pistoia. OMOFOBIA: «I DIRITTI RIGUARDANO OGNI ESSERE UMANO»

Samuele Bertinelli
Samuele Bertinelli

PISTOIA. Pubblichiamo l’intervento di Elena Bardelli diretto al Sindaco di Pistoia per la settimana contro l’omofobia promossa dal Comune.

Annunciando la settimana contro l’omofobia promossa dal Comune, il sindaco di Pistoia ha commentato l’evento sulla sua pagina Facebook con lo slogan “Il diritto di avere diritti: Pistoia città di tutti contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia”.

Mi permetto di obiettare che il diritto di avere diritti è proprio di ogni essere umano, – e non unica prerogativa di un determinato gruppo o categoria di persone – a cominciare dai bambini non nati a causa dell’aborto, di cui però non ci si cura affatto.

Prima dell’orientamento sessuale viene la persona; i diritti sono legati alla dignità personale non alla tendenza affettiva degli individui. Utilizzando questa espressione per i gruppi Lgbt si vorrebbe quindi sostenere che i loro appartenenti sono portatori di maggiori diritti o di diritti particolari rispetto alle persone eterosessuali? O che altro?

Siccome tra i diritti di cui avere diritto c’è per tutti la libertà di pensiero e opinione, vorrei approfittarne per condannare con forza tutti gli atti di violenza e i reati compiuti nei confronti delle persone a motivo del loro orientamento sessuale, ma ribadire altresì con convinzione che la famiglia naturale non può che essere quella formata da un uomo e una donna uniti in matrimonio, in cui i figli sono il frutto della loro reciproca donazione fisica e spirituale, e che non potrà mai essere sostituita con nessun’altra realtà fittizia; che i bambini hanno diritto a una mamma e a un papà per crescere e maturare la loro affettività e sessualità; che per nessuno, nemmeno per gli eterosessuali, esiste il diritto al matrimonio; che lo Stato italiano ha la priorità di aiutare le famiglie in difficoltà.

Infine, visto che il Sindaco definisce Pistoia come la città di tutti, mi piacerebbe che cominciasse a chiedersi per primo quanto lo sia davvero, quanto cioè vengano qui rispettati i diritti fondamentali, che oltre quello alla vita sono quelli al lavoro e alla casa, e cosa abbia fatto e possa concretamente fare l’amministrazione per tutelarli.

Mi piacerebbe, una volta tanto, sentirlo parlare anche dei doveri dell’Ente nei confronti dei cittadini.

Elena Bardelli
Membro Coordinamento Provinciale Fdi-An Pistoia

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9 thoughts on “pistoia. OMOFOBIA: «I DIRITTI RIGUARDANO OGNI ESSERE UMANO»

  1. Il diritto di avere un’opinione è sacrosanto finché non si scontra con i fatti. Anni di par-condicio hanno fatto credere che i fatti possano essere opinioni da contraddire. Come se esistessero per forza due versioni di ogni cosa.
    In merito al concetto di “famiglia naturale”, le opinioni stanno a zero. Il fatto è che la famiglia naturale non esiste. Il concetto stesso di “famiglia” è un concetto culturale e, quindi, non fa parte della “natura”. Lo stesso concetto di “natura”, in realtà, è un concetto che non esisterebbe se non esistesse una “cultura”. Il paragone con la “natura” è assurdo. Gli animali non conoscono il concetto di famiglia. Far riflettere i propri valori familiari in quelli (esempio a caso) dei delfini, insomma, non ha alcun senso; anche perché scopriremmo in seguito che i delfini maschio si penetrano a vicenda in più di un orifizio!
    Tornando al punto iniziale, l’opinione è sacrosanta, ma un politico non può propagandare credenze smentite da anni dal mondo scientifico. Il politico ha un ruolo influente nella società. Detiene potere e detiene quindi una responsabilità. Influenzare la vita di milioni di persone diffondendo concetti falsi è gravissimo. Tanto più che, per aver chiara la situazione, basterebbe solamente aprire un qualsiasi libro di testo per un corso di Antropologia generale.

