PISTOIA, POLITICA & AMBIENTE CON FABRIZIO GERI. 1/3

Fabrizio Geri
Fabrizio Geri

PISTOIA. Fissiamo con l’ex consigliere dei Verdi Fabrizio Geri. Ci incontriamo al Bar Michi, più di una volta, tra fine agosto e gli inizi settembre. Lo provochiamo subito.

– Nei giorni scorsi Enrico Rossi, su La7, prima di fuggire dalla trasmissione in cui era previsto che il Granduca commentasse un servizio sul fallimentare bilancio di Publiacqua, ebbe a dire: “Il paese ha perso il gusto della manutenzione”…

Allora, ormai, non ci sono eventi straordinari: gli eventi atmosferici cosiddetti straordinari avvengono regolarmene 3/4 volte l’anno e di qui dobbiamo partire per stigmatizzare quei tanti coglioni istituzionali e trasversali, anche tra la cosiddetta informazione, che sistematicamente negavano e negano tutto. Dai cambiamenti climatici (quando lo dicevamo noi Verdi eravamo catastrofisti e allarmisti) alle mafie al nord.

Oggi i temi dei convegni ambientali di allora sono riconosciuti, e tanti si pentono di non averci dato retta. La stessa ladylike Moretti dalle mille poltrone cambiate disse su La7 che la politica non aveva investito per 20 anni sull’ambiente perché non portava voti. Allora oggi coloro che a Pisa, in Cadore e in Calabria hanno subito danni da frane e alluvioni devono tacere, visto che non hanno voluto comprendere i danni che prefiguaravamo.

E l’Italia riprese a viaggiare come unta!
E l’Italia riprese a viaggiare come unta!

Per onestà intellettuale gli amministratori evitino di chiedere lo stato di calamità: Rossi è stato veloce a fare macelleria in sanità, ma non altrettanto rapido a cantierare manutenzioni di fossi, canali e sistemi di ritenuta di acqua a monte. E nemmeno piani di protezione civile perché la politica clientelare vuole solo fare affari con le lobby, non vuole governare il territorio.

Taccia quindi, e con lui tutti i tonni-elettori che hanno creduto e credono nelle cazzate dei politici che promettono 80 €, ma non investono nell’abc: mal voluto non è mai troppo! Al limite i danni vanno chiesti proprio a chi ha votato il Pd e gli altri partiti responsabili della cancellazione delle politiche di manutenzione e gestione dei rischi, presi solo dalla sbornia delle roboanti e inutili cattedrali nel deserto (Expo, Mose, autostrade, etc).

Effetto alluvione
Effetto alluvione

– I Verdi, appunto, visto che li tiri in ballo, tanto ci volevo arrivare. A livello nazionale irrilevanti, a Pistoia addirittura due formazioni ecologiste, con percentuali poco più che da prefisso telefonico. Comunque non pervenuti, per usare un eufemismo, se si esclude la tua incessante e strenua “opposizione”. Mi sbaglio?

Manca, mio malgrado, un partito autorevole di rifermento, a causa delle dinamiche che da Veltroni in poi hanno portato alla frammentazione ambientalista. Non può essere un attenuante il fatto che il Pd abbia speculato sulla nostra diaspora: ho visto uno striscione con la scritta Ecologisti Democratici alla festa Pd di Santomato, Aria Pulita. Aria pulita di cosa? Pulita con l’inceneritore di Montale che ha superato i valori per un mese o con i nuovi inceneritori che il conte Mascetti di Rignano vuole fare in tutta Italia? E ancora, ecologisti de che?

Tematiche ecologiste, irragionevolmente non prioritarie
Tematiche ecologiste, irragionevolmente non prioritarie

Ecologisti in un partito che chiude Guardia Forestale e Polizia Provinciale, due corpi da potenziare, semmai, e fondamentali anche per la tutela dell’agroalimentare made in Italy, di frequente taroccato? Non scherziamo, questi sono tutto fuorché ecologisti.

Certo, a livello locale ci sono stati errori madornali, irresponsabilità che non si può permettere chi vuole ottenere qualcosa. Le divisioni, sempre autoreferenziali e personali, non hanno senso: le persone con la medesima sensibilità devono stare unite. Il mondo venatorio ad esempio è compatto negli obiettivi che si pone, poi anche lì non mancano cordate, fazioni e divergenze: ma fanno quadrato e ottengono sempre ciò che vogliono. Noi no e dobbiamo rendercene conto e agire di conseguenza se davvero vogliamo rappresentare l’ambientalismo. Parlo anche per me e non ho problemi a fare autocritica.

Come opposizione sì, salvo il consigliere e amico Tomasi, che ogni tanto si fa sentire, mi sembra di vedere un clima natalizio perenne, dove non ci si disturba a vicenda e finisce tutto a pacche sulle spalle e volemose bene. Ogni tanto qualcuno si sveglia e parte in tromba con una questione magari di pubblico interesse, ma se ne torna poi con le pive nel sacco, forse perché bisogna mediare o forse per non disturbare il manovratore.

Kim Jong Renzi-un
Kim Jong Renzi-un

– Paura un po’ per tutti, a Pistoia, di cantare fuori dal coro e andare contro lo zoccolo duro…

E questo grazie anche ad una certa stampa allineata che ingessa il dibattito e le voci libere, io sono stato più e più volte censurato: bisogna mantenere alto il muro di omertà e ossequiare il potere. Ridendo e scherzando, ma non troppo, abbiamo anche noi, e non solo a Pistoia, la nostra Corea. Là il dittatore Kim Jong-un legifera personalmente ogni minimo dettaglio, anche il mercato ittico andandoci di persona. Qua abbiamo il nostro Kim Jong-Renzi-un, che appare dappertutto, gli mancano le previsioni del tempo e viaggiare sicuri: anche lui si intende di ittica e sa come curare e pescare i suoi tonni (le europee fanno testo). E non parliamo poi di Kim Jong-Samuele-un: a Pistoia non si muove una foglia se lui non dà l’ok. Non si accontenta di essere uno e trino, sindaco, assessore e dirigente/funzionario un po’ di tutto, a volte fa anche il padre spirituale…

Mentre parliamo compare un personaggio locale, il signor X, e inizia con delle informazioni. Gossip? Le riportiamo anche solo come voci: «Sono partite le grandi manovre. Da un lato i pretoriani del Bertinelli iniziano a riunire le truppe; ci sono state riunioni con Ruganti, Landucci, Mattia Nesti e la Chiara Innocenti. L’altro fronte vorrebbe fare le scarpe a Bertinelli e sembra punti a compattarsi su di un ex democristiano, quotato tanto nel partito che in città, attualmente capo di gabinetto di un assessore regionale. Pensano tutti solo al 2017 e alla relativa spartizione»…

[continua domani]

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