PIOT DI SAN MARCELLO: CINQUE GIORNI PER UN ASCENSORE ROTTO

Un’ulteriore riprova di come funziona lo sbandierato “potenziamento" di quella che, qualche anno fa, era considerata un’eccellenza della sanità pistoiese
Piot (fu Ospedale Pacini) con ascensore fuori servizio
Piot (fu Ospedale Pacini) con ascensore fuori servizio

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Finalmente è ufficiale: l’ascensore del fu Ospedale Pacini di San Marcello, adesso Piot, è tornato a funzionare (vedi).

Si era guastato sabato 11, ed è tornato a funzionare il 15: cioè dopo cinque giorni.

Insomma, la dottoressa Sara Melani ci offre la lieta novella tramite il canale ufficiale dell’Asl 3 Pistoia, e ringrazia i volontari che hanno ubbidito al cuore e al sentimento facendo i “galoppini” su e giù per i tre piani. Perché tre piani sono tanti e la fatica certamente corrispondente.

Perché non è venuta la troika a dare una mano? Abati, Turco e Cei dove diavolo erano? Perché si dà il caso che l’ascensore ha avuto nel tempo, e anche recentemente, molti di questi “mancamenti” e quindi o il suo efficiente funzionamento ha costi insopportabili oppure, vista la fine che farà il complesso, non merita spenderci i soldi. Tanto ci sono i volontari…

Non sembri, amico lettore, se ci è concessa la confidenza, una polemichetta da poco: un ascensore bloccato per cinque giorni in una struttura sanitaria chiaramente intesa e sopportata come un costo e non come un servizio, indica chiaramente la volontà “politica” di quello che sarà il domani.

E non si venga a dire che mancavano i pezzi di ricambio o amenità simili, perché una convenzione di manutenzione, un protocollo di appalto o un semplice affidamento di manutenzione, non giustificano questo disservizio.

Che non è sgradevole in quanto tale, ma è il segnale ulteriore della volontà di scarnificare ancor più il servizio sanitario nella nostra Montagna con il vergognoso obiettivo di lucrare sulla salute per squallidi giochetti di potere.

Non finiremo mai di chiederci perché le centinaia di milioni di € spariti a Massa debbano essere “pagati” dai territori svantaggiati per posizione geografica, alla faccia della Costituzione Repubblicana e del suo art. 44 (La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane).

In questi anni, a cominciare dallo scandalo della Comunità Montana, alla lotta civile e coinvolgente delle Pettorine per la difesa dell’Ospedale, questo quotidiano, adesso e prima ancora Quarrata/news, non ha mancato di offrire il suo appoggio dando libera voce, senza censure, a tutti. È sempre mancata la “voce ufficiale” che, evidentemente, disdegna il confronto.

Accadrà, perché è nella natura delle cose, che se continueranno ad evitare il confronto scegliendo vie politiche e “sotterfugi” vari, andremo noi a prenderli. E quando dico noi, intendo dire che il disprezzo morale, la consapevolezza sempre più palese di avere a che fare con servi e non con professionisti votati al bene comune, è sempre più crescente nel sentire comune e che, in fondo in fondo, li abbiamo già in mano…

Il nostro sforzo di favorire la fiducia fra noi e voi che ci leggete si basa su un presupposto che ci accomuna tutti: la verità. E la verità è una brutta bestia; ve ne offriamo due interpretazioni:

  1. Non è mai utile complicare la verità, specialmente quando si ha bisogno di far quattrini (E. De Marchi, Giacomo l’idealista)
  2. Le verità che contano, i grandi princìpi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino (E. Biagi, Strettamente personale)

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