POLITICA & PISTOIA, VIS-À-VIS CON FABRIZIO GERI. 1/2

Il nostro grande statista Andrea Diprè Renzi
Il nostro grande statista Andrea Diprè Renzi

PISTOIA. Ecco l’ex consigliere in piazzetta del Sole, sotto al palazzo del Balì, la sede di Linee Future, impegnato a conversare in un vivace capannello di commentatori. Ci fermiamo e iniziamo una chiacchierata eterodossa con una delle poche voci fuori dal coro.

– Pare che la situazione politica italiana abbia toccato il punto più basso di sempre, anche alla luce della conclamata allucinazione collettiva per la caricatura di governo che abbiamo: per molti osservatori, ma anche per chi – per opportunismo italico – se lo fa piacere, il premier R€nzi€ ricorda più Andrea Diprè (con tutto il rispetto per Andrea Diprè) che il capo del governo di una democrazia occidentale. È così?

Proprio per questo io faccio parte del partito di maggioranza assoluta: quello degli astenuti! Abbiamo la classe politica più incapace e corrotta, nonché il peggior sindacato; neanche in Colombia è così. Mi rifiuto di legittimare una farsa simile. La vicenda De Luca fa sembrare Berlusconi un chierichetto un po’ discolo: i piddini dovrebbero chiedere scusa all’ex Cavaliere per l’uso che hanno fatto e continuano a fare delle Procure e della giustizia. Tra l’altro, visti gli arresti quasi quotidiani di democratici, Molise, Calabria, Roma etc, di questo passo saranno davvero costretti a candidare il famoso cammello…

La finta democrazia del Pd [vignetta Mauro Biani]
La finta democrazia del Pd [vignetta Mauro Biani]
– Qualche professorino, magari di battaglie mai fatte se non per sistemarsi (come molti Pd), potrebbe obiettare che chi non vota ha torto per definizione e non ha diritto di brontolare.

Allora se non ho il diritto di esternare il dissenso e la disillusione non dovrei avere nemmeno il dovere di pagare le tasse. Però siccome pago tanto pretendo altrettanto, e mi sono rotto i coglioni – scusandomi per la rudezza con le donne del Pd – di frasi come “ci dobbiamo accontentare” o “non ci sono alternative”: forse chi si accontenta è perché paga poche tasse. Chi ha in Italia la residenza fiscale ha diritto ad avere alte pretese, anche se è vero che siamo rimasti in pochi. Prendo ad esempio la Ferrero, domiciliata fiscalmente in Lussemburgo, ma vanto del made in Italy. Recentemente è stata “attaccata” da Ségolène Royal per il costituente principale della Nutella: quell’olio di palma che nel mondo causa la deforestazione e la morte degli oranghi. Curioso che il primo a venire in soccorso alla Ferrero sia stato il ministro dell’ambiente italiano Galletti.

La buona politica toscana
La buona politica toscana

– Insomma, niente di nuovo se non in peggio, specie dove servirebbero riforme e innovazioni, e anche in Toscana stessa musica.

Esatto: con le ultime misure prese dal Governo sull’Ilva siamo andati sotto il fondo del barile. Oltre al fallimento industriale dei Riva, uno dei tanti gruppi di finti capitalisti da strapazzo a cui Prodi ha svenduto la ricchezza italiana costruita in tanti anni, si continua a monetizzare la salute. Purtroppo tanti disperati che non hanno lavoro accettano di barattarlo appunto con la salute. Chiaramente il problema non si pone per i figli dei ministri, ben sistemati in qualche posticino comodo, altrimenti si guarderebbero bene dal licenziare certe leggi.

A livello regionale non posso non continuare a chiedere dove sono andati i 400 milioni dell’Asl di Massa. Un’azienda normale che vive del proprio lavoro non potrebbe fumare nel nulla tanti soldi: e Rossi certificava addirittura i bilanci… Anche per questo poi la gente non vota. Ma non posso nemmeno esimermi dall’esprimere preoccupazione per il caso del Forteto, la cooperativa tutt’uno coi Pci-Pds-Ds-Pd. Dalla stampa nazionale risulta che una signora, attualmente capo dei capi del Pd pistoiese, abbia in passato cercato di insabbiare approfondimenti e commissioni regionali d’inchiesta. Vorrei capire a questo punto,se venisse confermato quello che dicono i giornali, gli elettori “in buona fede” di quel partito da che parte stanno: dalla parte delle vittime che chiedono giustizia, da quella dei carnefici o, come sempre succede, da quella di chi vuole che tutto rimanga nel silenzio.

Fabrizio Geri
Fabrizio Geri

– Non le mandi a dire nemmeno ai cosiddetti “politici” pistoiesi…

No perché non aspetto appalti, consulenze o nomine, né ho amanti da sistemare in qualche ufficio della Provincia né figli da far assumere in Breda o in banca. Ho sempre servito, senza servirmene i Verdi, un partito modesto che a differenza di altri non ha mai avuto arresti o scandali. Non sono mai stato un soldatino che scatta sugli attenti al richiamo del capobastone. A proposito della vicenda regionale censurerei pure tutto ciò che è emerso con la famosa telefonata riportata dal Fatto Quotidiano.

E lo dico col massimo rispetto per Federica (Fratoni – n.d.r.) ma non si può rimanere in Provincia quando già si è in attesa del treno regionale, mettendo in moto il meccanismo elettorale da ripetere a breve per far subentrare, come tutti sapevano, il sindaco Vanni di Monsummano. Verso gennaio o febbraio già avevo pubblicamente scritto tutto quanto è poi regolarmente avvenuto. Come potrei dunque considerarli dei politici? Mi rifiuto. La politica è un’altra cosa, qui siamo solo di fronte a tanti accordicchi. Degli accordicchi non per un obiettivo politico come abbassare le tasse o chiudere l’inceneritore, ma solo per dividere la torta del potere finalizzato al potere. Tra l’altro con questi accordi delle regionali Samuele (Bertinelli, il Sindaco – n.d.r.) ha portato a casa il secondo mandato.

[continua domani 14 luglio]

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