pistoia. CINQUE NUOVE VARIANTI URBANISTICHE

Veduta aerea dell’area Pallavicini
Veduta aerea dell’area Pallavicini

PISTOIA. Consistente riduzione delle previsioni edificatorie, più verde e percorsi ciclabili nell’area ex Pallavicini; un grande giardino pubblico che dalla cinta muraria del viale Arcadia penetri nel cuore della città storica fino al complesso di San Bartolomeo; la ristrutturazione del tratto a sud del viale Adua, con la riqualificazione dell’area-Coop; l’individuazione e valorizzazione della “Ippovia di San Jacopo” e dei maneggi pistoiesi; la formazione del Parco fluviale dell’Ombrone per tutelare la biodiversità limitando drasticamente la possibilità di nuova edificazione e di trasformazioni urbanistiche.

Sono questi i progetti per i quali, nei prossimi mesi, gli uffici del servizio Governo del territorio dovranno elaborare specifiche proposte di varianti urbanistiche. Lo ha stabilito la giunta comunale con un atto di indirizzo deliberato nei giorni scorsi.

Le linee guida dettate dalla giunta proseguono su un percorso già intrapreso dall’amministrazione che intende favorire interventi di rigenerazione urbana e di riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, prevedendo al contempo una maggiore dotazione di standard pubblici, con il potenziamento del verde pubblico di qualità e l’estensione dei percorsi ciclopedonali per collegare, attraverso la mobilità dolce, il centro storico ai quartieri.

Ecco nel dettaglio le cinque varianti previste:

Ripianificazione dell’area ex Pallavicini

Il piano urbanistico dell’area ex Pallavicini è stato approvato dal consiglio comunale nell’ottobre del 2000; nel dicembre dello stesso anno è stata poi siglata la convenzione con la Società Sirim spa, che disciplinava la realizzazione delle opere di urbanizzazione e dei nove interventi edificatori in esso previsti.

Area ex Pallavicini, degrado 1
Area ex Pallavicini

Il piano stabiliva sia le quantità massime ammissibili delle destinazioni commerciali con superficie di vendita che la loro localizzazione, concentrandola interamente nel solo centro commerciale di Panorama.

L’attuazione del piano, nel corso della sua validità, è stata parziale ed ha visto la realizzazione delle sole opere di urbanizzazione e dei comparti più consistenti e appetibili da parte del mercato immobiliare, primo fra tutti il centro commerciale.

I proprietari dei lotti ancora inedificati (oggi di società diverse dalla originaria società lottizzante Sirim S.p.A.) hanno fatto nel tempo istanza di permessi di costruire, senza però portare a termine l’iter amministrativo; solo la Società Sirim Investimenti s.r.l., titolare del lotto posto a nord del centro commerciale, ha realizzato il fabbricato di circa 17 mila mq.

I lottizzanti hanno più volte chiesto un ampliamento della superficie di vendita per gli edifici diversi dal centro commerciale, ma l’amministrazione ha sempre rifiutato tale richiesta perché in contrasto con la convenzione siglata. A tali dinieghi sono seguiti anche alcuni ricorsi al Tar, il cui esito però è sempre stato favorevole per il Comune. La possibilità di ampliare la superficie di vendita e prevederla in zone diverse da Panorama, infatti, non è esclusa in assoluto, ma deve essere approvata dal consiglio comunale modificando la convenzione approvata e sottoscritta.

Le società, dunque, a seguito delle sentenze del Tar, hanno proposto una revisione del piano attuativo sulla base di obiettivi indicati dall’amministrazione, quali la riduzione significativa dell’edificato in favore di una maggiore dotazione di standard pubblici da destinare in particolare al potenziamento del verde e la definizione di coerenti percorsi ciclopedonali per collegare l’area con la città storica e con i quartieri limitrofi, quali le Fornaci e, in prospettiva, Pontenuovo.

Tale proposta, però, non ha potuto proseguire il suo iter amministrativo in quanto non ha raccolto la sottoscrizione di tutti proprietari dei lotti. Queste vicende è evidentemente – hanno condizionato il completamento dell’area ex Pallavicini, dando luogo ad un tessuto urbano fortemente disomogeneo e incompiuto.

Adesso, trascorsi oltre 10 anni dalla sigla della convenzione e avendo dunque il piano perduto efficacia per la parte non ancora attuata, l’amministrazione intende procedere con una variante urbanistica che ridefinisca l’area in maniera coerente con gli indirizzi del programma di mandato del sindaco Bertinelli, e cioè attraverso un significativo contenimento del consumo di nuovo suolo – con il quasi azzeramento degli indici edificatori per le parti non ancora edificate – e una maggiore dotazione di verde e connessioni ciclopedonali.

Verde pubblico dal viale Arcadia a piazza San Bartolomeo

Auto in piazza San Bartolomeo. 2
Piazza San Bartolomeo

L’atto di indirizzo approvato dalla giunta chiede la stesura di una variante urbanistica per la parziale ripianificazione dell’area compresa tra via dei Baroni e il viale Arcadia, per rendere concretamente realizzabile la previsione di un grande parco urbano che, attraversato da percorsi ciclabili e pedonali, dal viale Arcadia penetri sino all’abside della chiesa di San Bartolomeo, nel cuore medievale della città storica, riconnettendo e ulteriormente qualificando le già presenti aree a verde.

