PISTOIA, UNA DOMENICA DA DIMENTICARE

Baraonda contro Cremona
Baraonda contro Cremona

PISTOIA. Ancora una volta merita partire dal fine partita. Quei fischi piovuti da alcuni settori del Palazzo non sono piaciuti a molti e certo sono sembrati ingenerosi nei confronti di una squadra che, merita ribadirlo, ha come obiettivo quello di arrivare almeno penultima, ma sotto certi aspetti rappresentano molto plasticamente lo stato d’animo dei tanti tifosi biancorossi sicuramente delusi non tanto dalla sconfitta, ma dal modo in cui questa è maturata.

Cremona è scesa a Pistoia sulle ali dell’entusiasmo per aver espugnato il campo di Reggio Emilia, dopo aver fatto tribolare la quotatissima Milano alla prima di campionato. Un grande applauso ha accolto il mai dimenticato Cesare Pancotto, condottiero della Pistoia biancoazzurra dal 1990 al 1993 e che ha da poco ha raggiunto il traguardo delle mille panchine tra i professionisti. Forse sarà un caso, o forse no, Cesare si conferma autentica bestia nera del nostro Moretti. Cremona, Haynes e Vitali su tutti, ha fatto il resto, difendendo forte ma sempre nei limiti e dimostrando una buonissima circolazione di palla davanti.

Per contro, Pistoia, come detto sopra, ha francamente deluso. Forse la prima di campionato, la vittoria in Sicilia, aveva illuso un po’ tutto l’ambiente. La realtà di questa terza di campionato, invece, ci mostra una squadra con poco mordente dietro e con ancora meno idee davanti, e certamente l’infortunio di Hall non può costituire una valida scusante per l’atteggiamento generale. Certo, dice bene chi sottolinea che la squadra è un cantiere aperto. Pare sicuramente ragionevole concedere tempo a tutti, Moretti in primis, senza aspettarsi fin da subito la squadra che ha portato allo spareggio Milano nel primo turno dei playoff lo scorso anno.

Tuttavia alcuni segnali fanno riflettere. Sapevamo che avremmo patito i muscoli avversari sotto canestro, per esempio, ma è sicuramente lecito aspettarsi qualcosa in più dal Presidente, quantomeno in termini di intensità. Magro ha dato qualche minuto di qualità, segnando nove punti, ed il pensiero corre a lunedì scorso contro Sassari, quando le rotazioni furono limitate a sette uomini perché Moretti ritenne, almeno così disse, che l’azzurro non fosse all’altezza degli avversari. Curioso, mi sia concesso senza polemica, che contro Cremona le rotazioni non siano rimaste su sette uomini nonostante l’infortunio di Hall.

Curioso, lo scrivo davvero senza malizia, che invece di ruotare Cinciarini con Filloy in regia (come Milbourne, che certo non è un cinque, si era alternato con Johnson lunedì scorso contro Sassari) si sia deciso di buttare un campo un sedicenne che sicuramente rappresenta uno dei migliori prospetti europei, ma che forse non è ancora pronto per una partita così delicata. Mi si contesterà che le valutazioni sull’opportunità o meno devono restare nell’ambito dello staff tecnico, e di questa obiezione non posso che prendere atto augurandomi che nella prossima occasione in cui verrà deciso di buttare nella mischia il giovane Davide Moretti, questi appaia meno spaesato di quanto non sia risultato contro Cremona. Del resto, anni fa, il bravo Saccaggi ottenne la dovuta considerazione solo a seguito del grave infortunio di Mathis, quindi è lecito aspettarsi la solita grandissima prudenza nella gestione dei giovani, con un doveroso occhio di riguardo anche per Mastellari.

Milbourne, poi, rappresenta per tutti i tifosi il primo vero rebus da risolvere. Se ne è parlato un gran bene ed in precampionato ha sempre ben figurato, eppure non carbura. Fuori dai giochi, a tratti irritante, è il primo nome che viene spontaneo chiamare al banco degli imputati. Contro Caserta non avrà vita semplice, lo aspettiamo tutti ad un cambio di passo quando a Pistoia arriverà Bologna. Del resto, detto per inciso, il ragazzo gioca evidentemente fuori ruolo, ma a quelli che in estate facevano notare l’assenza di un lungo da affiancare al Presidente fu risposto di avere pazienza e fiducia nel lavoro dello staff, quindi non resta che aspettare tempi migliori.

Quanto a Cinciarini, a fine partita guardi le statistiche e non puoi prendertela con lui, eppure durante la partita non convince. Dal Cincia è lecito aspettarsi qualcosa in più rispetto al minimo sindacale, Daniele ha il colpo in canna che può dare inerzia a Pistoia ma contro Cremona la pistola è inceppata e quando sarebbe necessario quel momento di lucida follia, quel canestro impossibile, quella tripla che finalmente cambia la partita, lui non incide. Peccato, ma lo aspettiamo sempre più sul pezzo nelle prossime partite.

Pancotto con lo staff tecnico
Pancotto con lo staff tecnico

Ariel Filloy, a fine primo tempo è forse il giocatore che convince di più rispetto alle prime due prove di campionato. L’assenza di Hall lo carica di minuti e responsabilità, e lui nei primi venti minuti, quelli a ben vedere in cui le difese di entrambe le squadre sono ballerine, trova canestri e dà un buon ritmo. Cala vistosamente nella ripresa, ma la sufficienza è tutto sommato meritata.

CJ Williams e Brown continuano ad alternare luci ed ombre. Sono probabilmente i più talentuosi ed i più avanti nell’assimilazione dei giochi in attacco, però possono e dovranno dare di più.

Tutta la squadra è stata tuttavia insufficiente nell’atteggiamento difensivo. Una buona vecchia zonaccia ha dato per un attimo, verso la fine del secondo quarto, l’illusione che Pistoia potesse allungare un po’, il tutto è stato però vanificato dalla uomo con cui è stata impostata la fase difensiva nel terzo quarto, quando Cremona si è portata avanti nel punteggio ed è sembrata più aggressiva e garibaldina di Pistoia.

Quei fischi di cui ho detto sopra, con cui alcuni hanno inteso accompagnare l’uscita dal campo dei biancorossi a fine partita, partono probabilmente da qui, cioè dalla sensazione che sia mancata la cattiveria, quel qualcosa in più con cui Pistoia ha ottenuto negli anni grandi soddisfazioni tra le mura amiche.

Tempo per lavorare con calma, tuttavia, sicuramente non manca. Pistoia domenica scende a Caserta per una partita complicata sia sul piano tecnico che ambientale, e poi riceverà Bologna per una partita che già oggi sembra di importanza capitale. Ottimismo e tanta applicazione in palestra saranno gli ingredienti su cui il coach dovrà lavorare nelle prossime settimane.

Al termine di una domenica avara di soddisfazioni, arriva la brutta notizia del grave infortunio al ginocchio di cui è rimasto vittima il Capitano Fiorello Toppo, centro del Bottegone basket. A Fiorello tanti auguri di cuore di pronta guarigione con l’augurio di rivederlo prestissimo sul parquet.

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