pistoia 17. QUARTETTO LYSKAMM, LA MUSICA DA CAMERA INTERNAZIONALE

Il giovane gruppo strumentale italiano ha vinto nel 2016 il “Premio Abbado”
Logo Pistoia Capitale

PISTOIA. Sarà il Quartetto Lyskamm il protagonista del sesto concerto della 56esima Stagione di Musica da Camera della Fondazione Pistoiese Promusica, in programma sabato 18 marzo alle 18 al saloncino della Musica di Palazzo De’ Rossi.

Biografia. ll Quartetto Lyskamm è stato fondato nel 2008 al Conservatorio di Milano ed è composto da quattro musicisti italiani – Cecilia Ziano e Clara Franziska Schötensack, primo e secondo violino, Francesca Piccioni, viola e Giorgio Casati, violoncello – e prendono il nome da una delle vette della catena del Monte Rosa, il monte Lyskamm.

Dal 2009 al 2011, il Quartetto è stato allievo del Quartetto Artemis all’Università delle Arti di Berlino e ha in seguito incontrato importanti docenti tra i quali Hatto Beyerle, Johannes Meissl, Ferenc Rados, Claus Christian Schuster, Eberhardt Feltz e il Cuarteto Casals. Nel 2016 il Borletti Buitoni Trust gli ha assegnato il premio speciale per la musica da camera intitolato alla memoria di Claudio Abbado.

Programma. La serata prevede musiche di J. Haydn, B. Bartók e M. Ravel interpretate dal giovane Quartetto italiano, fondato nel 2008 al Conservatorio di Milano.

I sessantotto quartetti per archi di Joseph Haydn segnano uno sviluppo compositivo dalle strutture del “divertimento” più settecentesche a livelli sempre più complessi e maturi. Il Quartetto op.77 n.2 in fa maggiore, con strutture della forma sonata e punte prebeethoveniane energiche e graffianti, è in quattro movimenti: Allegro moderato, Minuetto – presto, Andante, Finale. Vivace assai.

Composti fra il 1908 e il 1939, i sei quartetti per archi del compositore ungherese Béla Bartók occupano un posto di primo piano nella sua produzione cameristica. II Quartetto n.6, composto nel 1939, testimonia alcuni degli ultimi esiti della poetica musicale di Bartók, che in questo periodo della sua attività compositiva preferisce distaccarsi dagli schemi delle spigolose composizioni antecedenti al 1930 e ricorrere a disegni formali più lineari.

Il Quartetto in fa maggiore di Maurice Ravel, composto negli anni 1902-3, inaugura la produzione da camera, non cospicua ma rifinita e preziosa, del musicista francese e risulta tipicamente raveliano il culto per la forma classica che si respira in questo pezzo, che pure mostra analogie con il Quartetto op.10 di Debussy del 1894.

[cafiero – fondazione caript]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento