pieve. COMITATO PER IL TERRITORIO: UN TERRITORIO FRAGILE

Acqua e fango giù dal cantiere del raddoppio ferroviario

PIEVE A NIEVOLE. Dopo aver appreso della decisione da parte della Regione Toscana di non assoggettare alla valutazione di impatto ambientale la variante del cavalca ferrovia a Pieve a Nievole ci siamo astenuti dal fare ulteriori interventi ma, visti gli ultimi accadimenti riteniamo doveroso richiamare l’attenzione sulle modalità con cui vengono eseguiti i lavori per il raddoppio ferroviario.

Nel territorio di Serravalle Pistoiese il Vice Sindaco ha mostrato su Facebook foto più che esaurienti e ha scritto che i lavori per il raddoppio causano notevoli disagi per i troppi detriti che si riversano sulla viabilità comunale e regionale, auspicando una miglioramento incisivo per una situazione non più accattabile per Comune e Cittadini.

E cosa dire del nuovo sottopasso ferroviario a Spazzavento?

Il Sindaco di Pistoia ha parlato di una situazione inammissibile. Il sottopasso si è allagato già diverse volte nel giro di pochissimo tempo e RFI cerca di giustificare l’accaduto comunicando che l’area è considerata ancora “area di cantiere” e non ha pompe in funzione.

Come se non bastasse le foto pubblicate mostrano l’acqua che zampilla dai muri di contenimento ai lati del sottopasso. Non funziona il sistema di scolo? Ci chiediamo a questo punto se il muro stesso sia a rischio prima ancora del completamento dell’opera. La situazione ci appare grottesca dato che il sottopasso è aperto alla circolazione.

Il sottopasso di Spazzavento

È preoccupante e mortificante leggere le conseguenze dei lavori della galleria: i giornali riportano che da una perizia del tribunale di Pistoia un’abitazione ha avuto uno scivolamento e rotazione di circa 10 cm provocando lesioni alla casa.

Vorremmo anche ricordare che nel mese di ottobre il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha respinto il progetto della seconda tratta per lacune nel progetto.

Immaginiamo che tutti questi “incidenti” denotino da parte di RFI lo scarso studio degli aspetti idrogeologici legati alla natura del territorio della prima tratta del raddoppio, dove queste opere vengono realizzate.

Siamo un paese in pieno dissesto idrogeologico da anni, dove necessitano grandi opere soprattutto di manutenzione costante. Nel 2015, con lo “sblocca Italia” è partita la grande opera del raddoppio con progetti carenti e approssimativi e di cui oggi, alle porte del 2020, stentiamo a vedere la fine.

Lo dimostrano il fatto che sono stati oggetto di numerose varianti in corso d’opera e lo stesso raddoppio si ferma a Montecatini Terme.

A Pieve a Nievole sembra che siano partiti i lavori per il sottopasso pedonale di Via Buonamici e ancora una volta chiediamo la massima attenzione per il rispetto del territorio con opere adeguate e non pericolose, che rendano migliore la vita dei cittadini.

Chiediamo a tutte le Istituzioni competenti se si ritiene ancora possibile realizzare in “sicurezza” il sottopasso ciclo- pedonale di via Buonamici anche in condizioni meteorologiche avverse e con rischi idrogeologici in zona rossa, considerata dal Consorzio di Bonifica del Basso Valdarno, che tutti sappiamo costantemente allagata in caso di piogge intense.

Siamo certi che non vi siano soluzioni migliorative per favorire il raddoppio della ferrovia, il rispetto del territorio e che garantiscano l’incolumità dei cittadini?

Nelle controdeduzioni alle osservazioni formulate nell’ambito del procedimento di verifica di assoggettabilità, RFI ha scritto nero su bianco che “gestisce e manutiene solo infrastrutture ferroviarie”.

Il Comitato pone due quesiti che riteniamo utili ai fini collaborativi con le Istituzioni e che mai sono venuti meno da parte nostra:

  • A chi spetteranno le responsabilità anche economiche successive ai lavori dal momento che RFI li avrà conclusi?

L’Ente Locale, attraverso i suoi Amministratori pro-tempore che hanno il dovere di tutelare il proprio territorio e i Cittadini, si sono posti qualche domanda su ciò che potrebbe accadere nell’immediato futuro di fronte a questa opera infrastrutturale, che ribadiamo necessaria ma nel contempo, inidonea come metodologia realizzativa per un territorio che presenta criticità idrogeologiche da “zona rossa”?

Intanto un’altra giornata di maltempo mostra, ancora una volta, tutta la fragilità del nostro territorio.

Come Cittadini assistiamo impotenti a ciò che sta avvenendo nel Nostro Paese per le scelte irrazionali del passato oltre che per leggi scellerate, ed il totale abbandono delle opere di manutenzione dei terreni, dei canali e dei fossi hanno fatto il resto.

Auspichiamo che le nuove generazioni di Amministratori, sia a carattere centrale che periferico, siano più avvedute e responsabili, altrimenti continuare a perseguire queste metodologie operative risulterà un delitto contro il territorio e chi ci vive.

Comitato per il territorio di Pieve a Nievole

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