pistoia. “ARTE 3.0, GLI ABISSI MARINI NELLA VIDEOINSTALLAZIONE DI GIULIANA CUNÉAZ”

Matter waves chrome 2014-2016 animazione 3D
Matter waves chrome 2014-2016 animazione 3D

PISTOIA. Tutto ruota intorno al quesito Where is the tale? Dov’è la balena? Una ricerca artistica che scandaglia la realtà naturale e si immerge nella profondità degli abissi.

L’arte si fa indagine tecnologica e multidisciplinare nella personale di Giuliana Cunéaz, una delle prime artiste a partire dal 2003 ad utilizzare il 3D come linguaggio artistico, che domani, venerdì 18 marzo, presenterà il proprio lavoro alle ore 18 al museo Marino Marini.

La mostra, aperta fino al 16 aprile, è promossa dalla Fondazione Marino Marini in collaborazione con Gagliardi & Domke, Torino e Studio Copernico, Milano. Ampio ed eterogeneo il raggio di azione dell’artista che spazia dalla videoinstallazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura sino agli screen painting (schermi dipinti), una tecnica quest’ultima che lei stessa ha inventato.

L’evento

Il progetto, realizzato specificatamente per lo spazio espositivo del museo, rappresenta un’immersione totale in un unico ambiente. Lo spettatore si trova di fronte ad un’installazione che modifica radicalmente la percezione, formata da un video 3D e da tre grandi sculture che assumono una loro fisicità uscendo dallo spazio. “Quando ho visto l’ambiente del museo Marino Marini – dichiara l’artista – ho immediatamente pensato alla favola di Pinocchio e al ventre della balena, una caverna accogliente dove la dimensione dello spazio e del tempo paiono sospesi”.

Utilizza tutti i media artistici, dalla videoinstallazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura sino agli screen painting (schermi dipinti), tecnica da lei inventata.

Giuliana Cunéaz
Giuliana Cunéaz di fronte allo screen painting

Giuliana Cuneaz ha dato vita ad una videoinstallazione dove le onde, attraverso il loro respiro, sembrano depositare sul terreno oggetti misteriosi o reperti archeologici in continua metamorfosi che diventano parte di un intenso processo di vita.

Attraverso l’uso delle nanotecnologie, l’artista manipola le forme alterandone i significati e attribuendo loro una nuova identità dove le regole del visibile sono messe in discussione. Dal video, poi, emergono alcuni elementi che prendono posizione nell’ambiente trasformato del museo, quasi a voler imporre una loro presenza in un contesto dove si crea una stretta relazione tra la modellazione 3D del video e la plasticità delle forme. La mostra è curata da Lorenzo Madaro.

“Il suo rimane un paesaggio virtuale – aggiunge il curatore – d’altronde la militanza ormai lunga nell’ambito delle tecnologie digitali ha segnato profondamente il lavoro dell’artista, che lei adotta con disinvolta e al contempo studiata concentrazione per sollecitare un coinvolgimento sensoriale, immersivo e quindi totalizzante”.

L’artista

Giuliana Cunéaz (Aosta, 1959) vive e lavora ad Aosta e Milano. Dagli anni Novanta inizia un’indagine dove la ricerca plastica si coniuga con le sperimentazioni video e dal 2003 è tra le prime artiste ad utilizzare il 3D. L’acquisizione dei nuovi strumenti tecnologici rientra nell’ambito di una ricerca dove l’artista utilizza gli elementi tratti dal mondo della scienza e della nanoscienza per trasformarli in un paesaggio virtuale che interagisce con i dati naturali. Le prime esposizioni pubbliche risalgono agli anni Novanta. Info: www.giulianacuneaz.com.

Il museo Marini
Il museo Marini

[dugo – fondazione marini]

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