PISTOIA E LA TOTALE ANARCHIA DELLE REGOLE. GERI: «ANCHE A CAPOSTRADA»

«Sulle strisce del divieto ci sono sempre auto in sosta: meglio una bella “P” e il Comune avrebbe risparmiato la vernice o la figura di chi non è in grado di far rispettare le proprie regole»
Sosta selvaggia a Capostrada
Sosta selvaggia a Capostrada

PISTOIA. Risolleviamo nuovamente l’attenzione sulle numerose situazioni di irregolarità diffuse, conclamate e accettate un po’ da tutti i pistoiesi, in primis dalle autorità e dalle forze dell’ordine pagate con soldi pubblici per controllare e, con sanzioni o altre vie, cercare di eliminare ogni tipo di abuso.

Ad esempio, per quanto riguarda la postazione fissa di abusivi, sette giorni su setta e a partire dal tardo pomeriggio in Via degli Orafi, sarebbe interessante sapere chi sono i fornitori della merce ed identificare i vari passaggi della filiera che porta i gadget (occhiali, indumenti sportivi etc) ai venditori finali.

Relativamente ai vari “operatori” ed “operatrici” dell’accattonaggio o della sosta abusiva, complessivamente quasi una sessantina di addetti/e in città, è noto che alcune donne di colore, per arrotondare, contrattano direttamente le prestazioni sessuali ed è verosimile ritenere che al parcheggio di Porta al Borgo, nonostante gli arresti per droga dello scorso aprile, sia ancora attivo e fiorente il commercio di sostanze stupefacenti. Insomma, niente di nuovo sotto il sole della città di tutti…

I parcheggi di Capostrada
I parcheggi di Capostrada

In ogni caso, seppur costituisca un dettaglio ininfluente sull’andamento economico, sociale, legalitario e politico locale, continueremo a far pubblicamente presente alla dottoressa Annalisa Giunti, la dirigente ad interim della polizia municipale, che tutti i santi giorni ci sono automobili posteggiate proprio di fronte al divieto di sosta di San Michele in Cioncio. Se il Sindaco volesse sanare la grottesca e paradossale situazioni per cui i suoi vigili non sono in grado di far rispettare il codice della strada in una così elementare circostanza, basterebbe che facesse rimuovere il divieto.

La sosta selvaggia, al netto del clamoroso caso di San Michele in Cioncio, costituisce però una piaga un po’ ovunque sistematica. Abbiamo infatti esteso il reportage sul tema effettuando qualche sopralluogo anche nelle periferie. Abbiamo sentito Fabrizio Geri, dentista e ambientalista, che lavora a Capostrada:

Sosta quotidiana e selvaggia in San Michele in Cioncio
Sosta quotidiana e selvaggia in San Michele in Cioncio

«Bisognerebbe che la polizia municipale fosse presente sul territorio, non per sanzionare, ma per educare. Qui ci sono due parcheggi, quello davanti alla chiesa e quello di Via dei Barbi, quasi sempre vuoti perché c’è l’abitudine di parcheggiare sul marciapiede o sul divieto di sosta. Il buon senso dovrebbe portare a formule come la sosta del quarto d’ora o dei venti minuti, in modo che l’interesse dei commercianti sia soddisfatto. Infatti chi passa e si ferma in un esercizio commerciale ha bisogno massimo di un quarto d’ora: chi si deve fermare per un’ora può benissimo fare 80 metri e lasciare il proprio mezzo al parcheggio. Invece qui all’incrocio, dove ci sono le strisce del divieto, ci sono sempre auto in sosta: il comune faceva prima a non far nulla o a segnalare una bella “P”: avrebbe risparmiato la vernice o la figura di chi non è in grado di far rispettare le proprie regole».

Fabrizio Geri pone anche il problema più generale della viabilità: «Quando ero in Consiglio Comunale proposi una mini rotatoria qui all’incrocio di Viale Adua e Via Dalmazia: si potrebbe ridurre la velocità pericolosa di qualche citrullo che ogni tanto sfreccia a tutta velocità e risolvere il problema delle auto che, ferme in sosta dove non dovrebbero stare, ostruiscono la visuale a chi deve curvare. Venne anche il funzionario alla mobilità, l’ingegner Pasquali, con una piccola équipe, ma non se ne è saputo più niente. Nonostante attualmente ci sia un consigliere che a Capostrada ha preso un sacco di preferenze ma che paradossalmente non si è mai sentito sui problemi della zona».

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11 thoughts on “PISTOIA E LA TOTALE ANARCHIA DELLE REGOLE. GERI: «ANCHE A CAPOSTRADA»

  1. Bravo Lorenzo!
    Hai fatto bene a tornare sull’argomento, perché le cose da dire non erano certo finite nelle precedenti puntate.
    Intanto, anche una persona che conosco e gode della mia piena fiducia, ha confermato la circostanza dello spaccio di stupefacenti al parcheggio di Porta al Borgo, peraltro continuamente e senza alcun bisogno presidiato da personaggi di colore che stanno lì con la scusa di indicare i posti liberi quando, in certi giorni, anche un cieco li vedrebbe da solo, tanti ce ne sono.
    E poi, al lungo elenco delle cose che non vanno, vorrei aggiungere l’annoso problema della sosta selvaggia in un ristretto tratto di Via Spartitoio posto tra la fine di Via Monteverdi ed il passaggio a livello della Ferrovia Porrettana. Sosta selvaggia che nei momenti in cui il passaggio a livello predetto si chiude e si riapre per il passaggio del treno, causa veri e propri ingorghi, dovuti ai cialtroni che lasciano le rispettive vetture ad ostruire la carreggiata e rendere difficile qualsiasi tipo di manovra, specie per chi viene da Via Monteverdi. Tale stato di cose è dovuto alla esistenza di un negozio di nome “Non Solo Fumo” in cui si danno convegno ogni sorta di perdigiorno e ludopatici, attratti dalle macchinine mangiasoldi presenti nel negozio, oltre che dalla possibilità di effettuarvi ogni tipo di scommesse. I vigili, a quanto mi risulta, si sono fatti vivi anni fa perché tirati per i capelli in seguito alle proteste, immagino, di alcuni abitanti della zona, ma poi non si sono più fatti vedere.
    Preferiscono, magari, andare a fare gli occhiuti censori dei dischi orari di alcune macchine parcheggiate in zona stazione, in maniera comunque regolarissima, per poi tornarsene, comodi comodi al comando di Via Pertini.
    Inoltre, vorrei segnalare la situazione di Viale Antonelli, lungo la cui carreggiata le macchine vengono da sempre parcheggiate a dispetto del divieto di sosta, rendendo spesso problematico lo scambio tra chi sale e chi scende. Io stesso, stamani intorno alle 12.20, mi sono dovuto fermare con due ruote sul marciapiede mentre scendevo, per far passare l’autobus del servizio urbano che saliva verso Candeglia; ed anche qui, da anni, tutti zitti e fermi.
    Ed allora, concludo dicendo che non sarebbe male, intanto, cercare di capire qualcosa sulla reale dotazione organica dei vigili di Pistoia e vedere, ad es, quanti stanno in ufficio e quanti veramente sono impegnati nei servizi esterni, ecc. E quando veramente siamo sicuri del fatto nostro, (come nel caso clamoroso delle soste davanti a San Michele in Cioncio, ma non solo) iniziare a fare dei begli esposti-denuncia alla magistratura (per omissione di atti, ad es). E vediamo chi la spunta.
    Piero

  2. nei mesi scorsi avevo messo un commento su le soste selvagge davanti a locali pubblici leggasi CIRCOLI E CASE DEL POPOLO marcate PD dove è VIETATO fare le multe….cito due esempi, tra i tanti, la CASA del POPOLO sita in località SPERONE, la CASA del POPOLO sita in località SPAZZAVENTO e voglio abbondare cito anche il CIRCOLO SCINTILLA sito in SAN MICHELE AGLIANA,,AGLIANA un paese GESTITO da PERSONE da NEURODELIRI