Nell’attuale regolamento urbanistico i perimetri della prevista area a verde pubblico lambiscono i fronti delle abitazioni attualmente proprietarie di tali aree, senza alcuna possibilità di mantenere, ancorché ridimensionata, alcuna pertinenza privata; tale condizione, unita alla necessità da parte del Comune di acquisire dai privati vaste aree per la realizzazione del parco pubblico, rendono molto difficile e onerosa l’attuazione di tale previsione.

La variante, dunque, pur mantenendo inalterata la destinazione a verde dell’area attualmente destinata a verde pubblico, dovrà in modo equilibrato ed in accordo con i proprietari, ridefinirne i confini, consentendo di mantenere una parte prospiciente le abitazioni a verde privato ed acquisire alla proprietà pubblica vaste aree di parco.

Riqualificazione area-Coop del viale Adua

Viale Adua a Pistoia
Viale Adua a Pistoia

Più verde, più standard pubblici e ristrutturazione del tratto a sud del viale Adua, con particolare riferimento all’incrocio con via Spartitoio: questi gli obiettivi della terza variante urbanistica prevista dall’atto di indirizzo deliberato dalla giunta.

Una variante, strettamente connessa a quella in corso di adozione per il prolungamento di via Salvo d’Acquisto, la cui realizzazione è infatti funzionale alla riqualificazione del viale Adua e alla sua trasformazione da viabilità di interquartiere a viabilità di quartiere, e al rafforzamento del suo carattere di “Centro commerciale naturale”.

La nuova pianificazione dell’area-Coop sarà dunque orientata, da un lato, alla riqualificazione dell’area attualmente in stato di degrado, incrementando gli standard pubblici – in particolare le aree a verde pubblico – e riordinando l’edificato esistente, e dall’altro alla ristrutturazione del tratto a sud del viale Adua, compresa appunto l’intersezione tra viale Adua e via dello Spartitoio.

Individuazione della “Ippovia di San Jacopo” e dei maneggi

L’area del San Jacopo
L’area del San Jacopo

Il regolamento urbanistico non contempla alcuna norma riguardante le aree occupate da maneggi, né individua il percorso della ippovia di San Jacopo perimetrato invece dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto interregionale sul Turismo equestre “Ippovie Toscane”.

L’amministrazione ha dunque rilevato la necessità di procedere alla redazione di una variante urbanistica che superi queste carenze ed anzi incentivi la promozione turistica del territorio pistoiese, anche attraverso il sistema delle ippovie.

In tale senso, la variante avrà gli obiettivi di promuovere una maggiore manutenzione e un più forte presidio del territorio (dai sentieri ai cigli, dai muretti a secco alle opere di regimazione delle acque, fino alle aree boscate); una più efficace valorizzazione dei centri equestri e equi-turistici già esistenti sul territorio – o in procinto di costituirsi – collegandoli, laddove possibile, con l’ippovia di San Jacopo; la promozione di un indotto capace di innescare un circolo virtuoso di natura economica anche in zone più depresse o periferiche, caratterizzate spesso da un’incuria che, nel tempo, ha causato anche fenomeni di dissesto idrogeologico e ambientale.

Formazione del parco fluviale dell’Ombrone

L’Ombrone a monte di Gello
L’Ombrone a monte di Gello

Nel luglio del 2013, la consulta tecnica regionale per le aree protette e la biodiversità si è espressa favorevolmente all’istituzione dell’Anpil “Torrente Ombrone Pistoiese” sulla base della proposta avanzata dall’amministrazione comunale.

Nel marzo del 2015, però, la stessa Regione ha abrogato la legge che permetteva l’istituzione delle Anpil, prevedendo il mantenimento del solo sistema regionale delle aree naturali protette, costituito dai parchi regionali e dalle riserve naturali regionali.

L’amministrazione, dunque, volendo perseguire comunque l’obiettivo della protezione degli habitat naturali del fiume Ombrone, intende variare il regolamento urbanistico per individuare e normare l’area da destinare a parco fluviale, il cui perimetro dovrà includere anche i laghi Primavera ed il sistema idrografico afferente il fiume Ombrone, la cui definizione farà certamente tesoro anche della ricerca scientifica prodotta in occasione della istituzione dell’Anpil.

L’obiettivo dell’istituzione del parco fluviale è non solo quello della tutela, ma anche del miglioramento complessivo della biodiversità di Pistoia, attraverso il significativo contenimento delle possibilità di ulteriori edificazioni e trasformazioni dell’area.

Nell’elaborazione delle varianti urbanistiche sarà garantita la partecipazione dei cittadini, che potranno presentare le proprie osservazioni al fine di migliorare i progetti elaborati dal Comune e renderli così più rispondenti alle proprie esigenze.

[balloni – comune pistoia]

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