politica & giochetti. MA QUANTE COSE SI FANNO PER LO SPIRITO SANTO, CON LO SPIRITO SANTO E NELLO SPIRITO SANTO DEL P[artito] D[ivino]?

Nella Regione di Enrico Rossi e ora del presidente deciso a vaccinare a forza tutti con la quarta dose, la propaganda vaccinale ci giungerà proprio dal Difensore Civico attualmente unto anche come giornalista (?) direttore di “Toscana Notizie”


Sandro Vannini Difensore Civico e Direttore della testata giornalistica Toscana Notizie


MA EUGENIO GIANI FU ISPIRATO INVERO

DALLA VERGIN MARIA DI MONTENERO?


 

A Giani interessano di più le dosi del rispetto dei suoi cittadini elettori. A cui sta bene se spende e fa spendere i quattrini pubblici coi marchingegni del Pd, estremamente preparato a trattare il popolo come il gregge da tosare. Il resto? Si supera con un altro pellegrinaggio a Montenero

 

«Caro amico, ti scrivo…»
Una lettera da analizzare con attenzione e digerire con Gaviscon

 


 

Proprio così, caro direttore: il diavolo fa le pentole ma talvolta rischia di scordarsi i coperchi. Anche se poi, alla fine, una soluzione i “diavoli” sempre la trovano e a finire gabbati sono gli “angeli”, dunque gli ingenui.

Un caso recente riguarda un incarico che Regione Toscana ha conferito a un giornalista per dirigere l’agenzia di informazione e l’ufficio stampa della stessa Regione.

Il primo marzo scorso viene indetta una “selezione pubblica per titoli”. Si tratta, appunto, di conferire quell’incarico dirigenziale. Fra i requisiti specifici l’essere giornalista professionista da almeno tre anni (in altri tempi il requisito era elevato ad almeno cinque) nonché l’avere esperienza nella redazione di piani editoriali e nella gestione dei rapporti con i media.

Come ben sai l’ufficio stampa della Regione, che funziona da agenzia giornalistica appunto tramite la testata “Toscana Notizie”, è il più importante dell’intera Toscana. Ci lavorano circa quindici giornalisti.

La procedura si conclude in un mese. Con atto del 30 marzo 2022 quell’incarico viene conferito. Viene scelto il giornalista professionista Sandro Vannini. Sarà lui a vedersi assegnato quel contratto a tempo determinato (tre anni rinnovabili di altri due).

Alla selezione avevano partecipato molti colleghi, interni ed esterni. Tutti erano stati ammessi ma una Commissione ne aveva estratti solo tre. Perché “maggiormente qualificati”. È stato il Direttore Generale a ritenere come “più idonea” la candidatura di Vannini. Le motivazioni non sono state incluse nel decreto pubblico. Restano in un verbale tenuto riservato.

Sandro Vannini non è un nome sconosciuto. Almeno fra gli addetti ai lavori. Senese, bene introdotto nella politica (nella città del “groviglio armonioso” fu anche consigliere comunale Pd), fedelissimo del già potente ex presidente del Consiglio Regionale Alberto Monaci. Fra il 2012 e il 2017 presiedette il Corecom. Finito quell’incarico ne ebbe un altro, perfino più remunerato (l’indennità è quella di un consigliere regionale): nel febbraio 2018 diventò Difensore Civico della Toscana. E lo è tuttora, fino al febbraio 2024.

In pratica tutto ha fatto nella sua vita tranne che il direttore di testata giornalistica o, comunque, un giornalismo praticato davvero (solo in anni lontani fece qualcosa del genere: sempre a Siena, ai tempi del glorioso MPS che tutto decideva, diresse un foglio della Camera di Commercio. Da pubblicista). Nel luglio 2017 è diventato professionista, pur facendo tutt’altro che il giornalista (dunque i 5 anni di anzianità li raggiungerà nel prossimo luglio).

Un cinquantenne rampante. Con molti agganci potenti. Di sicuro persona ottima (ci mancherebbe), ma soprattutto bene introdotto. A oggi anche vicepresidente nel Coordinamento nazionale fra i Difensori Civici.

Evidente che una stessa persona, se scelto per il delicatissimo ruolo di Difensore Civico, non può svolgere in contemporanea altri incarichi pubblici. L’alto, nobile e imparziale, ruolo di difendere i cittadini dalle varie forme di “cattiva amministrazione”, di garantirli nei loro diritti contro abusi e storture, esclude – per definizione – la possibilità di avere, in contemporanea, altri incarichi. Scelto come direttore responsabile dell’agenzia di informazione della Regione e come capo dell’ufficio stampa, Vannini deve certo dimettersi dal ruolo di Difensore Civico. È incompatibile. Incompatibile per natura. Naturaliter.

E qui arriviamo ai “coperchi”. Esiste infatti una norma, nell’importante ambito della Difesa Civica, approvata tre anni fa dai presidenti dei Consigli Regionali italiani, che riguarda proprio la possibile “rinuncia” a questo “ufficio”: un Difensore Civico può rinunciare “in qualunque momento”, ma a patto di un dettaglio. Deve “darne avviso all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale (che lo ha eletto, ndr) con comunicazione scritta, almeno tre mesi prima”.

Questa norma – che pone una evidente e giusta questione di garanzia, presumo anche per evitare vuoti di potere nell’istituto della Difesa Civica – è contenuta in un atto formale dei presidenti dei Consigli Regionali (“Odg 3/2019. Linee di indirizzo delle Regioni in merito alla disciplina degli organi di garanzia”).

