PISTOIESE, UNA DOMENICA TRAGI-COMIX TUTTA DA LEGGERE

Orazio Ferrari
Un Orazio Ferrari un po’ nervosetto dopo l’Ascoli?

PISTOIA. Come catapultati all’improvviso in un film tragicomico, un mix di “Mister Bean. L’ultima catastrofe” e “Un giorno di ordinaria follia” con Michael Douglas. Eppure eravamo andati, come da una vita a questa parte, a vedere la Pistoiese, la squadra della nostra città di cui siamo tifosi da sempre.

Ma che la giornata fosse particolare, l’abbiamo capito subito: arrivati allo stadio Marcello Melani, siamo andati tranquilli a ritirare il nostro accredito annuale. Sapevamo, da tempo, dall’addetto stampa Stefano Baccelli, amico nonché collega che di colpe in questa storia se ne ha, ne ha minime, che eravamo stati i primi in estate ad accreditarci alle partite casalinghe della squadra arancione.

Lo stesso Baccelli alla vigilia ci aveva telefonato per indicarci le modalità del ritiro: presentarsi prima dell’inizio della gara davanti alla tribuna. Eppure, stranamente, del pass non c’era traccia. E tosto è spuntato in nostro soccorso Marco Ferrari, figlio del presidente Orazio, che ci ha fatto passare con il suo. Gentilissimo.

Neppure il tempo di ringraziarlo che Stefano Baccelli è arrivato di corsa, trafelato, verso di noi sottolineando che “no, non c’è la sedia, è stata presa da altri”. Per tutta risposta ha avuto un sereno «Stefano, possiamo stare in piedi, non è un problema». Quando le sfide sono di cartello, come questo Pistoiese-Ascoli Picchio era indicato alla vigilia, beh si sa che i colleghi, di dovunque siano, invadono la tribuna stampa e c’è il rischio di non godere di tutti i confort.

Certo, quando abbiamo visto che non c’era nemmeno il foglio delle formazioni, qualcosa abbiamo iniziato a intuire sulla giornata storta, anche se Baccelli, pur borbottando, ha rimediato intorno al 10’ del primo tempo.

Indagando, abbiamo appurato che anche altri colleghi erano andati incontro a inconvenienti simili. L’organizzazione (?) arancione allora ha cercato di far superare il tutto fornendo un piccolo rinfresco ai giornalisti nell’intervallo: cose che a Pistoia non si erano mai viste o quasi. Poi il match è scorso via piacevolmente, con una buona Pistoiese a contrastare il più quotato Ascoli Picchio.

A tutti, dunque, è parsa una beffa la sconfitta, dovuta a un errore del portiere, che non per questo può né deve essere crocifisso (all’attaccante e al difensore che hanno mancato la rete da un metro che cosa dovremmo fare? Ragazzi è sport, capita di sbagliare).

Ma il bello doveva ancora venire… Che le partite di calcio producano stress è appurato. Che le stesse, specie in caso di sconfitta, enfatizzino tutto, anche le inezie, pure. Certo, però, per un Cristiano Lucarelli che al 90° mostra di aver assorbito con classe una “caduta amara” (per quel che ha prodotto la propria squadra nell’arco dell’incontro), fa riscontro un Orazio Ferrari che amareggiato (?) perde le staffe (e non si sa neppure il perché).

Nel nuovo rituale da società di Lega Pro, la dirigenza (o l’addetto stampa Stefano Baccelli?) hanno deciso di far tenere una conferenza stampa ai due tecnici e a un paio di calciatori per ciascuna squadra.

Morale della favola, mentre Cristiano Lucarelli, l’allenatore marchigiano Petrone e i calciatori bianconeri si presentano per primi, Ciciretti e Falzerano (i designati dalla dirigenza arancione), pur puntuali, sono costretti ad attendere.

L’addetto stampa Baccelli, buon collega ma in preda all’emozione della “prima”, preferisce non interrompere la conferenza dell’Ascoli, che si prolunga. Dopo 45 minuti di attesa il presidente Ferrari inizia a strepitare “il calcio a Pistoia è finito, il calcio a Pistoia è finito” e il direttore sportivo Nelso Ricci decide di rimandare indietro i due giocatori, che avevano sin troppo atteso.

Noi avevamo pazientemente aspettato, chiediamo però che, per poter consentire ai lettori di leggere pareri e opinioni dei nuovi beniamini arancioni, siano indicati un altro paio di calciatori.

Per tutta risposta veniamo allontanati in modo poco simpatico, eufemisticamente parlando, dal signor Ferrari, che si giustifica affermando “a casa mia faccio quello che voglio, dei lettori non m’interessa. Scrivete quel che volete”.  Ma da quando in qua lo stadio è casa sua?

È incominciata una nuova stagione, la Pistoiese è tornata in una categoria che conta: ci si augura che le sconfitte non causino drammi, che tali non sono (nella vita le cose importanti sono altre, il gioco del pallone tale è e tale deve rimanere, anche per coloro che lo vogliono trasformare in business).

Spiace soprattutto per i nostri lettori, che non potranno godere delle impressioni dei protagonisti, dispiace che un k.o., pur rocambolesco che sia, non sia accettato sportivamente.

Contare sino a dieci, tante volte, è salutare e salva l’immagine. Il Presidente dovrebbe darsi una calmata. Da sùbito. E magari chiedere anche scusa…

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