pistoia. «SORRY, BOYS»: 12 TESTE MOZZE A VILLA DI SCORNIO

Dodici maschere a cui Marta Cuscunà, autrice-attrice versatile e rigorosa, dà voce per un’indagine teatrale, culturale, sociologica

Sorry boys [Daniele Borghello]
Una delle “teste mozzate” [Daniele Borghello]
PISTOIA. Domani sera alle 21: 30 a Villa di Scornio in prima regionale per la Toscana, nell’ambito di Teatri di Confine, la rassegna promossa da Associazione Teatrale Pistoiese e Fondazione Toscana Spettacolo, in scena (ma è tutto esaurito) Sorry, boys dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze.

La cronaca. 2008, Massachusetts, Gloucester. Nella cittadina americana si diffonde la notizia che 18 ragazze di una scuola superiore sono rimaste incinte pianificando le loro gravidanze, come parte di un patto segreto, per allevare i bambini in una specie di comune femminile.

In The Gloucester 18, un documentario in cui si dà voce ad alcune di quelle ragazze, lontano dai riflettori dello scandalo, una di loro confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo dopo aver assistito a un terribile femminicidio.

Il documentario Breaking our silence denuncia, attraverso il capo della polizia di Gloucester, che ogni giorno c’è almeno una segnalazione di violenza maschile in famiglia. Per sensibilizzare la comunità al problema, 500 uomini organizzano una marcia nelle strade della cittadina.

L’idea che sta alla base di Sorry, boys, lo spettacolo scritto e interpretato da Marta Cuscunà e coprodotto da Centrale Fies, è che a Gloucester, la concomitanza tra il patto delle 18 ragazze e la marcia degli uomini, non è una coincidenza, ma che entrambi i fatti hanno a che fare con il modello di mascolinità che la società impone agli uomini.

Una maschera in preparazione [Andrea Pizzalis]
Una maschera in preparazione [Andrea Pizzalis]
Sorry, boys, terza tappa del progetto sulle “resistenze femminili”, indaga sul sistema in cui questa storia è nata e si chiede quale sia il contesto sociale in cui questo progetto virale di maternità abbia potuto attecchire. Dodici teste mozzate, dodici maschere a cui Marta Cuscunà, autrice/attrice versatile e rigorosa (Premio Franco Enriquez 2013) dà voce per un’indagine teatrale, culturale, sociologica.

“Nel nero della scena, due schiere di teste mozze. Appese. Da una parte gli adulti. I genitori, il preside, l’infermiera della scuola. Dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, tutti inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati. Potranno sforzarsi di capire le ragioni di un patto di maternità tra adolescenti, ma resteranno sempre con le spalle al muro”. (Marta Cuscunà)

Biglietti da 6 a 12 euro.

Tra le varie riduzioni sui biglietti previste, anche quelle per abbonati delle stagioni TeatridiPistoia e Fts onlus, tesserati il Funaro, soci Unicoop Firenze e possessori della RisvegliaTI_Card under_30.

[marchiani – atp]

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