PISTOIESE, NEL GRAN GIORNO DEL RITORNO MANCAVA QUALCUNO…

È d’obbligo un plauso a chi ha costruito la squadra e a chi ha assemblato il gruppo, guidandolo sin qui con autorevolezza
Massimo Morgia
Massimo Morgia

PISTOIA. Vittorie – e che vittorie! – con Prato e Lucchese: la Pistoiese vive un “magic moment”, che come tale va celebrato. Terzo posto nella classifica del girone B di Lega Pro con 21 punti, tanti quanti quelli accumulati da L’Aquila, Spal e Teramo, dietro alla capolista Ascoli (26) e all’ambizioso Pisa (23), davanti al Pontedera (20), nostro prossimo avversario allo stadio Marcello Melani (domenica 23 novembre, con inizio alle ore 14:30).

Pur sapendo che il momento magico è appunto un momento, che come tale non durerà in eterno, che la stagione è lunga e la salvezza ancora tutta da conquistare, è d’obbligo un plauso a chi ha costruito la squadra e a chi ha assemblato il gruppo, guidandolo sin qui con autorevolezza. Bravi, bravi, bravi! In Italia, lo si sa, è raro spendere elogi, è molto più frequente e di moda criticare, sempre e comunque.

Certo, se ci fermiamo a riflettere, a ripensare agli ultimi anni vissuti lontani dal calcio che conta, quando dovunque andassimo ci chiedevano “dove giocate? Ma dove siete finiti?” beh, non ci può che scappare una lacrimuccia (subito asciugata perché siamo uomini, mica per altro… Che pirlotti!).

Poi, dopo l’attimo di commozione, a mente lucida non possiamo che dire che alla festa arancione è mancata una persona, che avrebbe meritato di parteciparvi. Questa persona, nessuno se ne abbia a male, vade retro Satana, lungi da noi gelosi, invidiosi e saccenti, è Massimo Morgia, l’uomo che ha contribuito a riportare la Pistoiese in una categoria più consona al nome e alla storia della prima società calcistica di Pistoia e provincia.

Starsene in un angolo in tribuna, come abbiamo fatto noi, a osservare i tifosi gioire del successo nel derby col Prato e non trovare con lo sguardo, sul manto erboso, Morgia festante beh, è stato un colpo al cuore. Sì, questo signore avrebbe meritato di esserci. Stia tranquillo, però.

Nella Toscana dei campanili, delle divisioni, dei Guelfi e Ghibellini, dei Bianchi e dei Neri, lui è riuscito in un’impresa più unica che rara: farci guardare, ogni domenica che Iddio ci dà la fortuna di vivere, la classifica di serie D per capire se il Siena, non irrorato dal Monte dei Paschi, potrà tornare a respirare presto aria pulita.

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