  2. Allora…premesso che io sono per tenere conto anche dei velocipedi e degli anemoni marini…nonchè di tutte le piante ermafrodite che la scienza ci dice oggi essere a tutti gli effetti senzienti e come tali bisognose di un convegno ad ok, con tanto di (b)fuffet rigorosamente a base di carne di delfino. Premesso questo, le famiglia è indubbiamente un fatto culturale, che codifica un’esigenza di ordine e controllo sociale…ma è anche una esigenza legata alla sopravvivenza, tanto è che anche nel mondo animale si formano famiglie e branchi, con lo scopo di garantire il perpetuarsi della specie. Vi sono esempi a bizzeffe di coppie di animali che restano insieme tutta la vita (esempio classico le cicogne)

    Ma detto questo in Italia mi piacerebbe che i vari movimenti per la famiglia oltre che accapigliarsi con tutti gli altri per questioni più o meno di principio, più o meno di fondo, si occupassero, visto che sta loro a cuore la famiglia di indagare perchè, ormai anche da noi le coppie sposate sono meno della metà del complesso delle famiglie più o meno regolari. E non parlo di omosessuali, ma di eterosessuali che non formalizzano la loro unione. Mi piacerebbe che si occupassero del perchè non si fanno figli.
    Si, perchè se se ne occupassero, invece di puntare a comparsate tv e candidature grotteche come quelle dell’ultra cattolico, giocatore d’azzardo e divorziato Adinolfi, scoprirebbero che l’Italia ha il sistema fiscale in assoluto più disincentivante e punitivo al mondo verso le famiglie. Da noi non esiste quoziente familiare ne progressività della tassazione. Tutti veniamo tosati in uguale misura, famiglie numerose o no, tanto è che le famiglie numerose sono roba da ricchi.

    Negli altri paesi va diversamente. In Francia esiste il quoziente familiare: più hai figli meno paghi di tasse, in Germania esistono sovvenzioni strutturali altissime fino alla maggiore età, in USA sei libero di scegliere tra regime di tassazione individuale e familiare….vogliamo addentrarci in questa materia? O pare roba troppo concreta e impegnativa per il popolo italiano? O forse vanno meglio le carnevalate in piazza?

    Massimo Scalas

    1. Gentile Massimo Scalas,
      mi permetto di dissentire: la famiglia è un concetto solamente culturale, mai naturale. Certo, gli animali si uniscono in gruppi per procreare, proteggersi, sopravvivere; ma non è possibile paragonare in nessun modo le iterazioni sociali degli animali con quelle umane. Di specie animali che praticano la monogamia, inoltre, non ce ne sono a bizzeffe, ma molto poche. Senza contare che bisognerebbe distinguere la monogamia pura (la nostra, al netto delle corna) con altri tipi di monogamia. Per di più, nelle innumerevoli, diverse società umane sparse per il globo, l’organizzazione familiare assume di volta in volta caratteristiche molto diverse, tant’è che d’istinto non le chiameremmo nemmeno “famiglie”. Eppure lo sono. Insomma, parlando di “famiglia naturale” si fa solo tanta confusione e, soprattutto, disinformazione. Poi c’è chi, come Adinolfi, legge il mondo attraverso il filtro delle Sacre Scritture, spesso senza averle mai lette; e lì si giunge al tragicomico.

      Per il resto sono d’accordo con lei. Fare un figlio in Italia costa troppo e ciò è grave. La Cina ha persino abolito la legge sul figlio unico perché ha scoperto che non era una grande idea; e noi? Una delle poche misure è pagare solo metà delle tasse universitarie nel caso si abbiano due figli contemporaneamente all’università: sciupati.
      Saluti

      1. Buona sera LP io non mi addentro oltre sul concetto di famiglia, sul quale si può, senza pretesa di verità assoluta, discettare per ore, giorni, anni, secoli….che è poi quello che vogliono i politici, la chiesa, i family days (meglio happy days, con Fonzie)…per non parlare mai delle cose che contano, ovvero che in un paese, pio devoto e cattolicissimo, la famiglia la prendono a badilate ogni giorno. Mi piacerebbe che i Bertinelli e le Bardelli, facessero un bel convegno dove spiegano alla gente perchè c’è un sistema fiscale fatto apposta per inibire la formazione di famiglie, cosa fanno all’estero di diverso da noi, perchè la Francia dopo decenni di andamento demografico calante ha invertito il trend delle nascite (parlo di francesi e non di immigrati)…ma ovviamente non lo faranno. Meglio un bel “Matteo risponde” dove le domande vengono scelte alla bisogna.
        Buona serata
        Massimo Scalas