Senza parole, ma con molta preoccupazione per la nostra sorte. Amen

Da notare anche che la cessazione dell’incarico (di Difensore Civico) prima della scadenza (nel nostro caso la scadenza è il 2024) è prevista dalla legge istitutiva del Difensore Civico toscano. Le cause sono le solite. Lasciando perdere quelle tragiche (morte, impedimento permanente, decadenza, revoca) resta quella qui applicabile (appunto le “dimissioni”).

A noi non è dato sapere se Sandro Vannini questa “comunicazione scritta” all’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale Toscana l’abbia presentata nei termini giusti (dunque almeno entro il 31 dicembre 2021: almeno tre mesi prima dal decreto regionale che gli conferisce il nuovo incarico). Salterà fuori questa “comunicazione scritta” (e ovviamente protocollata)? Sarà interessante saperlo. Materia che può interessare gli esclusi ma anche un sindacato dei giornalisti già intervenuto su altri aspetti della vicenda.

Da notare che in quelle stesse “linee di indirizzo” è assai chiaramente previsto (art. 3.e) che “l’attività di Difensore Civico è incompatibile con qualsiasi altra attività lavorativa, subordinata o autonoma, che ne impedisca l’effettivo esercizio delle funzioni”. Di una evidenza del tutto ovvia.

E qui, certo, può arrivare la “soluzione” (una soluzione, specie per i potenti, c’è sempre …) che salvi capra e cavoli davanti al chiaro conflitto di interesse di Vannini, anche nel caso in cui lui non abbia già provveduto a rinunciare tre mesi prima: entro 15 giorni dal conferimento dell’incarico (dunque entro il venerdì di passione 2022) c’è da scommettere che si dimetterà da Difensore Civico. In base al punto 5.b di quelle “Linee”.

Sandro Vannini

Tutti felici e contenti. Compreso il nuovo, inevitabile, Difensore Civico che presto sarà individuato e chiamato, come Vannini, a esercitare le tre doti fondamentali (“autonomia, indipendenza e terzietà”) per questo “organo di garanzia”.

L’aspetto comunque singolare in questa singolare vicenda è che sia stata la stessa Regione a mettere il suo Difensore Civico in una situazione di incompatibilità. Nulla di strano se Vannini avesse ricevuto da altri soggetti (pubblici o privati) un qualche tipo di incarico che lo avesse messo in condizioni di incompatibilità e di conflitto d’interesse costringendolo a presentare dimissioni. Ma che sia stata la stessa Regione a farlo, francamente è a dir poco imbarazzante…

Oltretutto non è che Vannini fosse l’unico in grado di ricoprire questo ruolo giornalistico. In tanti, torno a ricordare, compresi diversi giornalisti interni chiaramente bene attrezzati per quel ruolo specifico, avevano presentato la domanda e tutti erano stati ammessi. Perché la presidenza Giani ha scelto di puntare proprio su una persona, oltretutto con scarsa conoscenza giornalistica, che già occupava, nella stessa Regione, un ruolo così delicato e importante? Perché, in pratica, considerare “fiduciario” (a favore del presidente, ndr) un ruolo (direttore dell’Ufficio Stampa) che “fiduciario” non è proprio perché istituzionale?

In ogni caso, caro Bianchini, resta una chiara – seria, sostanziale, pesante – questione di opportunità. Anzi: di inopportunità. Difficilmente sanabile con qualche escamotage.

Mentre gli altri girano, i cittadini tirano. Ovviamente la cinghia per pagare tutto il carrozzone dei geni

Che fiducia possiamo avere nell’istituto della Difesa Civica (ombudsman, così usano chiamarlo in Paesi dove funziona sul serio) se qui in Toscana a funzionare – e a funzionare perfino in questo delicato settore – è, soprattutto, il fenomeno delle “porte girevoli”? Con questo concetto, in inglese sliding doors, si indicano quelle situazioni per cui una stessa persona non fa in tempo a finire un incarico che subito gliene viene proposto un altro.

Deprecabile contesto, specie se riferito a un Difensore Civico (“Supremo garante della imparzialità dell’agire dell’ente”. Così lo definisce il Tar Lazio in una sentenza 2009): organo “imparziale e indipendente” chiamato a mediare tra conflitti prendendo le parti non dell’ente ma del cittadino davanti a vicende di “cattiva amministrazione”.

Può la Regione Toscana, che peraltro fu la prima tra le Regioni italiane a dotarsi di questo istituto, scegliere il nuovo capo del suo ufficio stampa nonché direttore della sua agenzia informazione “assumendo” per tale ruolo la persona che in quello stesso momento la stessa Regione Toscana paga come Difensore Civico e che non ha particolare esperienza giornalistica né di direzione di testate giornalistiche e di guida di un ufficio stampa? Opportunità a parte, evidentemente si.

Può, in tutto questo, il ruolo della Difesa Civica aumentare la sua credibilità? Evidentemente no. Difesa di che? E di chi?

Tu, che bene conosci le lingue morte, come tradurresti in latino “difensore di sé stesso”?

Un caro saluto.

Defensor Fidei

Per capirci di più:

  1. https://www.assostampa.org/17756-direttore-toscana-notizie-ast-cdr-incontrano-giani-ottengono-limpegno-valorizzare-giornalisti-dellagenzia/
  2. https://www.difesacivicaitalia.it/wp-content/uploads/2020/04/linee_indirizzo_organi_di_garanzia_26.09.19.pdf
  3. https://www.regione.toscana.it/-/selezione-pubblica-per-incarico-di-dirigente-agenzia-per-le-attivit%C3%A0-di-informazione-degli-organi-di-governo-della-regione
  4. http://www.difensorecivicotoscana.it/default?nome=chi-e&idc=67

Come si dice Difensore di sé stesso in latino? «Sui ipsius defensor»
con l’aggiunta, però, di due parole: «et crumillae» (e del portafoglio)


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email