PISTOIA. PAGANINI, MONTEVERDI E IL DEGRADO URBANO

Via Monteverdi 1
Via Monteverdi

PISTOIA. A Pistoia negli ultimi anni si tengono importanti eventi di dibattito sul tempo presente, come “Leggere la città” di iniziativa comunale oppure “Dialoghi sull’uomo” promosso in primis dalla Fondazione Caripit, con temi nelle vari edizioni annuali come il dono, il viaggio ecc. e si studiano le città moderne di oggi e del futuro.

Su un punto però, fino adesso, non ci si è sufficientemente soffermati: l’arredo urbano, elemento che contribuisce alla sicurezza ed al benessere della vita cittadina arricchendo il biglietto da visita di una comunità locale per chi viene da fuori.

Certamente in merito negli ultimi anni sono state apportate soluzioni innovative nel centro storico di Pistoia, alle volte un po’ bizzarre ed altre volte invece caratteristiche, dai lampioni liberty in via Cavour alla Luna nel Pozzo in piazza Giovanni XXIII (possono piacere oppure no).

Rimanendo invece su un piano più ordinario riguardo all’arredo urbano ed allontanandoci un po’ dal centro storico, ma senza dover arrivare all’estrema periferia della città, ecco che la qualità di ciò che è indispensabile per la vita di un quartiere viene meno.

Ne sanno qualcosa i cittadini residenti in via Nicolò Paganini e via Claudio Monteverdi, due strade di una certa lunghezza che intersecandosi per un’estremità con via Mabellini (dove si trova il Provveditorato agli Studi) confluiscono poi nella centralissima via Giuseppe Mazzini. In alcuni punti i marciapiedi delle due strade suddette sembrano esser stati presi a picconate da quanto sono usurati, facendo pensare che siano rimasti sempre gli stessi almeno dagli anni ‘70 del secolo scorso se non da ancor prima.

Via Paganini
Via Paganini

Cordoli sconnessi in alcuni punti ed un tombino avallato che ricorda nel modello gli anni 50 contribuiscono a rendere i marciapiedi in alcune loro parti non sicuri per il passaggio del pedone sebbene, in Italia come altrove, ideati per mettere proprio in sicuro la persona dal traffico veicolare in strada.

Da tempo gli “ultrà” delle istituzioni locali sostengono che per il riassetto dell’arredo urbano a Pistoia sarebbero necessarie centinaia di migliaia di euro, introvabili.

Una buona politica invece dovrebbe prevedere una programmazione nel tempo di interventi di rifacimento e risanamento, evitando così l’aggravarsi della situazione. Un marciapiede su cui poter camminare bene è dovuto, al cittadino che paga i tributi locali.

Altrimenti il rischio è che il passante magari diretto a “Leggere la città” o ai “Dialoghi sull’uomo”, se cade sui marciapiedi di via Paganini o Monteverdi, una volta giunto all’evento proponga magari di rifare i marciapiedi in tali strade prima di pensare ai fasti delle città del futuro, se prende la parola.

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One thought on “PISTOIA. PAGANINI, MONTEVERDI E IL DEGRADO URBANO

  1. Già, l’immagine… Una buona politica dovrebbe occuparsi degli interessi dei cittadini, tutti.
    Pistoia non ha una buona politica ormai da tempo immemore, tant’è che le tasse aumentano tutti gli anni ma i servizi sono sempre meno e scadenti.
    Come per la boiata del “Giardino Volante”, anche nel caso delle strade e dei marciapiedi da manutenere, l’amministrazione fa lo stretto indispensabile anche un po’ meno, guardando in primis il ritorno di immagine per se stessi ed il Partito. Basti ricordare il “nostro” Sindaco di quanto si sia fregiato della collaborazione con la Fondazione Caripit nel progetto di “assoluto pregio e qualità per la città”, appunto del Giardino di via Degli Armeni… Bella figura.
    Anche per le strade e i marciapiedi come le aree a verde, i mezzi pubblici e tutto ciò che ha necessariamente bisogno come manutenzione la nostra città, sempre e, ripeto sempre, ci dimentichiamo il lato sociale delle cose (se si escludono gli eventi culturali a tema pari quasi a zero).
    Pistoia sotto questo aspetto è veramente al medioevo, non c’è una cultura, ad esempio, delle disabilità applicata alla fruibilità della città. Non c’è oggi e non c’è mai stata (i voti dei disabili si vede che sono pochi).
    Vedere nel 2015 barriere architettoniche come marciapiedi con scalini anche di 15cm rispetto al piano strada in praticamente quasi tutta la città, strisce pedonali “a fantasia” come quelle che cambiano direzione a metà del proprio percorso all’incrocio con via Bonellina (bisogna essere dei geni), strade quasi impraticabili per la presenza di sconnessioni come via Bonfanti e ancora peggio va se usciamo dall’ottica Bertinelli che si ferma alla prima cerchia di mura. La periferia quella più lasciata a se stessa. L’importante è l’immagine…per loro!
    Comunque Pistoia caro Leonardo Soldati ha la politica che si è scelta.
    Nella scelta hanno guardato più al “colore” piuttosto che le idee e i progetti? Questi i risultati..
    E’ in questi momenti con queste notizie che si dovrebbe comprendere l’importanza di partecipare attivamente alla vita politica della città informandosi e proponendosi. Magari saltando una giornata la mare. (ogni riferimento alle elezioni del 31 maggio è puramente casuale).

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