  3. Gentile Sig.ra Bardelli….mi sembra chiaro che parliamo di due cose diverse…..qui non si parla di enti locali, ma di una nazione (il minuscolo mi sembra d’obbligo) che da sempre, al netto delle belle frasi fatte dei governi, è nemica della famiglia in tutte le sue declinazioni, specie di quella tradizionale. E mi lasci dire che non sono nemmeno d’accordo su un quoziente famigliare per l’accesso ai servizi comunali come Lei propone, perchè sempre e comunque sottintende una mentalità dirigista, statalista, seppur di segno politico opposto a quella dominante ora, che “indica” vie obbligate alle persone….e se invece io volessi disporre come mi pare dei miei soldi? E se io non intendessi usufruire dei servizi comunali? Il vero quoziente familiare presuppone semplicemente che le famiglie siano tassate meno in base al numero dei figli a carico: lasciatemi più soldi in tasca please, che poi ci penso io al modo di utilizzarli. Se voglio pagarmi lo scuolabus me lo pago, se invece ci voglio prendere un paio di scarpe in più ai bimbi lo posso fare, piuttosto che iscriverli a nuoto o ad un corso di musica o d’inglese….
    …mi rendo conto che il mio è un discorso un po troppo evoluto per una classe politica altamente discrezionale come la nostra e che pensa alla gente come a pecore da pascolare e tosare, ma io la penso così.
    Cordialmente (e nulla di personale)
    Massimo Scalas

  4. Se la questione è nazionale non capisco, mi scusi, perché mi si tiri in ballo. Quello che mi competeva fare l’ho fatto. Tiri in ballo i nostri governanti.
    Cordialmente
    Elena Bardelli

    1. Gentile Elena Bardelli,
      Per quanto mi riguarda, finché lei parla di famiglia naturale, non dovrebbe mettere bocca in quanto politico sulle questioni che riguardano la famiglia. E ciò vale per gli Adinolfi, gli Alfano, ecc. Sarebbe come se la ministra della Salute proponesse di reintrodurre il salasso o se il ministro della Giustizia volesse reintrodurre l’ordalia. Con tutto il rispetto, se si ricopre una carica pubblica, non si possono diffondere falsità, influenzando negativamente la vita di milioni di persone. Per questo io l’ho tirata in ballo.

  5. …ora…Signora Bardelli…qui si commentano anche i comunicati e i post che fate voi politici….lei è la stessa Elena Bardelli che ha mandato il comunicato relativo all’intervento diretto al Sindaco Bertinelli, inerente la settimana dedicata all’omofobia? Si? No?
    Perchè le cose sono due, o lo è, e allora si è tirata in ballo da sola e allora accetta di ballare, oppure non lo è e allora questo tag non esiste. In ogni caso, sia che Lei lo sia, sia che sia un suo ologramma, vedo che nel merito di quanto pongo a Lei come a tutti i politici, ovvero del nulla che viene fatto concretamente in Italia per le famiglie,(a meno che non ci siano elezioni in vista e di solito tutto nasce e muore nello spazio di una notte) lei come ogni politico di questa repubblichetta non entrate. E questo vale più di ogni altra risposta. O meglio…fare, fate anche, ma a discrezione vostra, per le categorie che pare a voi e a tempo determinato. Di interventi strutturali, universali, per lasciare che le persone abbiano più soldi nel portafoglio e che possano decidere liberamente che farne non vi passa manco per la testa. Detto questo Elena forse che si e forse che no, io non la conosco e non posso giudicare l’insieme della sua attività politica. Ma su questo argomento, Lei o il suo ologramma dovete accettare che vi si tiri in ballo se siete voi a scrivere per primi .Infine mi permetta con l’occasione: ma che razza di paese è diventata l’Italia, se la politica è ormai così anarchica e a macchia di leopardo, per cui, in una città si introduce il quoziente familiare, in un’altra a 30 km no, in un’altra si danno i sussidi ai possessori di cavallette da compagnia….in un’altra ci si inventa il reddito di cittadinanza….ma che razza di paese è questo. E poi c’è gente che si straccia le vesti per una costituzione dove si recita che tutti i cittadini sono uguali….ma quando mai! Per favore…altro che province…qui bisogna abolire ogni forma di decentramento…via regioni e province. Torniamo allo stato centrale, anzi centralissimo.
    Buona notte (sempre nulla di personale)

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