pistoia-elezioni. BERTINELLI: PROGRAMMA POLITICO O SERIE DI FANDONIE?

Riflessioni intorno alla figura e all’opera del Sindaco uscente
Samuele Bertinelli, Sindaco di Pistoia

PISTOIA. Non è nostra abitudine, nel corso di una campagna elettorale, mettere il naso ed esprimere critiche verso i candidati e le liste concorrenti con la nostra. Ma, quando ai nostri occhi balzano situazioni di evidente stortura ed incoerenza, questo diventa inevitabile.

In particolare, ci sembra necessario puntare gli occhi sul programma del sindaco uscente. Un programma, tra l’altro redatto e diffuso con una dovizia di mezzi economici sconosciuta a tanti altri (particolare perfettamente legittimo, ci mancherebbe, ma che non può non stonare un pochino, dal punto di vista etico e di immagine).

Un programma  in cui insospettisce subito il fatto che le promesse arrivino ad un livello di dettaglio quasi estremo, ma in cui abilmente si finge di dimenticare che tante cose (quasi le stesse) erano già state promesse cinque anni fa senza mai essere state realizzate. Non ci sembra il massimo della correttezza cercare di servire su un piatto di argento le stesse promesse spacciandole per fresche.

Tra l’altro, in un momento di scarse risorse per tutto e per tutti, con quali soldi verrebbe fatto tutto quanto viene millantato, quando non lo si è fatto finora? Pensa, il sindaco, che le risorse che lui stesso, tante volte, ha dato per mancanti, si materializzeranno miracolosamente in Piazza Duomo la mattina del 12/6 in caso di sua vittoria?

Particolarmente ridicoli sono poi quei punti del programma in cui si parla di “cura della città”, millantando opere volte a restituire alla medesima un minimo di decoro, e sulle quali, durante il mandato che si sta concludendo, non si è mosso un dito. Pistoia, da tanto tempo, è una città letteralmente indecorosa in tanti suoi particolari (la sporcizia, i marciapiedi con le mattonelle traballanti, le erbacce diffuse lungo tanti cigli delle strade, le mura urbane spesso in pessimo stato di conservazione e manutenzione, le tante “terre di nessuno” completamente fuori controllo, ecc.). Tutto il contrario, ad es., di Lucca, città pulita, decorosa, ordinata e ben presentabile al turista, dove tutto ciò si ottiene, tra l’altro, con un apparato comunale anche più ridotto rispetto a quello, elefantiaco e mal gestito di Pistoia.

Così come quando si parla di “rispetto della legalità” in una città nella quale, in certi luoghi ed ore si è da tempo materializzato un festival dello spaccio ed anche della prostituzione, magari nei pressi di giardini frequentati da famiglie con bambini.

Oppure quando si parla di cose che, essendo questo anno Pistoia capitale italiana della cultura, si sarebbero indiscutibilmente già dovute fare, e non rimandarle a chissà quando, come ad es la diffusione di sistemi informativi moderni, la sostituzione della segnaletica turistica, ecc.

Ma una cosa che, al di là degli aspetti programmatici, balza particolarmente fastidiosa agli occhi, è il prendere visione dello zibaldone misto ed assortito di liste che sostengono Bertinelli.

Con quale scopo, riflettiamo, se non quello, di fatto, di confondere un già scettico, dubbioso, sfiduciato elettore? Solo per lucrare qualche voto di qualche fugace candidato messo lì quasi “a sua insaputa”, unitamente a quello di qualche suo parente? Se così è, siamo allo svilimento del significato e dello scopo legato alla formazione di una lista civica, che, innanzitutto, dovrebbe essere l’espressione delle più genuine ed urgenti esigenze di un territorio e formata al di fuori dei circuiti dei politicanti di professione.

Ed invece qui vediamo delle cose addirittura esilaranti, a nostro avviso. In particolare, una lista comunista, con tanto di falce e martello vecchia maniera, a sostegno del P.D. e di Bertinelli.  Ma, indipendentemente da quello che ognuno, legittimamente, può pensare del comunismo, uno come Samuele Bertinelli, cosa ha di comunista, al di là del sapere sicuramente disquisire in maniera dotta e filosofica di tale dottrina in tutti i suoi aspetti? E cosa può mai conservare, ad oggi, di comunista, un partito come il P.D., bene o male che ciò sia?

Ed allora, in base a quali machiavellici calcoli ed elucubrazioni questa gente sostiene Bertinelli ed il P.D.? Non certo in base a nobili ideali di rivoluzione o quantomeno di profonde riforme di struttura, verrebbe da pensare; specie se si riflette che in questa, come anche nella lista “Sinistra per Pistoia”, si annidano piccoli professionisti del trasformismo e del galleggiamento che, senza un motivo chiaro e di merito, stanno un po’ di qua ed un po’ di là, un po’ dentro ed un po’ fuori e, con una scusa o l’altra, sono sempre lì,  in un vero e proprio festival del comunismo da salotto volto solo a ricavarsi uno strapuntino in più nelle stanze del potere. Così che la stessa lista, di fatto, al di là di piccoli aggiustamenti nominali che sanno di farlocco, sta all’opposizione nel Governo regionale, vorrebbe stare in maggioranza a Pistoia, ed ha una sua costola che si presenta autonomamente con un proprio candidato (stiamo parlando della lista “Si può”), ma pronta, in caso di probabilissima bocciatura, ad entrare in maggioranza con le forze che le rimangono.

Piero Giovannelli

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