pistoia. VILLE SBERTOLI, IL PERCORSO PARTECIPATIVO

"Le Ville Sbertoli e la città"
La pubblicazione

PISTOIA. Continuando il nostro “viaggio” giornalistico riguardo alle Ville Sbertoli di Pistoia, iniziamo a parlare più approfonditamente del Percorso partecipativo promosso in merito da febbraio a luglio 2009 e del quale fu poi promossa un’apposita pubblicazione, “Le Ville Sbertoli e la città”, nel febbraio 2010.

Ci viene subito da chiederci: “Che esiti ha avuto il percorso partecipativo?” “I cittadini che vi presero parte, parteciperebbero di nuovo? Si sono sentiti ascoltati? Il percorso fu promosso attraverso la legge regionale toscana sulla partecipazione L.R. n. 69/2007.

Il progetto presentato dal Comune fu ritenuto meritevole di sostegno dall’Autorità regionale per la partecipazione, ottenendo un contributo per la sua realizzazione. Obiettivi diffondere la conoscenza della storia delle Ville Sbertoli, definendo ipotesi condivise di recupero dell’area. Coinvolte circa quaranta persone selezionate con metodo statistico tramite interviste telefoniche, quale “giuria dei cittadini” in un laboratorio di progettazione partecipata.

Previsti incontri con i “Custodi della memoria”, ovvero persone che avevano avuto un’esperienza personale con le Ville Sbertoli per lavoro o per altri motivi, focus group con ordini professionali, categorie economiche, associazionismo, un forum telematico e pagine web dedicate, la “casa del garante” ogni giovedì pomeriggio all’ufficio Tecnico comunale al quale ci si poteva rivolgere per avere informazioni o dare un contributo al dibattito, iniziative culturali collaterali.

Un apposito Comitato dei garanti aveva il compito di garantire l’accessibilità e la trasparenza del percorso. L’Amministrazione comunale, leggiamo nella pubblicazione, si era impegnata a “valutare le proposte emerse” e “qualora non intendesse o non potesse adottarle, a motivare pubblicamente tale scelta”. Il dibattito in merito nacque da dichiarazioni pubbliche dell’allora direttore generale Asl n. 3 nell’agosto 2007, cui seguì una serie di interventi sulla stampa locale di varie personalità e riportate in parte nella pubblicazione.

Si tratta di un complesso con ben 26 edifici di cui 3 ville storiche su una superficie utile di 13mila mq. circa, una cubatura di 54mila mc e 5 ettari di verde. Parliamo intanto del sondaggio telefonico, realizzato con 394 interviste nei giorni 16 e 17 marzo 2009, per invitare i cittadini a partecipare. Il 42% delle persone intervistate affermò di aver visitato il complesso non di recente, bensì qualche anno fa; il 40% c’era stato solo fino a molti anni fa.

Il 76% però riteneva le Ville una risorsa ed il 49% che per riqualificare l’area occorresse un cofinanziamento pubblico-privato, mentre il 36% sosteneva solo un progetto di enti pubblici, ricercando risorse per il 39% dei cittadini in ambito regionale e per il 23% nel Comune (solo il 6% suggeriva di far riferimento all’Area metropolitana!). In caso di vendita a privati il 38% degli intervistati invitava ad alienare solo gli edifici non di pregio, con 44 persone che chiedevano di destinare le Ville a strutture sociali per anziani oppure per 35 individui a centri di ricerca e 29 a case di cura.

Il 61% inoltre proponeva per l’area a verde circostante un parco pubblico oppure un centro didattico, affermando per l’87% che il percorso partecipativo fosse una buona idea utile per la città mentre solo il 5% degli intervistati lo giudicava inutile. Continueremo a parlare del percorso partecipativo sulle Ville Sbertoli, eventualmente anche intervistando qualcuno dei protagonisti.

Nel frattempo possiamo solo guardare con amarezza il lucchetto, chiuso da tempo, attorno al cancello dello storico complesso.

[Leonardo Soldati]

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