poggio. DUE MOMENTI LEGATI A GIUSEPPE BENNATI, ANIMA DELLA OASI APISTICA LE BUCHE

Oggi sabato 11 sarà scoperta una targa in memoria di Giuseppe Bennati e verrà presentato il libro su Cascine e Bargo

Giuseppe Bennati

POGGIO A CAIANO. Oggi sabato 11 settembre, nel corso del Pontefestival, avranno luogo due momenti legati a Giuseppe Bennati, che è stato a lungo l’anima dell’Oasi apistica Le Buche e che è venuto a mancare lo scorso anno.

Alle ore 12 all’Oasi apistica verrà scoperta la targa in memoria di Giuseppe Bennati. Il momento commemorativo, organizzato dai volontari dell’Oasi, vedrà la presenza del Sindaco Puggelli.

Alle 17.30 sarà invece presentato il volume fresco di stampa “Le Cascine e il Bargo della Villa Medicea di Poggio a Caiano. Vicende umane e naturali”, edito dal Comune di Poggio a Caiano e contenente un importante contributo scritto da Giuseppe Bennati riguardante la cronistoria del podere e dell’Oasi Le Buche.

Questo libro di grande rilevanza storica e naturalistica per il territorio poggese, verrà presentato dal sindaco Francesco Puggelli, l’assessore alla Cultura Giacomo Mari ed il coautore Giovanni Gestri. Durante la presentazione si terrà un intervento in memoria di Giuseppe a cura della famiglia Bennati.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Di seguito, la prefazione al libro, firmata da sindaco e vicesindaco.

“Dopo ‘La fattoria di Lorenzo il Magnifico’ di Marco Masseti, prosegue con questo testo di Bennati, Gestri e Lazzeri il percorso di ricerca e divulgazione delle specificità del Bargo di Bonistallo e delle Cascine Medicee, storicamente parti integranti della villa di Poggio a Caiano.

La locandina

Se con il libro di Masseti si forniva un quadro delle specie animali allevate e di quelle selvatiche presenti sul territorio al tempo dei Medici, nel presente volume l’arco temporale di indagine giunge fino ai tempi odierni raccogliendo, come nel caso del Podere Le Buche e del Parco del Bargo, gli aspetti storici.

Si approfondiscono quindi i mutamenti sul paesaggio, intervenuti nel corso del Novecento, mentre assume assoluta centralità la rappresentazione del mondo vegetale esistente. Larga parte del volume è infatti dedicata alla descrizione del lavoro di recupero di varietà colturali presso il podere Le Buche e soprattutto alla pregevole ed originale ricerca floristica sul campo, condotta con metodo scientifico, sui territori delle Cascine e del Bargo, grazie al prezioso e generoso lavoro di Giovanni Gestri e Valerio Lazzeri che ha permesso di censire la presenza di circa 850 specie vegetali.

Un’osservazione dettagliata e approfondita al mondo delle erbe e piante spontanee, agli alberi da frutto che troviamo già nel Rinascimento – si pensi ad esempio alle rappresentazioni del regno vegetale nei disegni di Leonardo –, ai dipinti di Filippo Lippi o ai notevoli quadri di Bartolomeo Bimbi, quest’ultimi esposti al Museo della Natura Morta della Villa medicea; un’attenzione che riteniamo sia da recuperare anche ai giorni nostri.

Se infatti è quanto mai urgente promuovere nel dibattito pubblico la centralità delle tematiche ambientali, ogni riflessione verso una maggiore tutela della natura e della biodiversità non può che partire da una larga conoscenza e valorizzazione del mondo vegetale, di gran lunga il più ricco in termini numerici fra gli esseri viventi. Fa ben sperare per il nostro futuro che non solo scienziati ed alcuni decisori pubblici, ma una sempre più ampia fascia di popolazione, in particolare giovanile, ha ben compreso l’importanza di garantire l’equilibrio degli ecosistemi con comportamenti e scelte pubbliche e private sostenibili e responsabili.

Alcuni uomini e donne sul nostro territorio questa convinzione la custodiscono da tempo, decidendo di spendere negli anni tante delle loro energie nel far conoscere ai giovani e meno giovani, il valore e la bellezza del nostro territorio, certo nei suoi aspetti storici e culturali, ma anche e soprattutto in quelli naturalistici e ambientali; fra questi Giuseppe Bennati, primo presidente e fondatore dell’associazione Oasi Apistica Le Buche, che ne è stato il più attivo testimone.

In questo testo si ritrova l’ultimo dei suoi scritti, che consegnò all’amministrazione comunale prima di lasciare questa terra. È con riconoscenza, gratitudine e commozione per il tanto lavoro svolto per il bene di Poggio a Caiano e della sua “oasi”, per i tanti studenti incontrati, che a lui questo volume viene dedicato, uno scritto che può essere definito come il suo ultimo lascito all’amata comunità. Possiamo con convinzione affermare che il seme gettato ha portato buoni frutti”.

Francesco Puggelli, Sindaco di Poggio a Caiano

Giacomo Mari, Assessore alla Cultura

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