PITEGLIO. RESTAURATA LA “FONTE DELLE FATE”

La cerimonia di inaugurazione
La cerimonia di inaugurazione

PITEGLIO. [a.b.] È stato inaugurato, dopo il restauro conservativo, il complesso cinquecentesco della Fonte delle Fate di Piteglio, manufatto di grande pregio restituito a nuova vita grazie all’impegno profuso dall’associazione Pro Loco di Piteglio, alla famiglia Lepri e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Alla cerimonia – svoltasi alla presenza di numerosi cittadini e villeggianti – ha presenziato il Sindaco Marmo che ha ringraziato tutti i soggetti che hanno reso possibile l’opera di restauro.

“È un esempio di collaborazione a salvaguardia di noi stessi e della nostra identità. Un bel modo di fare squadra a salvaguardia dei manufatti di pregio presenti sul territorio” ha detto il sindaco. Bellissimo e carico di emozione l’intervento della signora Lepri, in memoria del padre alla cui memoria è dedicato il restauro.

“Per un attimo – ha scritto Luca Marmo – ho vissuto a Ersilia, la città invisibile dove Calvino alloggia il senso del rapporto che, nelle cose che restano, si instaura fra chi c’è e chi c’è stato.

Piteglio, i cittadini e villeggianti presenti
Piteglio, cittadini e villeggianti presenti all’evento

A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili […].

Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma [I. Calvino, Le città invisibili].

Il toponimo legato al mondo delle fate, secondo alcuni studi sulla cultura appenninica, è dovuto al fatto che le fate sono creature legate all’acqua dalla natura duplice (benevola/malevola) e quindi si conferma la natura sacra e ambigua dell’acqua stessa: è infatti l’acqua che consente la vita, ma è sempre l’acqua che provoca disastri e fa annegare le persone.

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