà comunale, riteniamo che il riconoscimento della doppia cittadinanza onoraria a Segre e Haffner debba essere inteso come un segno di solidarietà e vicinanza, una battaglia comune di civiltà contro tutte le discriminazioni e gli orrori del ‘900 e che sia giusto assegnarla alla Senatrice a vita Segre al pari della Signora Haffner.

Per tutti noi la Memoria e il Ricordo sono un preciso dovere, per non dimenticare e per far sì che tragedie come queste non possano mai più ripetersi.

 

                                                                                  Nadia Lupori e Leonardo Cialdi

                                                                       Gruppo consiliare “Centrodestra per Pieve”

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