  3. Buongiorno. Condivido appieno l’articolo del Sig. Cristofani e la risposta del Sig. Piero circa la grande inciviltà dei cittadini e, di conseguenza, della grande incapacità dell’amministrazione di contenere questa situazione che, come sempre, va a danno solo e solamente di tutte quelle persone che invece si comportano secondo le regole. Tuttavia, oltre ai casi qui segnalati, vorrei portare l’attenzione anche su un’altra dilagante ‘piaga’: il parcheggio in senso opposto a quello di marcia (ovviamente vietato dal Codice della Strada – art. 157 co. 2). Ovviamente non ho mai e ripeto mai visto un vigile che fosse uno che abbia sanzionato questa pericolosissima infrazione. Pericolosa perché le macchine per parcheggiare o ripartire dopo la sosta (vietata) sono costrette a tagliare la strada ai mezzi (macchine, motorini, biciclette…) che transitano nel senso di marcia opposto, spesso fermandosi in mezzo alla strada, ostruendo pericolosamente la visuale. Per non parlare di quando sono parcheggiate addirittura in prossimità di curve ‘cieche’ (vedere i parcheggi in prossimità dell’innesto di Via Gherardeschi con il Viale Petrocchi). Ovviamente basterebbe che l’amministrazione sanzionasse (legittimamente) questi comportamenti scorretti e fuorilegge, per risanare (legittimamente) anche un pò le casse comunali senza dover rinegoziare i mutui. Saluti. T. Bencini.

  4. E, già che ci sono, faccio un aggiornamento dell’ignoranza e della cialtroneria che regna in città.
    Stamani verso le 11.00 sono passato in quell’area chiamata “Parco Pubblico” che sta tra Corso Gramsci (accesso immediatamente a monte del Liceo Classico) e Via Curtatone e Montanara, attraversando anche Via Borgostretto.
    Ebbene, in quell’area, delimitata tra l’altro dalla parte nord del suddetto Liceo Classico, con tanto di porta di accesso al medesimo, giacevano a terra, prevalentemente nella zona erbosa, decine e decine di bottiglie di plastica, nonostante vari cestini di raccolta, per niente pieni, facessero bella mostra di sé. Tutto questo è, con ogni probabilità, il residuo di quanto rimane di una festa di fine anno degli studenti dell’attiguo liceo.
    Ed allora, se le cose stanno così, mi viene da dire: bella vergogna, per i giovani che hanno fatto questo, in barba al fatto di appartenere alla scuola più elitaria di Pistoia, dove si disquisisce in greco e latino, ma anche nelle forme più dotte della lingua italiana. E bella vergogna per i loro genitori che non hanno loro insegnato niente dei fondamenti dell’educazione, mentre magari li hanno assecondati eccome nelle loro stupide dipendenze e alienazioni da cellulare ed altri strumenti collegati.
    E, mi viene da dire: un po’ di vergogna, forse, dovrebbero provarla anche gli insegnanti, che non si sono probabilmente mai accorti di avere alle mani una tale banda di ignoranti, che tali sono e rimangono anche se conoscono il “De Bello Gallico” o la Divina Commedia a memoria. (Ma non ci metterei la mano sul fuoco).
    Piero

