pistoia basket. TESI GROUP, LA GRANDE AMAREZZA

Martino Mastellari [foto Maestripieri]
Martino Mastellari [foto Maestripieri]
PISTOIA. Era la partita più importante dell’anno, l’abbiamo affrontata senza un titolare, con Mastellari in quintetto base, con Severini in campo per tre minuti, con Amato, che fino a prova contraria rappresenta il rinforzo preso a stagione in corso, utilizzato per soli 5 miseri minuti.

Questa è la rappresentazione della realtà, potrei chiudere il pezzo qui. Ognuno ha la sua visione, qualcuno ipotizzerà motivi vari per cui siamo saliti in laguna in queste condizioni e non vi è dubbio che tutti, più o meno, avremmo avuto ricette diverse fossimo stati nella stanza dei bottoni. Resta il fatto che quelli sono dati oggettivi e tutto il resto ha il sapore della filosofia sterile, buona solo per il rimpianto.

Sia ben chiaro, sono amareggiato anche io. Poi però leggo alcuni dati e mi convinco che devo farmene una ragione. La valutazione finale è un agghiacciante 59 complessivo. Qualcuno punta l’indice sulla lunetta ed avendo perso sul filo di lana la cosa può anche avere senso, tuttavia questa è una squadra che sta mettendo in mostra numeri più generali che sarebbero allarmanti non fossimo a due partite dal termine della stagione regolare.

Alcuni dati e considerazioni in ordine sparso. Non giochiamo nemmeno male, tiriamo forzando sulla sirena dei 24 secondi solo in rarissime occasioni, si vede un gioco che ha un senso e che continua ad essere bilanciato tra le scelte di tiro dalla lunga e da sotto, tuttavia, ahinoi, non facciamo più canestro. Il dato dal perimetro è all’altezza del torneo del Villone. Facciamo tiri ad alta percentuale e ne entrano pochissimi, del resto non possiamo nemmeno sperare che la difesa avversaria si sposti e ci lasci appoggiare a canestro.

In verità, qualcuno autorizzato a pensarlo c’è e si chiama Tonut, giovane figlio d’arte. Quei punti in contropiede 1 vs 0 gridano ancora vendetta e dopo due giorni sono ancora a chiedermi come sia possibile che, nella singola partita, una cosa del genere possa accadere più di una volta, a maggior ragione nello stesso quarto.

Giulio Iozzelli [foto Maestripieri]
Giulio Iozzelli [foto Maestripieri]
Insomma, a Venezia siamo stati sconfitti da una squadra fuori portata solo sulla carta ed abbiamo perso un treno importante. Abbiamo messo in mostra alcune lacune tecniche talmente grosse che viene quasi da chiedersi, francamente, come sia stato possibile vincere tutte quelle partite nel girone di andata. Ognuno ha la sua risposta, io dico che Vincenzino va fatto santo subito. Abbiamo avuto anche molta fortuna in tante occasioni, senza dubbio, ma quella dispendiosa macchina da guerra, che oggi certamente paga dazio in termini di fiato corto, è stato un piccolo capolavoro dello staff tecnico.

Insomma, finché c’è stata uva da spremere l’oste ci ha servito in tavola un ottimo vino, poi ci sarebbe stato bisogno di tornare sul mercato, per un lungo forse o comunque per tamponare l’emergenza in regia, ma non è stato fatto. In molti, quasi tutti, hanno speso, noi no.  L’unico arrivo è stato, come sappiamo, Amato, che lunedì sera ha visto il campo meno di Mastellari. Non c’è altro da aggiungere. Non c’è polemica, ovviamente, perché tutti siamo consapevoli di chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo arrivare, lo sappiamo a memoria ed è inutile ribadirlo.

Vanno considerati altri fattori, però, perché altrimenti nella valutazioni generali e nei paragoni con le prime due stagioni di massima serie si rischia di cadere in alcune assurdità. La prima è che la quota salvezza, tradizionalmente fissata a venti punti, quest’anno si è alzata di almeno 2 punti, ma per la tranquillità ne sono necessari ben 24. Un dato, questo, che dimostra un maggior equilibrio ed una difficoltà nel giocare le partite oggettivamente più alta delle scorse stagioni, vista l’assenza di quel paio di squadre che hanno sempre fatto da materasso.

La seconda è che quest’anno ci siamo divertiti. Vero, lo abbiamo fatto nel girone sbagliato, ma sfido io qualcuno a venirmi a dire che le emozioni siano state banali, sfido chiunque a ricordarmi un momento di noia nella stagione. La terza è che, dovessimo arrivare noni, ripartiremo per il quarto anno consecutivo in serie A, consapevoli di avere uno staff che sa costruire le squadre senza doverle ritoccare una volta al mese di media e che, ahinoi, il nostro bravo Amato non può essere considerato un rinforzo alla Kangur, per fare un nome a caso. Considerate le grandi perplessità di giugno scorso non mi sembrano risultati banali.

Nel frattempo nulla è ancora perduto. La classifica dice che con le ultime due partite possiamo passare dalla beffa del nono posto ad un piazzamento playoff di tutto rispetto. Arrivano i campioni in carica, l’unica squadra probabilmente più lunatica della nostra. Sarà uno spettacolo di partita, io ci credo e sono curioso di vedere cosa sapranno fare i nostri beniamini. Nell’attesa, mi gusto il dvd Pistoia Loves Basket volume 2, di cui vi consiglio caldamente la visione muniti di pacchetti di scottex. Un tuffo nel passato, dalla tigre Casalini, passando per Piperno, Lasi, Matteo, Fiorello fino alla massima serie. Più di due ore di emozioni e di ricordi, la storia di una società di basket che è la storia della nostra vita. Buona visione.

[Luca Cipriani]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento