pistoia. VILLE SBERTOLI, QUEL PERCORSO PARTECIPATIVO DEL 2009

Entrata a Ville Sbertoli in Collegigliato
Entrata a Ville Sbertoli in Collegigliato

PISTOIA. Il percorso partecipativo riguardo alle Ville Sbertoli venne ufficialmente presentato con una conferenza stampa mercoledì 25 marzo ore 16:30 alla biblioteca comunale San Giorgio, alla presenza di giornalisti e di un’ottantina di persone, esponendo una relazione storico culturale a cura di Andrea Ottanelli e una relazione invece tecnico-progettuale di Gianluca Giovannelli.

Distribuiti documenti sul processo e proiettato un video sull’allora stato attuale della struttura. Sulla home page del sito web del Comune era invece disponibile una sezione dedicata al percorso e fu aperto in merito un forum telematico (attivo fino ad agosto 2009), con la “Guida del partecipante”, materiali d’approfondimento e documentazione fotografica, oltre all’attivazione di una newsletter tematica di cui furono pubblicati sette numeri. Il primo laboratorio con i cittadini si tenne nel pomeriggio di sabato 28 marzo 2009 alla presenza di 39 persone del campione intervistato, trasportate con un pullman a noleggio alle Ville per una visita guidata.

Al ritorno il laboratorio continuò nell’allora Circoscrizione n. 2 in via Capitini 7 Pistoia, chiedendo in sostanza ai partecipanti: “Cosa proponiamo per il recupero delle Ville Sbertoli?”, gli esiti pubblicati nella sezione “Documenti”. Focus group invece con interlocutori qualificati, a cui furono invitati gli ordini professionali e le categorie economiche e produttive a Palazzo comunale: qui come proposte di recupero emersero in prevalenza un centro documentazione sul disagio mentale, un campus universitario, centri di formazione o di valorizzazione delle eccellenze produttive locali, percorsi ricreativi e riabilitativi nel verde.

Ingresso Ville Sbertoli Pistoia
Ingresso Ville Sbertoli Pistoia

Le associazioni locali invece in parte si espressero per una destinazione sociosanitaria (residenze per anziani, strutture riabilitative, centri per malati di Alzheimer, disabili oppure per il disagio mentale), altre invece propendevano per rivolgere il complesso anche alle giovani generazioni (con bar, ristoranti, spazio giochi per bambini, un distretto per la conservazione ed il restauro del patrimonio artistico e culturale) temendo che una sola destinazione sociosanitaria generasse una situazione di isolamento sociale, mentre per i più il parco circostante doveva essere ad uso pubblico con percorsi ciclopedonali e magari anche un’ippovia. I verbali degli incontri nella sezione Documenti.

Il 9 e il 15 aprile 2009, ore 17, sempre alla Circoscrizione n. 2, si tenne l’incontro con “I custodi della memoria” coinvolgendo persone che ebbero un’esperienza diretta con le Ville come ex ospiti e/o loro familiari, medici, psicologi, infermieri, centralinisti, addetti alla manutenzione ecc. (19 i partecipanti al primo incontro, 16 al secondo), anche a loro fu chiesto cosa proponevano per il recupero delle Ville, gli esiti pubblicati sempre nella sezione “Documenti”.

Interessanti anche i contributi scritti ricevuti per altre vie, di singoli cittadini, cooperative, un ufficio Asl ecc: in prevalenza uso sociale e finalità pubbliche del complesso con il recupero dell’esistente senza costruirvi ancora, realizzarvi percorsi didattici sull’uso del bosco e la conoscenza dei funghi, un centro documentazione e promozione della creatività riguardo i graffiti lasciati dai ricoverati (art brut), un centro documentazione multimediale sulla memoria del disagio mentale, un centro didattico ambientale ed un orto botanico coinvolgendo i vivaisti, spazi associativi, un luogo di riabilitazione per giovani ed anziani oppure di valorizzazione delle nicchie produttive locali.

Vedremo nel prossimo articolo il contributo ottenuto invece dalla Giuria dei cittadini e soprattutto le considerazioni conclusive del percorso, riportate nella pubblicazione “Le Ville Sbertoli e la città”. Intanto ascoltiamo il silenzio assordante del lucchetto chiuso, attorno all’ingresso principale delle Ville Sbertoli.                     

[Leonardo Soldati – continua]

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