pistoia. TORNA “IL METATO”

Il Metato numero 79PISTOIA. Il trimestrale omaggia, con il proprio nome, la struttura che, all’interno della filiera della castagna, serviva a seccare i frutti dell’albero su cui per secoli si è fondata l’economia montana.

Il metato, appunto, o seccatoio era il piccolo edificio in cui, prima della sbucciatura e della macinatura, le castagne, distese su di una “griglia” di legno, venivano seccate attraverso il fumo di un fuoco perennemente acceso: i metati erano perciò l’unico luogo di socializzazione e incontro dei paesi montani, dove nascevano amicizie e amori.

La prima uscita del 2016 è come al solito ricca di testimonianze e immagini di vicende e figure del territorio pistoiese e non.

C’è l’epopea – ricostruita da Carlo Onofrio Gori – di Loris Nannini, un tenente d’aviazione pistoiese che fu il primo prigioniero politico dell’Armata Rossa e internato nell’Arcipelago Guala a Lubianka. Nikita Kruschev nel 1956 lo volle incontrare, facendo appello al valoroso prigioniero di cui non ricordava il nome affinché accettasse l’invito in Urss… un invito caduto nel vuoto.

Le quasi 70 pagine spaziano dal glorioso periodo della diffusione della bicicletta, con foto d’epoca ad un ricordo di Giorgio Marchetti, alias Ettore Borzacchini Accademico della Farina dei semi di lino, e del campionato della bugia, con una foto dell’estroverso e leggendario – per i pistoiesi di ogni generazione – Didaco Breschi. Storia e storie: la vecchia chiesa della Vergine (precedente a quella del Michelucci e saltata durante i bombardamenti sulla stazione) una famiglia sfollata in montagna durante la guerra e la curiosa presenza di una donna trai garibaldini.

Tanti anche i temi d’attualità, come l’impegno degli angeli della stazione, e di cultura, come la “piccola Betlemme” allestita ogni Natale a Pupigliana – vera e propria risorsa a servizio di Pistoia capitale della cultura 2017 – dove alcune pietre “misteriose” sono legate a veri e propri aneddoti.

Non manca lo sport, con la storia dell’Ac Pistoia o le prime gare di motocicletta degli anni Trenta sulla Firenze-Mare, una sfida tra audaci nel segno della modernità e del progresso idealizzati dalla velocità. Che nel ’35 registra il record, raggiunto dal centauro Piero Taruffi, rivale di Italo Balbo, di 244 km orari, sul rettifilo Tassignano-Capannori.

La squadra che ha dato alle stampe il numero 79 del periodico dell’associazione culturale “Amici di Pupigliana e della valle del Brandeglio”, avvalendosi di validissimi “collaboratori esterni”, è composta da: Calogero Armato, Dorando Baldi, Rodolfo Cocchi, Ideale Mosi, Fernando Betti, Maria Lorello, Ideale Mosi Giacomo Carobbi e Luigi Pulcini (decano del motorismo sportivo).

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