  5. Buona sera!…questo non me lo potevo perdere…dunque, si da il caso che escludendo la Forestale, i Vigili Urbani e la Polizia, l’Italia è un paese armato fino ai denti. Ha il 12° esercito al mondo per numero di arruolati, dove per esercito intendiamo genericamente tutto il resto, compresi Carabinieri e GdF. E dove è tutta sta gente? Bo!…io so solo che i militari della Marini sono tanti e stanno, esercitazioni a parte, chiusi nella loro grande caserma, che non vedi mai più di una volante per turno dei carabinieri e una della polizia, che i vigili son quasi tutte donne, che passeggiano in centro e danno comode multe ai poveracci che tardano di 5 minuti alla scadenza del parchimetro e che, essendo donne ( e vabbè sarò tacciato di vetero maschilismo…ma a un certo punto diventa una questione di forza muscolare…bisognerebbe anche capire che non tutti gli impieghi pubblici devono diventare un ufficio di collocamento di manodopera femminile) col cavolo che vanno a questionare coi watussi che stendono la loro merce abusiva in Via degli Orafi. In questo modo è chiaro che il territorio non lo controlli. Quindi? Quindi la proposta è semplice, a costo zero e quindi non sarà mai presa in considerazione: prendiamo tutti (lasciamo in ufficio solo quelli strettamente necessari) quelli che stanno chiusi nelle caserme, nelle Questure, negli uffici dei Vigili e sono tantissimi (l’80%?) e mandiamoli a piedi a pattugliare ogni quartiere cittadino e periferico a coppie…ogni coppia si prende un quadrilatero cittadino, che ne so, una coppia fra Piazza Mazzini, Porta al Borgo, Via Antonini, un’altra va dal Manzoni al Pacinotti…e via così. Sò già che le belle anime pure che si beano di loro stesse ai convegni boldrineschi griderebbero alla militarizzazione, direbbero che non è un bel vedere…ma sicuramente la città sarebbe ben controllata e scommettiamo che la microcriminalità si ridurrebbe pressochè a zero? Non importa andare in giro coi pistoloni in bella evidenza…basta la presenza costante. Anche di notte. Per quanto riguarda il resto dei problemi di decoro urbano, basterebbe un’ordinanza del Sindaco: “è fatto divieto di liberarsi di qualsiasi oggetto al di fuori dei punti di raccolta preposti, pena una multa da 500 euro”. Ora…lo so…vi sembrerà esagerato, eppure, se non si comincia a dare multe spropositate anche per una cicca di sigaretta, non cambierà mai nulla. Bisognerbbe istituirla e poi darle senza pietà, senza riguardi, ma mi sembra che il nostro sindaco, come del resto quelli di quasi tutte le città italiane sia poco propenso a giocarsi così la prossima rielezione. Eppure c’è un paese che fa scuola in tal senso: Singapore. 40 anni fa era uno dei paesi più corrotti e anche sporchi al mondo. Poi, il presidente-dittatore di turno ha stabilito multe pesantissime per chi sporcava (ci sono i posaceneri per strada) e 30 anni di galera, da farsi tutti, per chi prende mazzette. Il risultato è che Singapore è pulita e la corruzzione è a livelli bassissimi. (mi dilungo e divago…a Singapore praticamente tutto è statale e lo Stato opera pienamente in un’economia liberista…è una specie di contraddizione in termini…ma pare vada a gonfie vele, sfuggendo così a tutte le teorie economiche sei soloni che contrappongono il liberismo allo statalismo…in pratica riescono ad attrarre tantissimi investimenti privati su attività che però appartengono allo stato…forse perchè hanno eliminato i corrotti e gestiscono bene le aziende con uomini capaci?)
    Vabbè, non so se sono stato proprio attinente. Comunque in generale in Italia non butta bene e ho l’impressione che Salvini darà molto più filo da torcere a Renzi di quanto al momento non possa apparire…del resto sono gli unici che trovano un tantino disdicevole che un ragazzotto salvadoregno tagli di netto un braccio ad un capotreno per non fare il biglietto….(quanto impiegherà il giudice di turno a rimetterlo in circolazione col suo bel machete da giovane marmotta?)
    Buona serata!
    Massimo Scalas
    Massimo Scalas

