pistoia. NUOVA INSTALLAZIONE DI FEDERICO GORI PER PALAZZO FABRONI

Verrà inaugurata sabato 15 ottobre in occasione della Giornata del Contemporaneo
Underground n. 02 di Federico Gori
Underground n. 02 di Federico Gori

PISTOIA. Sabato 15 ottobre alle 18, in occasione della dodicesima edizione della Giornata del Contemporaneo verrà inaugurata la nuova installazione di palazzo Fabroni dal titolo Underground n. 02 di Federico Gori.

Alla cerimonia dopo l’introduzione di Elena Testaferrata, direttrice musei comunali di Pistoia, intervengono l’artista Federico Gori e il critico d’arte Niccolò Bonechi. Conclude il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli.

La giornata del Contemporaneo è promossa dall’Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani di cui il Comune di Pistoia con Palazzo Fabroni fa parte dal 2009.

La giornata riserva una novità: una delle sale del primo piano dell’edificio settecentesco, sede della collezione permanente di Arte moderna e contemporanea, riapre al pubblico grazie alla donazione di Underground. L’opera, oltre a testimoniare in maniera tangibile il profondo senso di appartenenza che lega l’artista alla città in cui vive e lavora, va ad arricchire le collezioni civiche di arte contemporanea.

Si tratta di una installazione “site specific”, pensata “ad hoc” per la sala del museo, come interamente progettata per gli spazi espositivi del secondo piano di Palazzo Fabroni fu, nella primavera dello scorso anno, la mostra “Federico Gori | Come afferrare il vento” curata da Marco Pierini.

Underground n° 02 è un’opera composita formata da 95 elementi in rame. Ogni singolo pezzo è stato inciso e ossidato secondo un processo tecnico naturale. Sfruttando le caratteristiche fisiche del materiale principale che costituisce l’opera, questa deve alla luce, all’ossigeno, all’anidride carbonica e al passaggio naturale del tempo il suo farsi e il suo divenire immagine. Per questa caratteristica, l’opera tende a non essere mai terminata, muta con il passare del tempo e cambia al variare delle stagioni. Sulla sua superficie si possono riconoscere le “impronte” di una serie di radici vegetali: si viene così a creare una sorta di visione sotterranea, una scansione dei primi 175 cm di terra a partire dalla linea del terreno. Gli elementi naturali riportati sul rame continuano quindi ad essere vivi e mutevoli, come l’opera stessa, sempre in continuo movimento.

Sabato 15 ottobre il museo di Palazzo Fabroni osserverà un orario prolungato di apertura: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20. L’ingresso è gratuito.

Bora
Bora

Da giovedì 13 fino a domenica 16 ottobre Palazzo Fabroni ospita Bora (2015), la scultura-video commissionata a Yuri Ancarani nell’ambito della terza edizione del progetto Museo chiama Artista, nato dalla collaborazione tra la Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBact e Amaci con l’obiettivo di sostenere attivamente il sistema del contemporaneo nel nostro Paese, commissionando di anno in anno ad artisti italiani la produzione di una nuova opera destinata a circolare nei musei associati di tutta Italia.

Yuri Ancarani è un videoartista e film-maker le cui opere nascono da una continua commistione fra cinema documentario e arte contemporanea, risultato di una ricerca tesa a esplorare regioni poco visibili del quotidiano.

Bora è un progetto in progress avviato nel 2011, dove il paesaggio carsico della Val Rosandra – una riserva naturale tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia – viene agitato dalla bora, un vento che soffia a 140 chilometri orari scuotendo e modellando quella natura rigida ed essenziale ripresa dall’artista.

Nel 2015 il lavoro prende un’evoluzione inaspettata e il video diventa un tutt’uno con un piccolo monitor Brionvega, assumendo il suo assetto definitivo: l’integrazione tra il video e il monitor, che funziona senza ausilio di fili o cavi, lo trasforma in una scultura-video.

L’opera è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo interamente dedicato al progetto, edito da Libri Aparte, con testi di Federica Galloni, Gianfranco Maraniello, Ludovico Pratesi, Marianna Liosi e una conversazione tra Angela Tecce e l’artista.

Con l’occasione è stato resa visibile il piccolo tabernacolo affrescato con la Madonna col Bambino tra i santi Francesco, Giuliano e due sante vergini, conservato entro una nicchia al secondo piano di palazzo Fabroni.

Secondo lo storico dell’arte Giacomo Guazzini, si tratta di un’interessante testimonianza della cultura artistica pistoiese di primo Quattrocento, specificamente destinata alla fruizione domestica entro il palazzo che fu anticamente dei Dondori. Pur essendo opera di modesto impegno, l’affresco mostra una buona qualità esecutiva e risulta riconducibile all’attività giovanile del pittore tardogotico locale Sano di Giorgio, con una datazione attorno al primo decennio del XV secolo.

Per informazioni possibile rivolgersi a Unità operativa Musei e beni culturali del Comune di Pistoia – tel. 0573 371214 / 371279 o andare sul sito internet del Comune di Pistoia www.comune.pistoia.it.

[daniele – comune di pistoia]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento