polemiche. IL PROBLEMA DELLE FORNACI SONO GLI IMMIGRATI, NON IL SINDACO

«Non viene menzionata, tra le problematiche del quartiere, la massiccia presenza di immigrati di vario genere. Non ci pare comprensibile l’accusa per un lampione non funzionante nel momento in cui si tace sulle migliaia di immigrati ammassati, negli anni, in un solo quartiere. Oppure si vuol dire che questa modalità di (dis)integrazione abbia apportato qualche beneficio?».
Nuovi arrivi di migranti e rifugiati

PISTOIA. Se si vuole alzare la voce, facendo sentire la propria protesta, si deve almeno dare un senso ai concetti che si vuol esprimere.

Dalle Fornaci arrivano proteste contro la nuova amministrazione comunale.

Guido Consiglio, titolare del bar “G-S Guido e Simona”, sito in Piazza Mandela nel cuore del quartiere, lamenta il non mantenimento delle promesse fatte dall’allora candidato sindaco Alessandro Tomasi.

Il sindaco viene accusato di aver abbandonato le Fornaci, addirittura sprovviste di illuminazioni natalizie (che a detta di Consiglio sono appannaggio del Comune), di un’illuminazione funzionante in piazza Nelson Mandela e, in generale, delle attenzioni di cui godrebbe invece il centro storico della città.

Sorvolando sul fatto che delle luci natalizie devono occuparsi le singole attività commerciali, a cui il Comune garantisce un supporto tecnico, e sul fatto che anche in zone non propriamente popolari talvolta i lampioni non funzionano (nella zona di via dello Scirocco e caserma dei carabinieri spesso i lampioni rimangono spenti per l’intera notte senza però gettare i residenti nel panico), è il caso di dare un consiglio non richiesto al signor Consiglio.

Guido Consiglio

E il suggerimento consiste nel prendere meglio la mira allorquando si voglia tentare di sollevare un mezzo polverone.

Lo stato cui versa il quartiere Fornaci non è certo responsabilità della nuova maggioranza che governa Pistoia, bensì di settantadue anni di amministrazioni rosse che hanno saputo riempirsi la bocca di belle parole, le tasche di preziosi voti, senza restituire indietro una gestione decente della città.

Il quartiere Fornaci è un ghetto a tutti gli effetti, complice anche la sistemazione degli edifici popolari che sembra delimitino questa zona dal resto della città. Viale Antonelli e viale Sestini completano l’opera apparendo come delle mura attorno al quartiere.

E di questo avrebbe colpa Alessandro Tomasi?

Non viene menzionata, tra le problematiche del quartiere, la massiccia presenza di immigrati di vario genere. Non ci pare comprensibile l’accusa per un lampione non funzionante nel momento in cui si tace sulle migliaia di immigrati ammassati, negli anni, in un solo quartiere.

Oppure si vuol dire che questa modalità di (dis)integrazione abbia apportato qualche beneficio?

Le Fornaci

Del degrado di un quartiere sono responsabili gli abitanti stessi che, per motivi vari, se ne infischiano de luogo dove abitano e lo devastano come meglio credono. Detto ciò, non è difficile comprendere come mai questo quartiere non pulluli di attività commerciali. Oppure, anche in questo caso, si vuol negare che la presenza di molti rom crei disagio?

Il signor Consiglio, che coraggiosamente ha aperto un bar in tempi difficili, dovrebbe prendersela con coloro che, standosene al riparo nei loro attici o nelle loro canoniche, predicano l’accoglienza indiscriminata di qualsiasi disgraziato si presenti in Italia il quale, dopo un pò, finirà nel solito quartiere popolare rendendolo un ghetto ostile a chiunque.

Arriverà una televisione americana da don Biancalani il 22 e 23 dicembre per un reportage sulla sua politica d’accoglienza. Potrebbe recarsi lì il signor

Consiglio, chiedendo ai giornalisti di venire a vedere alle Fornaci cosa significhi immigrazione incontrollata.

[Lorenzo Zuppini]

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