pistoia. VISITE TATTILI E OLFATTIVE ALLA FONDAZIONE MARINI

La Pomona
La Pomona

PISTOIA. Guardare lontano, oltre la superficie, per andare incontro all’anima artistica di Marino. Il Grido, la Pomona, i Cavalli e altri capolavori della produzione artistica di Marino Marini, custoditi tra le sale del Palazzo del Tau a Pistoia, potranno essere conosciuti e riscoperti anche dai visitatori non vedenti e ipovedenti.

È l’innovativo percorso di accessibilità dedicato al pubblico con disabilità visive realizzato dalla Fondazione Marino Marini, diretta da Maria Teresa Tosi.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Unione Ciechi di Pistoia, consiste nella riproduzione in plastica termoformata di alcune opere della collezione della Fondazione finalizzata alla fruizione tattile. Nello specifico il percorso, indicato da appositi segnalatori, si compone di una decina di pannelli, realizzati da Giovanni Boldrini, tratti dalle opere pittoriche di Marino e cinque grandi sculture dell’artista poste nell’atrio e nelle sale del museo.

Il progetto è supportato da una pubblicazione informativa redatta in scrittura Braille che illustra le caratteristiche del museo, ambienti e struttura architettonica, e i suoi contenuti.

“I bassorilievi realizzati da Giovanni Boldrini – spiega Ambra Tuci, responsabile didattica ed eventi della Fondazione – sono la traduzione di alcuni dipinti di Marino Marini appositamente studiati per un approccio tattile alle opere del grande artista pistoiese; un processo di sensibilizzazione alla conoscenza attraverso il tatto che la Fondazione aveva avviato in una prima fase sperimentale e che adesso entra nel vivo con un percorso di accessibilità ben definito”.

Una riproduzione in plastica termoformata
Una riproduzione in plastica termoformata

L’obiettivo della Fondazione è quello di accentuare la funzione sociale del museo, spazio aperto e luogo di inclusione supportato anche da attività laboratoriali.

“Siamo al lavoro nella programmazione di una serie di attività – aggiunge Tuci –caratterizzate da visite e laboratori in grado di coinvolgere gli ipovedenti in un percorso esperienzale incentrato sulla manualità attraverso l’utilizzo di argille e l’ascolto di suoni che evochino i concetti e i temi cari a Marino”.

Nel progetto della Fondazione di potenziare i livelli di accessibilità e di apertura alle visite diversamente abili c’è anche l’idea di proporre un ciclo di visite olfattive. «La conoscenza è il seme dell’integrazione – conclude Tuci –il ruolo educativo del nostro museo è quello di promuovere il senso della scoperta culturale come viaggio fondato sull’esperienza e sulla creazione di un’empatia e di un’emozione che riesce a “guardare” oltre e lontano».

[dugo – fondazione marini]

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