pistoia. «LA BUONA NOVELLA» NELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO

san-francescoPISTOIA. Venerdì 30 settembre, alle 21, nella chiesa monumentale di San Francesco a Pistoia, si terrà la rappresentazione di La Buona Novella dall’album di Fabrizio de André, pubblicato nel 1970.

I testi sono basati su alcuni Vangeli apocrifi (in particolare, sul Protovangelo di Giacomo e sul Vangelo arabo dell’infanzia). I Vangeli apocrifi furono scritti da storici bizantini, arabi, armeni, greci e non divulgati, in quanto non erano considerati adatti a venir compresi dalle masse. In realtà sono una delle testimonianze più vive del cristianesimo primitivo e del fertile e mobilissimo universo giudeo-ellenistico mediterraneo.

Sicuramente De André vi ha attinto, perché una sorta di cristianesimo “sotterraneo” traboccante di bisogni umani, di speranze e di candida forza creativa si muove sotto queste pagine, che attingono non di rado alla commovente bellezza dell’arte.

I protagonisti sono persone in carne ed ossa, pieni di umanità, da Maria a Giuseppe, a Tito, alle madri dei ladroni: si ha la misura di quanto poco valore avesse ieri o abbia oggi, la vita di coloro che potere non avevano o non hanno, anzi spesso hanno subito o subiscono l’arroganza e la violenza del potere. Momento culminante, è infatti Il testamento di Tito in cui vengono elencati i dieci comandamenti, analizzati dall’inedito punto di vista di Tito, il ladrone pentito crocifisso accanto a Gesù. Attraverso le sue parole di peccatore scaturisce l’aspirazione a un nuovo mondo, basato su principi di amore, di fratellanza, di giustizia. Don Lorenzo Milani avrebbe detto: Ogni anima è un universo di dignità infinita.

Il risultato globale è una sacra rappresentazione al contempo laica e religiosa, piena di forza, di pathos e di autentica gioia, di altissima suggestione. La narrazione sottolinea l’aspetto più umano di alcune tradizionali figure bibliche, riesce a calarsi nella contemporaneità assumendo un valore universale che supera ogni divisione, ormai antistorica, tra i cosiddetti “credenti” e “non credenti. Traspare la sconvolgente possibilità che in Gesù umanità e divinità abbiano convissuto.

fabrizio-de-andre-la-buona-novella_bigL’iniziativa di rappresentare, anzi di condividere lo spettacolo “La Buona Novella” è un omaggio e un ringraziamento dovuto ai frati di San Francesco, che tra pochi giorni lasceranno questa chiesa e la nostra città, senza di loro sicuramente più vuote. Ci rimarrà un ricordo, un esempio vivo di umanità, di spiritualità, nel senso più autentico, che vogliamo, rivolgendo loro la nostra gratitudine, condividere con tutti i presenti, consapevoli che provano i nostri stessi sentimenti.

Il nostro pensiero perciò va riconoscente e solidale a padre Dino, ai suoi confratelli di oggi, a coloro che nel tempo li hanno preceduti: hanno scelto, nell’umiltà e nel silenzio, di essere fedeli al messaggio del piccolo grande fondatore dell’Ordine, cercando di dare orizzonti di senso anche al nostro difficile vivere di uomini. Perciò l’impronta del loro passaggio rimarrà per sempre nei nostri cuori.

La realizzazione è curata da Maria Celeste Benedetto in collaborazione con il Centro di documentazione e di progetto “don Lorenzo Milani” e con il patrocinio del Comune di Pistoia. Introduce Mauro Matteucci. Letture di Rachele Matteucci.

Voci: Erika Franceschetti, Andrea Mazzei, Michela Panfili, Rosalvo Perticone. Flauto: Valentina Marrassini. Clarinetto: Andrea Mazzei. Violino: Federico Ricci. Chitarra: Carlo Giannini. Percussioni: Marco Fattibene.Tastiere: Luciano Vannucci.

Mauro Matteucci
Centro “don Milani” di Pistoia

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