  6. L’intervento di Massimo Scalas coglie nel segno, come sempre, e contiene informazioni oggettive e verificabili (per chi abbia la voglia e la buona fede per farlo)..
    Quanto alla “militarizzazione”, c’è modo e modo di farla. Se fosse attuata da personale ben preparato ed equilibrato in tutti i sensi (scelto al termine di opportuni corsi ed esami); da personale che usa la forza solo quando necessario, con chi è necessario, e nella misura in cui è necessario farlo, nessuno che non sia in malafede o disinformato avrebbe argomenti per strillare e sollevare polveroni.
    Quanto ai sindaci (ma a tutte le autorità elettive in genere), sarebbe ora che cominciassero a pensare non ai voti che perdono se fanno rispettare leggi e regole, ma a quelli, assai di più, che potrebbero perdere se non le fanno rispettare.
    Se l’Italia fosse un Paese civile e maturo, dovrebbe essere così da sempre, automaticamente. Da noi, evidentemente, siamo ancora ben lontani da questo, ed ho avuto modo di rendermene conto personalmente in trentasei anni di impiego pubblico, tra “fu” Comunità Montana e Regione Toscana.
    Piero.

  7. Buongiorno Piero!…tenga duro…uno che sopravvive alla Comunità Montana può fare di tutto nella vita: chissà forse un giorno sarà il primo pistoiese nello spazio insieme alla Cristoforetti
    Buona domenica!
    Massimo Scalas

  8. Grazie della stima, Massimo. Per tutto il resto si può discutere, ma per lo spazio sarà un po’ difficile. Soffro sia di vertigini che di agorafobia, a certi livelli.
    Scherzi a parte, la mia esperienza in Comunità Montana finì nel 1992. C’erano già certe teste di rapa inamovibili che hanno resistito fino alla fine ed anche oltre, senza mai capire che era arrivato il momento di togliere il disturbo (Casomai non lo avessero ancora compreso, spero che ci pensi, alla fine, la magistratura). Però, per certi aspetti, a quei tempi poteva avere un senso, la Comunità Montana. Il buio pesto è arrivato dopo.
    Piero

    1. La Comunità Montana aveva e avrebbe avuto senso eccome, se non si fosse alla fine rivelata il solito carrozzone , duplicato di altri carrozzoni. Peccato, perchè la montagna è territorio difficile da vivere, ma comunque da preservare.
      Massimo Scalas

  9. Ricordo tanti bei lavori degli operai della Comunità Montana ma in futuro una buona parte della nostra montagna rischia l’estinsione chi abiterà fra trent’anni a Torri, Treppio, Lancisa, Spignana, Calamecca, Crespole ecc?

  10. Visto che, anche giustamente e senza per questo andare fuori tema siamo passati a parlare di montagna, rispondo sia a Massimo che ad Emanuela.
    Si, la Comunità Montana avrebbe avuto un senso, eccome. Tutto parte, però, secondo me, da un concetto fondamentale ed elementare: se nelle cose ci si crede davvero, oppure si fa per fare.
    Chi ci ha creduto davvero, ha avuto Comunità Montane, come fu quella del Casentino, ad es, davanti alle quali togliersi di cappello. Chi ha usato la Comunità Montana solo come serbatoio per politicanti insulsi, mediocri e trombati, ha fatto la fine che ha fatto la Comunità Montana Appennino Pistoiese, al di là delle questioni di rilievo penale che sappiamo.
    Quanto agli operai, certo, ha ragione Emanuela, e, visto che abita in montagna, anche se non so dove con precisione, forse ha conosciuto capisquadra come Alfio o Ivano di Maresca, Romolo del Melo, Michele od Onorio di Torri, o altri ancora (parlo di persone che c’erano oltre venti anni fa). Signori operai, concordo; ma se una mattina arrivava un assessorino che li dirottava, per motivi di clientela e al di fuori di ogni logica, dal lavoro che stavano facendo, per mandarli magari a sistemare il muretto o la stradina del compagno o dell’amico, loro dovevano andare, tanto per fare un piccolo e banalissimo esempio; ed allora, è chiaro che i grandi discorsi sulla programmazione, sulla pianificazione, sulla progettazione razionale, sull’ordine prioritario delle cose da fare, e via cantando con i vari bla-bla, andavano a farsi friggere, come ben si può comprendere.
    Piero

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