PITEGLIO, NIENTE USI IMPROPRI DI ACQUA POTABILE

Scatta il divieto di innaffiare. Sanzioni salate per i trasgressori
Così è veietato
Così è veietato

PITEGLIO. [a.b.] È stata emessa dal sindaco Luca Marmo l’ordinanza che “vieta” sul territorio comunale l’uso dell’acqua potabile per usi impropri. L’ordinanza è la n. 28 del 27 giugno e fa seguito ad una comunicazione trasmessa dal gestore Gaia Spa.

Il provvedimento – nel quale non viene fatta menzione della durata del divieto e neppure delle ragioni, anche se ben prevedibili – come ogni anno vieta l’utilizzo dell’acqua del pubblico acquedotto per usi impropri oltre ai prelievi abusivi “per usi diversi dall’alimentazione, dai servizi igienici e dagli altri impieghi ordinari domestici”.

Sarà vietato in particolare applicare alle bocche delle fontane tubi di gomma o altro materiale equivalente per convogliare acqua. Nell’ordinanza si vieta tra l’altro il prelievo dalle bocche di innaffiamento stradale e dei pubblici giardini e il lavaggio delle fognature “se non da persone a ciò autorizzate e per usi cui tali prese sono destinate”.

Vietato pure il prelievo di acqua da idranti antincendio installati sulle strade se non per spegnimento di incendio (i lettori attenti ci dicano in questo caso se sul territorio di Piteglio sono presenti tali elementi). Tra i divieti previsti dall’ordinanza ovviamente ci sono anche l’utilizzo per annaffiare giardini e orti privati, superfici adibite ad attività sportive sia pubbliche che private, per il riempimento di piscine private “fatte salve quelle di proprietà pubblica o privata destinate ad una utenza pubblica quali piscine pubbliche o ad uso collettivo inserite in strutture adibite ad attività turistico-alberghiere o agrituristiche o ricettive anche se in tal caso dovranno essere concordate “modalità e tempi di riempimento” con il soggetto gestore del Servizio idrico integrato.

Luca Marmo
Luca Marmo

Pene severe per i trasgressori: si rischiano sanzioni da un minimo di 250 euro nel caso di accertati usi impropri ad un massimo di 500 euro nel caso di accertati prelievi abusivi. Chi manomette l’impianto di gestione avrà un addebito di 350 euro ma è prevista anche la disattivazione dell’erogazione senza obbligo di preavviso. Il controllo del rispetto della normativa è affidato sia alla società Gaia Spa che al comando di Polizia Municipale. È comunque fatto obbligo a chiunque spetti di farla rispettare.

Il provvedimento, salvo i riferimenti del protocollo riguardo la comunicazione inviata da Gaia Spa è un copia-incolla rispetto alla medesima ordinanza emessa dal precedente sindaco. In quel caso tuttavia in premessa era stato specificato che il motivo della emissione dell’ordinanza era dovuto alla “particolare situazione di carenza idrica conseguente alla prolungata scarsità di precipitazioni meteoriche”.

Scarica l’ordinanza.

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